giovedì 9 luglio 2009

Un’estate al mare

Un altro grande pezzo di Franco Battiato e Giusto Pio ebbe un successo notevole nella magica estate del 1982, quella dei Mondiali di Spagna. Ho un ricordo nitido di quella sera di luglio: i tricolori che sventolavano per le strade in un’euforia collettiva e alla televisione, dopo la consegna della Coppa del Mondo nelle mani di Zoff e il giro di campo, iniziò il mitico “Discoring”. E c’era quella canzone, “Un’estate al mare”, cantata da Giuni Russo con la sua stupenda voce. Il brano finiva con dei versi di gabbiani che in realtà erano acuti gridolini della stessa Giuni.

Fu un tormentone che ci accompagnò per tutta l’estate, arrivando a lambire anche l’autunno: rimase in classifica sedici settimane senza però raggiungere il primo posto. Sul retro del 45 giri c’era la pressoché sconosciuta “Bing Bang Being”, scritta dalla stessa Giuni Russo, dalla sua compagna Maria Antonietta Sisini e da Tommaso Tramonti, collaboratore di Battiato. Ma, come tanti pezzi di enorme successo, divenne un limite per la sua interprete: la carriera pop della Russo non decollò mai veramente.

“Un’estate al mare” è una canzone che si ripropone puntualmente con la bella stagione: mette voglia di andare in vacanza, di stendersi al sole, di “fare il bagno largo per guardare gli ombrelloni-oni-oni”… Proprio quello che mi piacerebbe fare adesso…


UN’ESTATE AL MARE

(F.Battiato - G.Pio) Ed.Emi Music Publishing/Sugarmusic

Per le strade mercenarie del sesso
che procurano fantastiche illusioni
senti la mia pelle come è vellutata
ti farà cadere in tentazioni

Per regalo voglio un harmonizer
con quel trucco che mi sdoppia la voce
Quest'estate ce ne andremo al mare per le vacanze
Un'estate al mare, voglia di remare
fare il bagno al largo
per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni

Un'estate al mare, stile balneare
con il salvagente per paura di affogare...
Sopra i ponti delle autostrade
c'è qualcuno fermo che ci saluta
senti questa pelle com'è profumata
mi ricorda l'olio di Tahiti

Nelle sere quando c'era freddo
si bruciavano le gomme di automobili
Quest'estate voglio divertirmi per le vacanze...
Un'estate al mare, voglia di remare
fare il bagno al largo
per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni

Un'estate al mare, stile balneare
con il salvagente per paura di affogare...
Quest'estate ce ne andremo al mare
con la voglia pazza di remare
fare un po' di bagni al largo
e vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni

Un'estate al mare
Stile balneare
Toglimi il bikini…

domenica 5 luglio 2009

Sibilla e “Oppio”

Nel 1983 Franco Battiato era sulla cresta dell’onda, dopo il successo incredibile di “La voce del padrone”, oltre un milione di copie vendute nel corso del 1981 e del 1982, un altro album intitolato “L’arca di Noè” e collaborazioni con altri artisti, quali Alice, vincitrice al Festival di Sanremo del 1981 con “Per Elisa”, brano di Battiato e Giusto Pio.

Battiato si affacciò anche al Festival di quell’anno in veste di autore e produttore. Affidò la sua canzone, “Oppio”, nel suo tipico stile dei primi Anni Ottanta, a una cantante bianca dello Zimbabwe dalle oscuri origini e qualità, tale Sibilla. Il pezzo, che non è male, venne però eliminato subito dalla kermesse sanremese, anche per dei problemi avuti dall’interprete con la base: sbagliò l’attacco e stonò clamorosamente. Da notare che la frase più volte citata come ritornello, “Uru belev sameach”, è tratta dalla canzone ebraica “Hava naghila”.

Sibilla pubblicò due 45 giri, entrambi prodotti e scritti da Battiato e Pio: “Oppio / Svegliami” e “Plaisir d’amour / Sex appeal to Europe”. Un terzo 45, “Sud Africa / Alta tensione”, non ha visto la luce.



OPPIO (Battiato-Pio)

Fuochi accesi negli accampamenti nomadi
e fumatori d'oppio dall'oriente sui tappeti
le visioni riempiranno le mie mani vuote
Cartagine era bella in mezzo ai melograni
è vero do i numeri dividili con me
ho perso la testa ma sto bene anche senza
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Scivolando sulle soglie di nuovi amori
con misteriosi nomadi per misteriose mete
giochi di prestigio con i fili del destino
a quel tempo l'oppio ci costava meno d'una birra
è vero do i numeri dividili con me
ho perso la testa ma sto bene anche senza
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
L'equilibrio di quel tè alla menta alla Medina
e i passi nelle dune fanno l'eco all'universo
eravamo ancora dilettante di delitti
Cartagine era bella in mezzo ai melograni
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach

mercoledì 1 luglio 2009

Il “Teorema” di Marco Ferradini

C’è una canzone italiana degli Anni ‘80 che è veramente divenuta un mito. È “Teorema” di Marco Ferradini, uscita nel 1981, grandissimo successo del cantautore comasco, che ha raccolto probabilmente meno di quanto meritasse nella sua carriera, forse anche per via della notorietà di questo brano. Ma anche “Quando Teresa verrà”, “Schiavo senza catene” e “Lupo solitario DJ” vanno annoverate tra i suoi pezzi migliori.

Divertente è l’uso che ne hanno fatto Aldo, Giovanni e Giacomo nel film “Chiedimi se sono felice”: in effetti “Teorema” può essere considerata una lezione d’amore.


Ecco il video realizzato nelle festività del 1981 per “Asiago Musicaneve”, trasmissione di Canale 5. Una atmosfera alla “Last Christmas”, che è tuttavia posteriore a questo video (quello degli Wham! è infatti del 1984).

TEOREMA

Prendi una donna,
dille che l’ami,
scrivile canzoni d’amore
mandale rose e poesie
dalle anche spremute di cuore
falla sempre sentire importante
dalle il meglio del meglio che hai
cerca di essere un tenero amante
sii sempre presente
risolvile i guai.

E stai sicuro che ti lascerà
chi è troppo amato amore non dà
e stai sicuro che ti lascerà
chi meno ama è il più forte si sa.

Prendi una donna,
trattala male,
lascia che ti aspetti per ore
non farti vivo e quando la chiami
fallo come fosse un favore
fai sentire che è poco importante
dosa bene amore e crudeltà
cerca di essere un tenero amante
ma fuori dal letto nessuna pietà.

E allora sì vedrai che ti amerà
chi è meno amato più amore ti dà
e allora si vedrai che ti amerà
chi meno ama è il più forte si sa.

No caro amico,
non sono d’accordo,
parli da uomo ferito
pezzo di pane lei se ne è andata
e tu non hai resistito
non esistono leggi in amore
basta essere quello che sei
lascia aperta la porta del cuore
vedrai che una donna
è già in cerca di te.

Senza l’amore un uomo che cos’è
su questo sarai d’accordo con me
senza l’amore un uomo che cos’è
è questa l’unica legge che c’è.


“Teorema” era contenuta in un Q-disc, una forma di vendita che in quel periodo ebbe una buona diffusione: quattro canzoni in un mini-LP o maxi-singolo, o in una audiocassetta breve. Vi ricorsero anche Lucio Dalla, il trio formato da Ron, Graziani e Kuzminac, Francesco De Gregori (“La donna cannone”) e Renato Zero.

venerdì 26 giugno 2009

Addio, Michael…

Michael Jackson è morto la scorsa notte a Los Angeles. Lo ha fulminato un infarto, ma la sua salute era già deteriorata da allergie e da problemi alla pelle dovuti ai tentativi di “sbiancamento”.

Michael Jackson è stato parte integrante della colonna sonora degli Anni ‘80: il suo album “Thriller” del 1982 è tuttora il disco più venduto nella storia, oltre tre milioni di copie. Poi sarebbe arrivato anche “Bad”.

Ricordiamolo così, con “Dirty Diana”, pezzo del 1987:

martedì 23 giugno 2009

Automan

Gli Anni ‘80 videro la diffusione di massa delle tecnologie informatiche: questa moda “sociale” non poteva sfuggire agli attenti sceneggiatori delle serie televisive.

Nel 1984 nacque “Automan” uno sfortunato telefilm programmato soltanto per una stagione: 13 episodi di circa 50 minuti l’uno. Un programmatore non molto stimato del Los Angeles Police Departement, Walter Nebicham, riesce a ideare un compagno perfetto per la lotta al crimine, una sorta di ologramma che vive al di fuori dello schermo e interagisce con la realtà. Il limite di tale interfaccia fisica, che ha anche un compagno a nome “Cursore”, un punto luminoso, è che consuma molta energia e quindi deve essere attivato solo di notte. “Automan”, di cui Nebicher parla come di Otto J. Man, un agente governativo che lo aiuta nelle indagini, risolve i casi con il suo ideatore a bordo di una Lamborghini Countach.

PERSONAGGI E INTERPRETI

  • Automan - Chuck Wagner. Uomo virtuale.
  • Walter Nebicher - Desi Arnaz Jr.
  • Tenente Jack Curtis - Robert Lansing
  • Capitano E. G. Boyd - Gerald O'Loughlin
  • Roxanne Caldwell - Heather McNair

LA SIGLA ITALIANA

mercoledì 17 giugno 2009

Christopher Cross

Sul principio degli Anni ‘80 apparve un artista versatile, capace di piazzare una canzone di rock abbastanza duro come “Ride like the wind” e brani di delicata introspezione come “Sailing” e “Think of Laura”, e ancora un classico della musica pop come “Arthur’s theme”. Stiamo parlando naturalmente di Christopher Cross, autore nel 1980 di un album di debutto eccezionale, intitolato con il suo nome, che vendette oltre sei milioni di copie nel mondo e raccolse ben cinque premi Grammy, piazzando in classifica quattro singoli. Il successo sorprendente fu bissato dal singolo “Arthur’s theme”, colonna sonora del film “Arturo” con Dudley Moore.

Per lo straordinario modo di muoversi tra due generi musicali, per lo stile di Christopher Cross venne coniato un nuovo termine, “pop’n roll”, a significare questa fusione tra pop e rock. Nel 1983 uscì un nuovo album", “Another page”, con due singoli di rilievo: All right” e “Think of Laura”, usato come colonna sonora della serie televisiva “General Hospital”.

Nel 1985 Cross pubblicò “Every turn of the world”, uscito in ritardo a causa delle fratture riportate dal cantautore in un incidente durante una gara automobilistica: vi parteciparono come autori John Bettis, Will Jennings, Billy Alessi e Michael Omartian, suo produttore, ma i risultati non furono quelli sperati. Nel 1988 fu la volta di “Back of my mind”, scritto con Rob Meurer, pianista che condivise gli esordi con Cross nelle band texane: contiene la dolce ballata “Swept away”, che ottenne una nomination agli Emmy.

A questo punto Christopher Cross si prese una pausa di riflessione, lasciò finire il decennio, cambiò casa con tutta la sua famiglia e abbandonò la Warner. Nel 1991 pubblicherà per la Polystar “Rendez-vous”, nel 1994 “Window”. Nel 1998, passato alla CMC, inciderà “Walking in Avalon”. Ma per tutti gli amanti della musica, resterà il cantante del disco con il fenicottero, divenuto suo marchio di fabbrica, presente sulla copertina di tre album e sei raccolte.


 

mercoledì 10 giugno 2009

Gianni De Berardinis

Gianni De Berardinis? Chi era costui? Chi seguiva le trasmissioni musicali negli Anni ‘80 certamente se ne ricorderà. Nel 1981 e nel 1982 il ragazzo, allora non ancora trentenne, conduceva  su RaiUno “Discoring”, il programma serale con hit parade, video e esibizioni in studio. Come molti altri artisti diede fiducia alla nuova televisione della Fininvest, Canale 5, approdandovi nel 1982 per condurre un paio di edizioni di “Popcorn”, il seguitissimo contenitore musicale quotidiano, e partecipare alla “Buona domenica” di Maurizio Costanzo. Nel 1986 torna in Rai, al timone ancora una volta di “Discoring” e, l’anno successivo, di “Saint Vincent estate.

Poi Gianni torna al primo amore, la radio: era partito nel 1976 da Radio Luna per arrivare a Radio Monte Carlo, dove condusse programmi fino al 1983. Dal 1989 è a RTL 102,5 e a RMC. Ora lo potete ascoltare su Radio Dimensione Suono RDS. Ma al suo attivo De Berardinis ha anche brani musicali, produzioni e collaborazioni come chitarrista in alcuni album di Mauro Pagani, Rossana Casale, Angelo Branduardi e Massimo Bubola.

 

GIANNI DE BERARDINIS CON BIAGIO ANTONACCI (1989)

e oggi…

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