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sabato 6 ottobre 2012

Easy lover

 



Un bel duetto tra i tanti degli Anni ‘80 è quello di Phil Collins e Philip Bailey in “Easy lover”, un brano del 1984 che vede il fascino solista del batterista dei Genesis unito a quello della voce degli Earth, Wind & Fire. Ne uscì un pezzo che scalò le classifiche arrivando al primo posto in Gran Bretagna e in Olanda e al secondo negli Stati Uniti. La canzone venne inserita solo nell’album di Bailey, Chinese Wall. Collins la cantò nei concerti e la inserì solo in una versione dal vivo nel disco live del 1990 prima di una raccolta di successi del 1998.

 

EASY LOVER
(Phil Collins, Philip Bailey, Nathan East)

Easy lover
She'll get a hold on you believe it
Like no other
Before you know it you'll be on your knees
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it
She's like no other
And I'm just trying to make you see
She's the kind of girl you dream of
Dream of keeping hold of
You'd better forget it
You'll never get it
She will play around and leave you
Leave you and deceive you
Better forget it
Oh you'll regret it
No you'll never change her, so leave it, leave it
Get out quick cos seeing is believing
It's the only way
You'll ever know
Easy lover
She'll get a hold on you believe it
Like no other
Before you know it you'll be on your knees
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it
She's like no other
And I'm just trying to make you see
[ Lyrics from: http://www.lyricsfreak.com/p/phil+collins/easy+lover_20108038.html ]
You're the one that wants to hold her
Hold her and control her
You'd better forget it
You'll never get it
For she'll say there's no other
Till she finds another
Better forget it
Oh you'll regret it
And don't try to change her, just leave it, leave it
You're not the only one, ooh seeing is believing
It's the only way
You'll ever know, oh
No don't try to change her, just leave it, leave it
You're not the only one, ooh seeing is believing
It's the only way
You'll ever know, oh
She's an easy lover (she's a easy lover)
She'll get a hold on you believe it (get a hold on you)
(She's) like no other
Before you know it you'll be on your knees (you'll be down on your knees)
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it (you won't feel it)
She's like no other
And I'm just trying to make you see (trying to make you see)

mercoledì 23 novembre 2011

Albert One

 

 

Un tipo in carne vestito da pilota di Formula 1 dei tempi eroici con caschetto bianco e volante appeso al collo. Così, con Turbo Diesel, Albert One balzò alle cronache musicali italiane nel 1984: la sua era la classica italo-disco, simpaticamente allegra e un poco trasgressiva. Già il nome, Albert One (si legge in inglese, “Albert Uan”) è chiaramente gioco di parole, vista la stazza del cantante-dj, Albertone. Si tratta di Alberto Carpani, un piacentino nato nel 1956 e capace se non di bissare il successo di Turbo Diesel, almeno di dignitosissimi singoli negli anni a venire: Heart on fire e Lady O nel 1985, Secrets nel 1986, Everybody e Visions nel 1988, Loverboy nel 1989.

 

E, per la serie “Che fine hanno fatto?”, ecco qui Albert One in un’intervista nel 2010:

lunedì 23 maggio 2011

Forever young

 

Nella mia ideale top ten musicale del decennio c’è, e ai posti più alti, una canzone dei tedeschi Alphaville, “Forever Young”, che può essere considerata il vero inno dei ragazzi degli Anni ‘80 – alle ragazze consentiamo invece di fare il verso a Madonna con “Like a virgin”.

“Forever young”, dicevo: ha avuto un successo postumo, perché allora raggiunse il primo posto solo in Svezia, il terzo in Italia, Norvegia e Svizzera e il quarto – con disco d’oro per le 250.000 copie vendute – nella natia Germania. Ma è un pezzo che ha cavalcato i decenni ed è stato oggetto di numerose cover… Perché tutti vorrebbero essere “per sempre giovani”.

 

FOREVER YOUNG

Let's dance in style, lets dance for a while
heaven can wait we're only watching the skies
hoping for the best but expecting the worst
are you going to drop the bomb or not?
let us die young or let us live forever
we don't have the power but we never say never
sitting in a sandpit, life is a short trip
the music's for the sad men
can you imagine when this race is won
turn our golden faces into the sun
praising our leaders we're getting in tune
the music's played by the madmen
forever young, I want to be forever young
do you really want to live forever, forever and ever
some are like water, some are like the heat
some are a melody and some are the beat
sooner or later they all will be gone
why don't they stay young
it's so hard to get old without a cause
I don't want to perish like a fading horse
youth is like diamonds in the sun
and dimonds are forever
so many adventures couldn't happen today
so many songs we forgot to play
so many dreams are swinging out of the blue
we let them come true.

 

(Traduzione: PER SEMPRE GIOVANE)

Balliamo con stile, balliamo per un po’
il Paradiso può aspettare
stiamo solo guardando il cielo
sperando per il meglio
ma aspettandoci il peggio
stai per far cadere la bomba o no?
Moriamo giovani o viviamo per sempre
non abbiamo il potere
ma non diciamo mai mai
stiamo seduti in una cava di sabbia
la vita è un viaggio breve
la musica è per gli uomini tristi
riesci ad immaginare quando
questa gara sarà vinta?
Giriamo i nostri volti dorati verso il sole
lodando i nostri capi, entriamo in melodia
la musica è suonata dai pazzi.
Per sempre giovane,
voglio essere per sempre giovane
vuoi davvero vivere per sempre?
Per sempre e per sempre
alcuni sono come l'acqua
alcuni come il calore
alcuni come una melodia
e alcuni sono il battito
prima o poi, moriranno tutti
perché non rimangono giovani?
È così difficile invecchiare senza una ragione
non voglio morire come un cavallo che si dissolve
la gioventù è come i diamanti nel sole
e i diamanti sono per sempre
così tante avventure non potevano accadere oggi
così tante canzoni che abbiamo dimenticato di suonare
così tanti sogni si realizzano di punto in bianco
gli permetteremo di avverarsi.

mercoledì 13 aprile 2011

1984

 

Uno degli album più particolari del decennio è “1984 (For the love of Big Brother)” degli Eurythmics. Il duo formato da Annie Lennox e David Stewart sfornò una colonna sonora molto particolare per l’omonimo film tratto dal romanzo scritto nel 1948 da George Orwell. Il soul sintetico degli Eurythmics rende al meglio le scene ossessionanti della ipotetica società immaginata da Orwell, dove il Grande Fratello (quello vero, non la parodia miseranda fatta dalla televisione odierna) governa in modo autoritario tenendo i cittadini sotto il controllo delle telecamere, considera il sesso un reato e fa riscrivere la storia secondo le esigenze del Partito.

L’INIZIO DEL FILM

 

SEXCRIME

Tanti pezzi strumentali e altri con il testo tratto dal romanzo. Il brano portante, quello poi lanciato sulle radio di tutto il mondo, è “Sexcrime (Nineteen eighty-four)”, che scala le classifiche europee e americane, fino al terzo posto in Belgio e Sevzia, al quarto nel Regno Unito e in Francia, ma stranamente resta fuori da quella italiana.

 

SEXCRIME (NINETEEN EIGHTY-FOUR)

Sex sex - crime crime
Can I take this for granted with your eyes over me?
In this place this wintery home
I know there's always someone in.
Sex crime
sex crime - 1984
1984.
And so I face the wall
turn my back against it all.
How I wish I'd been unborn wish I was unliving here.
Sex crime
sex crime - 1984
1984.
I'll pull the bricks down one by one.
Leave a big hole in the wall just where you are looking in.
Sex crime
sex crime - 1984
1984.

 

MINISTRY OF LOVE

 

JULIA

giovedì 30 settembre 2010

Smalltown boy

È un brano simbolo degli Anni ‘80 “Smalltown boy” dei Bronski Beat. Uscì nel giugno del 1984 e fu il singolo di debutto di questo trio synthpop britannico dichiaratamente gay. Il video, che rappresentava il testo della canzone – un inno contro l’omofobia -  andava a palla sulle televisioni musicali e fu il preludio a un album, uscito a dicembre, “The age of consent”. “Smalltown boy” raggiunse il primo posto in Italia e in Olanda, il secondo in Svizzera, il terzo nel Regno Unito, il quarto in Irlanda, il nono in Canada e solo il 48° negli Stati Uniti.

SMALLTOWN BOY

You leave in the morning
With everything you own
In a little black case
Alone on a platform
The wind and the rain
On a sad and lonely face
Mother will never understand
Why you had to leave
But the answers you seek
Will never be found at home
The love that you need
Will never be found at home
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Pushed around and kicked around
Always a lonely boy
You were the one
That they'd talk about around town
As they put you down
And as hard as they would try
They'd hurt to make you cry
But you never cried to them
Just to your soul
No you never cried to them
Just to your soul
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Cry , boy, cry...
You leave in the morning
With everything you own
In a little black case
Alone on a platform
The wind and the rain
On a sad and lonely face
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Run away, turn away, run away, turn away, run away.

 

TRADUZIONE

Parti la mattina
Con tutto ciò che possiedi
In una piccola valigia nera
Da solo su una banchina
Il vento e la pioggia
Su una faccia triste e solitaria
Tua madre non capirà mai
Perché sei dovuto partire
Ma le risposte che cerchi
non saranno mai trovate a casa
l’amore di cui hai bisogno
non sarà mai trovato a casa
vattene scappa vattene scappa vattene
vattene scappa vattene scappa vattene
spinto e preso a calci da tutte le parti
sempre un ragazzo solitario
eri quello
di cui sparlavano in città
mentre ti reprimevano
e cosi duramente come provavano
ti facevano male per farti piangere
ma tu non piangevi mai per loro
solo per la tua anima
tu non piangevi mai per loro
solo per la tua anima
vattene scappa vattene scappa vattene
vattene scappa vattene scappa vattene
piangi ragazzo piangi
Parti la mattina
Con tutto ciò che possiedi
In una piccola valigia nera
Da solo sulla banchina
Il vento e la pioggia
Su una faccia triste e solitaria
vattene scappa vattene scappa vattene
vattene scappa vattene scappa vattene

giovedì 2 settembre 2010

O così o Pomì

Ci sono casi in cui uno slogan pubblicitario diventa tanto popolare da trasformarsi in modo di dire: ancora oggi, venticinque anni dopo, capita di sentir dire “O così o Pomì” per significare che una cosa ha un solo modo di essere fatta. La fortunata frase è stata ideata nel 1984 dall’agenzia Pirella Gottsche – e in particolare dell’account, come spiega lo stesso Emanuele Pirella – per il lancio della passata della Parmalat. Il facile gioco di parola con la rima ha decretato il successo. Lo spot televisivo era in verità quanto di più piatto e banale si potesse inventare: il merito è dunque tutto dello slogan…

 

 

IL LINK: Pomì

mercoledì 2 dicembre 2009

Bhopal

Il 2 dicembre del 1984 si verificò un immane disastro a Bhopal, una città dell’India: 40 tonnellate di isocianato di metile, un pesticida, e altri 12.000 kg di reagenti chimici fuoruscirono dalla fabbrica della multinazionale americana Union Carbide a causa di un’esplosione, originando una nube altamente tossica che bruciò occhi e polmoni e danneggiò gli organi interni.

In pochi giorni tra 7.000 e 10.000 persone morirono avvelenate o soffocate o a causa di edemi polmonari. Trecentomila persone abbandonarono la città quando la fabbrica riprese a funzionare, due settimane dopo, per eliminare le scorte. Altri 15.000 abitanti di Bhopal sarebbero morti nei successivi vent’anni per gli effetti delle sostanze chimiche e più generazioni sono state destinate alla sterilità e alla deformità. Il numero delle vittime supera quello di Chernobyl.

L’area, a distanza di 25 anni, non è stata bonificata adeguatamente e i responsabili della Union Carbide non pagarono il misfatto: sfuggirono ai processi intentati dalla giustizia indiana, che li considera ancora latitanti negli Stati Uniti, da dove non saranno mai estradati.

martedì 10 novembre 2009

Sex shooter


Apollonia 6 era un trio femminile patrocinato da Prince: nel 1984 il principe di Minneapolis era sulla cresta dell’onda e tutto quello che toccava diventava oro. Un po’ della sua fama ricoprì le tre ragazze che in realtà erano poco vestite e che sul sexy giocavano la loro immagine. Il brano, che fu inserito nella colonna sonora del film di Prince “Purple Rain”, era stato ideato per il gruppo di Vanity, altra protegé di Prince, le Vanity 6. Ma, sorti dissidi e licenziata la cantante, l’artista americano ribattezzò Patricia Kotero “Apollonia” e il gruppo “Apollonia 6”. Il tutto era molto estemporaneo e il disco, l’unico realizzato, che portava il nome del trio, non andò bene. “Sex shooter” si lasciava soprattutto vedere come video, con tante bellezze in lingerie di pizzo… Nella hit americana solo 87°.


SEX SHOOTER (Kotero)

Get me off
I'm your bomb getting ready to explode
I need you to get me off
be your slave do anything I'm told

I'm a sex shooter
shootin love in your direction
I'm a sex shooter
come on play with my affections
come on kiss the gun
guaranteed for fun
I need you to pull my trigger baby
I can't do it alone
I need you to be my main play thing pillar of stone

No girls body can compete with mine
no girls rap can top my lines
no girls kiss can ring your chimes
come on boy lets make some time

giovedì 1 ottobre 2009

IBM PCjr

Il PCjr dell’IBM uscì all’inizio del 1984 per essere tolto dal commercio un anno esatto dopo. Il colosso americano intendeva bissare l’enorme successo del PC, uscito nel 1981, usandone la stessa tecnologia in modo tale da fornire compatibilità quasi totale con i suoi software. Invece fu un fallimento: la compatibilità fu un grosso problema e il prezzo alto (1.269 dollari negli Stati Uniti) non ne favorì le vendite. Inoltre la tastiera wireless a infrarossi non funzionava sempre perfettamente e i suoi tasti alti e duri erano disagevoli. Dopo pochi mesi venne infatti sostituita da un modello a cavo. E non era ancora finita: l’uso del floppy disconnetteva la tastiera e la porta seriale non poteva elaborare dati mentre il floppy era in azione. Un disastro…

La CPU si avvaleva di un processore Intel 8088 @ 4.77 MHz con 64 K di RAM espandibili a 512, la grafica raggiungeva i 640 x 200 con un massimo di 16 colori e un video composito di 80 linee per 25. Aveva il floppy da 5 1/4, infame, come si è visto sopra, e una scheda video CGA. Le porte potevano connettere due joystick, il video RGB o composito, la penna ottica, due cartucce, l’audio e l’apparecchio a cassette. Veniva fornito con il DOS 2.10.


martedì 1 settembre 2009

I treni di Tozeur

Alice e Franco Battiato furono designati per partecipare all’Eurofestival del 1984, in Lussemburgo. La manifestazione è sempre stata snobbata dall’Italia, vincitrice solo nel 1964 con Gigliola Cinquetti (“Non ho l’età”) e nel 1990 con Toto Cutugno (“Insieme: 1992”), tanto che non vi partecipa da oltre quindici anni. I paesi europei invece si fanno un vanto di parteciparvi e ancor di più di organizzarla, visto che ospita l’Eurofestival chi ha vinto l’anno prima. Ogni nazione presenta il suo alfiere ed è quindi una babele di lingue e di stili: lanciò gli svedesi ABBA, per esempio.

La prestazione di Alice e Battiato, che presentarono in gara “I treni di Tozeur”, scritta dal cantautore siciliano con Cosentino e Giusto Pio, andò oltre la solita dignitosa partecipazione: il brano giunse al quinto posto, alla pari con il Belgio, ma ottenne consensi incredibili dai giurati di Spagna e Finlandia. Quell’anno vinse la Svezia, con la canzone “Diggy-loo diggy-ley” degli Herrey’s.


I TRENI DI TOZEUR
(Cosentino-Battiato-Pio)

Da una casa lontana tua madre mi vede
si ricorda di me delle mie abitudini

E per un istante ritorna la voglia di vivere
a un'altra velocità

Passano ancora lenti i treni per Tozeur

Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi
e nuove astronavi per viaggi interstellari
In una vecchia miniera distese di sale
e un ricordo di me come un incantesimo

E per un istante ritorna la voglia di vivere
a un'altra velocità

Passano ancora lenti i treni per Tozeur

Nei villaggi di frontiera guardano passare
i treni per Tozeur

domenica 9 agosto 2009

One night in Bangkok

Nel 1984 Bjorn Ulvaeus e Benny Andersson, i due componenti maschi degli ABBA, e il paroliere Tim Rice composero il musical "Chess", la cui trama vedeva due scacchisti - un russo e un americano - contendersi la stessa donna sullo sfondo della propaganda dei due paesi durante la Guerra Fredda, ormai agli sgoccioli.
Un brano di quel musical scalò le classifiche nel 1985: "One night in Bangkok", interpretato dall'allora quarantenne inglese Murray Head. Primo in Australia, Germania, Svizzera e nell'Eurochart, secondo in Austria e Francia, terzo negli Stati Uniti, nono in Italia, dodicesimo nel Regno Unito. Un'ombra di rap e quella veste classica dei musical ne decretarono probabilmente il successo, favorito da un buon video.




[THE AMERICAN]
Bangkok, Oriental setting
And the city don't know that the city is getting
The creme de la creme of the chess world in a
Show with everything but Yul Brynner

Time flies -- doesn't seem a minute
Since the Tirolean spa had the chess boys in it
All change -- don't you know that when you
Play at this level there's no ordinary venue

It's Iceland -- or the Philippines -- or Hastings -- or --
or this place!

[COMPANY]
One night in Bangkok and the world's your oyster
The bars are temples but the pearls ain't free
You'll find a god in every golden cloister
And if you're lucky then the god's a she
I can feel an angel sliding up to me

[THE AMERICAN]
One town's very like another
When your head's down over your pieces, brother

[COMPANY]
It's a drag, it's a bore, it's really such a pity
To be looking at the board, not looking at the city

[THE AMERICAN]
Whaddya mean? Ya seen one crowded, polluted, stinking town --

[COMPANY]
Tea, girls, warm, sweet
Some are set up in the Somerset Maugham suite

[THE AMERICAN]
Get Thai'd! You're talking to a tourist
Whose every move's among the purest
I get my kicks above the waistline, sunshine

[COMPANY]
One night in Bangkok makes a hard man humble
Not much between despair and ecstasy
One night in Bangkok and the tough guys tumble
Can't be too careful with your company
I can feel the devil walking next to me

[THE AMERICAN]
Siam's gonna be the witness
To the ultimate test of cerebral fitness
This grips me more than would a
Muddy old river or reclining Buddha

And thank God I'm only watching the game -- controlling it --

I don't see you guys rating
The kind of mate I'm contemplating
I'd let you watch, I would invite you
But the queens we use would not excite you

So you better go back to your bars, your temples, your massage
parlours --

[COMPANY]
One night in Bangkok and the world's your oyster
The bars are temples but the pearls ain't free
You'll find a god in every golden cloister
A little flesh, a little history
I can feel an angel sliding up to me

One night in Bangkok makes a hard man humble
Not much between despair and ecstasy
One night in Bangkok and the tough guys tumble
Can't be too careful with your company
I can feel the devil walking next to me

martedì 4 agosto 2009

Supercar

La macchina del tempo talvolta sembra essere Italia 1: trasmette ancora adesso “Supercar”, il telefilm che lanciò in Italia il 28 gennaio 1984. Il successo della serie è dovuto senza dubbio al mix di avventura e tecnologia, un po’ come per “La donna bionica”, “L’uomo da un milione di dollari” e “Automan”, e alla simpatia del protagonista, l’attore e cantante David Hasselhoff, che avremmo visto più avanti in “Baywatch” (a dire il vero guardavamo Pamela Andersson e le altre bagnine).

Il pilot: il detective Michael Long viene aggredito da criminali e ridotto in fin di vita. Lo salva il miliardario Wilton Knight, che lo fa sottoporre a plastica facciale e lo trasforma in Michael Knight, arruolandolo per il suo progetto di giustizia pubblica: lo fa diventare tutt’uno con KITT, un’auto parlante – una Pontiac Firebird Trans Am nera - guidata da un’intelligenza artificiale. Da lì cominciano le avventure alla difesa del bene e contro i cattivi.

Dunque, 84 episodi per quattro stagioni, dal 1982 al 1986. La serie non ebbe un finale, perché si concluse improvvisamente dopo un brusco calo di ascolti che non controbilanciava più gli alti costi di produzione.

La notizia è però che Supercar ritorna, con un rifacimento che si intitola “Knight Rider”, come nella versione originale, sul canale “Steel” del digitale terrestre di Mediaset Premium, a partire dal 28 agosto.


LA SIGLA


KITT IN AZIONE

martedì 23 giugno 2009

Automan

Gli Anni ‘80 videro la diffusione di massa delle tecnologie informatiche: questa moda “sociale” non poteva sfuggire agli attenti sceneggiatori delle serie televisive.

Nel 1984 nacque “Automan” uno sfortunato telefilm programmato soltanto per una stagione: 13 episodi di circa 50 minuti l’uno. Un programmatore non molto stimato del Los Angeles Police Departement, Walter Nebicham, riesce a ideare un compagno perfetto per la lotta al crimine, una sorta di ologramma che vive al di fuori dello schermo e interagisce con la realtà. Il limite di tale interfaccia fisica, che ha anche un compagno a nome “Cursore”, un punto luminoso, è che consuma molta energia e quindi deve essere attivato solo di notte. “Automan”, di cui Nebicher parla come di Otto J. Man, un agente governativo che lo aiuta nelle indagini, risolve i casi con il suo ideatore a bordo di una Lamborghini Countach.

PERSONAGGI E INTERPRETI

  • Automan - Chuck Wagner. Uomo virtuale.
  • Walter Nebicher - Desi Arnaz Jr.
  • Tenente Jack Curtis - Robert Lansing
  • Capitano E. G. Boyd - Gerald O'Loughlin
  • Roxanne Caldwell - Heather McNair

LA SIGLA ITALIANA

martedì 14 aprile 2009

Robert De Niro's waiting


C'è un bel pezzo delle Bananarama, "Robert De Niro's waiting". Per anni si è pensato che la ragazza protagonista della canzone fosse una fan di "Taxi Driver". Invece, poco tempo fa, sul suo sito web, l'ex leader del gruppo Siobhan Fahey ha scritto: "Il testo della canzone, che doveva chiamarsi Al Pacino's waiting" ed è stata modificata in "Robert DeNiro's waiting" perché suonava meglio, è ispirato dall'esperienza di una vittima di stupro". Una ragazza che non riesce più a relazionarsi con nessuno se non con il suo idolo di celluloide alla TV.

Il brano, inserito nell'album "Bananarama" del 1984, raggiunse il terzo posto nell'hit parade britannica.




ROBERT DE NIRO'S WAITING
(S. Jolley/T. Swain/S. Dallin/S. Fahey/ K. Woodward)
Hope's dashed to the floor like shattered teenage dreams.
Boys living next door are never what they seem.
A walk in the park can become a bad dream

People are staring and following me.
This is my only escape from it all:
Watching a film or a face on the wall.
Robert de Niro's waiting
talking italian.
Robert de Niro's waiting
talking italian.
Robert de Niro's waiting
talking italian.
Robert de Niro's waiting
talking italian.
I don't need a boy
I've a got a man of steel

Don't come any closer
I don't wanna feel.
You're breathing
you're touching
but nothing's for free

I never want this to happen to me.
Don't try to change me
you're wasting your time

Now I've got something much better in mind.
Robert de Niro's waiting
talking italian. . . .
A walk in the park can become a bad dream
. . .
Robert de Niro's waiting
talking italian.

sabato 4 aprile 2009

Who's afraid of the Art Of Noise?

Il primo album degli Art Of Noise segnò una svolta nel corso della moderna musica elettronica: "Who's afraid of the Art Of Noise?" uscì nel 1984 con pezzi molto diversi tra loro e rivoluzionari per il suono che Trevor Horn, Anne Dudley, J.J. Jeczalik e Gary Langan erano riusciti a produrre con i loro strumenti. Una musica d'avanguardia postmoderna che piaceva anche alle discoteche più alla moda.

Naturalmente l'album rimase il capolavoro assoluto del gruppo, la loro opera migliore e più avvincente. C'è il singolo di successo, quello preferito da MTV, "Close (To the edit)" e poi il pezzo che andava forte nelle discoteche e nei club, "Beat box (Diversion one)". C'è un brano che ha dato il via a tutto il genere "ambient" e che è forse il più bello del disco: "Moments in love". Va segnalata anche "A time for fear", che mixa nastri sull'invasione americana di Grenada del 1983 con pezzi d'ambiente.


CLOSE (TO THE EDIT)



HEY!YEH
DUM! DUM!
TRA LA LA!
Clo-clo-clo-close
to to to to the edge
to to to to the edge

To be in England
in the summertime
with my love
close to the edge


MOMENTS IN LOVE



mercoledì 4 febbraio 2009

I Gremlins

Gli Anni '80 sono stati molto proficui per Steven Spielberg: film, sceneggiature, produzioni. E una sua produzione fu un film del 1984 che generò una serie di epigoni: "Gremlins", diretto da Joe Dante su soggetto di Chris Columbus, notevole successo di pubblico.
Un film che mise assieme nelle sale le famiglie: i bambini trovavano una specie di film dell'orrore, i genitori una pellicola divertente. La storia è quella di una cittadina americana invasa da piccoli mostriciattoli  che vi seminano terrore e distruzione: tutto nasce da una piccola creatura trovata in un negozio di Chinatown e regalata a Natale dal padre al protagonista del film, Billy, con l'avvertenza di non bagnarlo... Naturalmente la prima cosa che succede è che l'essere finisce nell'acqua con la conseguente proliferazione dei Gremlins, fino all'immancabile lieto fine.
L'atmosfera era assolutamente nuova: l'idilliaca iconografia natalizia trasformata in incubo. Non potevano mancare "eredi" dei "Gremlins": i "Critters" e i "Ghoulies". Spielberg aveva colpito ancora...

mercoledì 24 dicembre 2008

Last Christmas

Il 1984 fu l'anno degli Wham!, il duo inglese formato da George Michael e Andrew Ridgeley, che spopolarono con l'album "Make it big" dove risaltavano "Wake me up before you go" e la romantica "Careless whisper".

Per Natale quell'anno lanciarono una canzone che sarebbe diventata un classico negli anni a venire, "Last Christmas", tutta giocata sui campanellini e con un testo che aveva poco di natalizio, se non nell'ambientazione di un amore nelle feste di fine anno. Il brano non ottenne però un successo particolare in quel dicembre: c'era già in circolazione "Do they know it's Christmas time?" del supergruppo Band Aid formato per beneficenza dai grandi artisti britannici e irlandesi, quello fu il numero 1 in Gran Bretagna e gli Wham!, che facevano anch'essi beneficenza contro la carestia in Etiopia, si dovettero accontentare del secondo posto, battendo il lento "The power of love" dei Frankie Goes To Hollywood. Nel resto del mondo però sfondarono alla grande vendendo oltre un milione di copie. "Last Christmas" fu ristampata a Natale nel 1985 e nel 1986 e ottenne il 6° e il 40° posto, venne poi ripresa da molti artisti: Ashley Tisdale, Crazy Frog, Cascada, Backstreet Boys, Atomic Kitten, Hillary Duff, Manic Street Preachers, Caramelle, Travis...

Il video era molto accattivante: girato tra le nevi di Sas-Fee, mostrava George Michael e Andrew Ridgeley che accompagnavano le rispettive ragazze a casa di amici per le feste di fine anno. e la ragazza di George era stata l'anno prima la compagna di Andrew...




LAST CHRISTMAS

Last Christmas
I gave you my heart
But the very next day you gave it away
This year
To save me from tears
I'll give it to someone special
Last Christmas
I gave you my heart
But the very next day you gave it away
This year
To save me from tears
I'll give it to someone special
Once bitten and twice shy
I keep my distance
But you still catch my eye
Tell me baby
Do you recognize me?
Well It's been a year
It doesn't surprise me
(Happy Christmas)
I wrapped it up and sent it
With a note saying "I love you"
I meant it
Now I know what a fool I have been
But if you kissed me now
I know you'd fool me again
Last Christmas
I gave you my heart
But the very next day you gave it away
This year
To save me from tears
I'll give it to someone special
A crowded room
Friends with tired eyes
I'm hiding from you
And your soul of ice
My god I thought you were
Someone to rely on
Me?
I guess I was a shoulder to cry on
A face on a lover with a fire in his heart
A man under cover but you tore me apart
Now I've found a real love you'll never fool me again
Last Christmas
I gave you my heart
But the very next day you gave it away
This year
To save me from tears
I'll give it to someone special
Last Christmas
I gave you my heart
But the very next day you gave it away
But the very next day you gave it away


Lo scorso Natale ti ho dato il mio cuore
ma proprio il giorno successivo l'hai buttato via
quest'anno, per evitare le lacrime,
lo darò a qualcuno speciale

Lo scorso Natale ti ho dato il mio cuore
ma proprio il giorno successivo l'hai buttato via
quest'anno, per evitare le lacrime,
lo darò a qualcuno speciale

ferito già una volta e doppiamente intimidito
mi tengo a distanza ma continui ad attirare la mia attenzione
dimmi, mi riconosci?
sì, è passato un anno, non mi sorprende
(Buon Natale!)
... l'avevo incartato e spedito
con una sola nota "ti amo", ed era vero
ora so che stupido sono stato
ma se tu mi baciassi
in questo momento io saprei che mi inganneresti ancora

Lo scorso Natale ti ho dato il mio cuore
ma proprio il giorno successivo l'hai buttato via
quest'anno, per evitare le lacrime,
lo darò a qualcuno speciale

Una stanza affollata, amici dagli occhi stanchi
mio Dio, pensavo che fossi qualcuno in cui poter riporre la mia fiducia
Io? io speravo di essere una spalla su cui piangere
un volto di un amante con il fuoco vivo nel proprio cuore
un uomo indifeso ma tu mi hai scansato
ora ho trovato un vero amore e tu non mi ingannerai più

domenica 14 dicembre 2008

C'era una volta in America

Nel 1984 il regista Sergio Leone conclude la trilogia iniziata nel 1968 con il western-spaghetti "C'era una volta il West", film manifesto che raccontava la sparizione del classico mondo della Frontiera americana e stigmatizzava i clichés del genere, e proseguita con "Giù la testa" (conosciuto fuori dall'Italia con il titolo "C'era una volta la rivoluzione"), del 1971, che poneva di fronte due tipi diversi di avventurieri sullo sfondo della rivoluzione messicana.

Con "C'era una volta in America" Leone sposta ancora più avanti le lancette del tempo, rappresentando gli Anni Trenta e l'evoluzione di un gruppo di ragazzi nel quartiere ebraico di New York, la loro trasformazione in gangsters durante il Proibizionismo. Il film, interpretato da Robert De Niro e James Woods, fu disconosciuto dal regista quando la sua durata fu ridotta da 4 ore e 37 minuti a sole 2 ore e 19 minuti.

Anche questa pellicola, come le altre due della trilogia, si avvale delle musiche di un ispiratissimo Ennio Morricone: contiene il celebre "Tema di Deborah" e "La canzone di Cockeye".



mercoledì 3 dicembre 2008

Innamorarsi

Un film di un regista teatrale belga, Ulu Grosbard, assistente in "West Side Story", rimise insieme nel 1984 Meryl Streep e Robert De Niro sei anni dopo il capolavoro di Michael Cimino, "Il cacciatore".

Il film è "Innamorarsi" e mette in scena un dramma che viene a sconvolgere Frank e Molly, due pendolari che si incontrano alla libreria Rizzoli di New York alla vigilia di Natale e che si ritrovano tempo dopo su un treno per Manhattan, iniziano a frequentarsi e si innamorano. Dove sta il dramma? Naturalmente nel fatto che sono già sposati e vivono felicemente con le loro famiglie: nascono sensi di colpa repressi nei confronti dei partner e l'onestà d'animo di entrambi mette in discussione la loro storia, appena nata.

Il fascino del film è nella cura con cui sono stati scelti i luoghi usati come scene: non solo la libreria Rizzoli, ma anche una serie di esterni suggestivi della City newyorkese: la Quinta e la Cinquantasettesima Strada, la Grand Central Station e le stazioni ferroviarie di Ardsley, Dobbs Ferry. Completano il cast Dianne Wiest, Harvey Keitel, David Clennon e Jane Kaczmarek.



domenica 30 novembre 2008

I Canton

Una meteora musicale degli Anni '80 furono i Canton: tre soli 45 giri, uno presentato al Festival di Sanremo del 1984.


Il brano in gara, sul lato A, "Sonnambulismo", con un ritmo tipicamente pop dance 80 e un testo giocato sulle rime sincopate. Sul lato B "Piccole maschere". C'è anche un mix che, oltre alle due canzoni, ha la versione inglese del pezzo portante, "Sleepwalking".

Il gruppo era composto da tre ragazzi di Riva del Garda: Marci Semeraro, Francesco Marchetti e Stefano Valdo. Autore di testi e delle musiche - con Luigi Schiavone - e produttore era un emergente Enrico Ruggeri, che tra l'altro inciderà "Sonnambulismo" nel 1999 inserendolo nella raccolta di pezzi scritti per altri "L'Isola dei Tesori"

Nel 1985 i Canton si buttano sul mercato internazionale: cantano in inglese "Please don't stay", entrando nelle classifiche europee, e l'anno successivo "Stay with me".


I CANTON A SANREMO - 1984



SONNAMBULISMO
(Ruggeri-Schiavone)

Buonanotte a tutti voi,
non vi disturberò.
I giornali consumati
sparsi sul comò.
Nei vostri sogni complicati
siete immersi già;
tra poco il suono della sveglia
vi sorprenderà.

Le lenzuola accolgono
già tutti tranne me.
Che rumore insolito
i miei passi sul pavè.
Le strade che si allargano,
c'è un gatto sulla via;
lui cerca amore e cibo
e io coltivo una mania.

Sonnambulismo è una parola
che vi meraviglierà;
ma quante cose questa notte strana
mi rivelerà.
Sonnambulismo è il desiderio
di sfuggire ad un cliché;
sereno, allegro, malinconico
cammino senza te.

Guardo sorridendo
le vetrine e le reclames
e percorro zigzagando
le corsie dei tram;
mi metto a indovinare
il sole dove sorgerà.
C'è tanto tempo per pensare;
quanta libertà.

Sonnambulismo per sfuggire
alla cattiva compagnia;
equilibrismo tra le strade
sempre piene di follia.
Sonnambulismo e una finestra
che non si illuminerà.
Sonnambulismo ed un telefono
che non risponderà.

Sonnambulismo è una parola
che vi meraviglierà;
ma quante cose questa notte strana
mi rivelerà.
Sonnambulismo è il desiderio
di sfuggire ad un cliché;
sereno, allegro, malinconico
cammino senza te.

Sonnambulismo per sfuggire
alla cattiva compagnia;
equilibrismo tra le strade
sempre piene di follia.
Sonnambulismo e una finestra
che non si illuminerà.
Sonnambulismo ed un telefono
che non risponderà.

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