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mercoledì 27 giugno 2012

Cristina Moffa

 

 

Cristina Moffa. Chi era costei? Una ballerina che nel 1983  prese parte a Drive In e ad altri spettacoli Fininvest, come Grand Hotel, del 1986. Una showgirl che prometteva sfracelli, come Lorella Cuccarini, ma che poi, dopo un paio di film – il surreale Sbamm! di Ezio Greggio (1980) e l’improponibile Pierino contro tutti (1981) – e tre 45 giri passati inosservati, le vie dello showbusiness hanno portato a percorrere altre strade, mettendo a frutto le sue certe qualità di coreografa, tanto da essere stata anche direttrice del Teatro Spazio Danza di Roma.

 

Ma noi ragazzi degli Anni ‘80 ricordiamo il suo caschetto biondo a Drive In:

 

o questo spot della Sperlari, che risale al 1987:

 

lunedì 12 marzo 2012

Sunshine reggae

 


C’è un pezzo degli Anni ‘80 che capita di sentire ancora adesso sulle radio: mette allegria con il suo reggae virato in salsa new wave. È “Sunshine reggae” del duo danese Laid Back, composto da John Guldberg (voce, chitarre, basso) e Tim Stah (voce, tastiere, batteria e basso). Sì, avete capito bene: danese, niente di più lontano dalla Giamaica. Eppure, si lascia sentire…

 

 

Al primo posto in Italia, Germania, Danimarca e in altri diciotto paesi, quasi tutti del Sudamerica: uscì nel 1982 ma solo l’anno dopo sfondò, trainando anche l’album che lo conteneva, Keep smiling. La curiosità è che invece negli Stati Uniti a sfondare fu il lato B del 45 giri di “Sunshine reggae”, la dance-funky di “White Horse”.

 

SUNSHINE REGGAE

Gimme gimme, gimme just a little smile, that's all I ask of you.
Gimme gimme, gimme just a little smile, we got a message for you.
Sunshine, sunshine reggae, don't worry, don't hurry, take it easy!
Sunshine, sunshine reggae, let the good vibes get a lot stronger!

Gimme gimme, gimme just a little smile, that's all I ask of you -
Is that too much?
Gimme gimme, gimme just a little smile, we got a message for you.
Join the-
Sunshine, sunshine reggae, let the good vibes get a lot stronger!

Sunshine, sunshine reggae, don't worry, don't hurry, take it easy!
Sunshine, sunshine reggae, let the good vibes get a lot stronger.
Get a lot stronger, let the good vibes get a lot stronger!
Let the good vibes get a lot stronger,
Let the good vibes get a lot stronger!

martedì 4 gennaio 2011

99 Luftballons

 

“Hast Du etwas Zeit für mich”: una voce femminile che cantava in tedesco, era il 1983 quando questo incipit di canzone irruppe negli Anni ‘80 e deflagrò con uno dei brani più famosi del decennio, “99 (Neunundneunzig) Luftballons”. La cantante era Nena, una ventitreenne di Hagen, accompagnata dal suo gruppo. Il successo di questo pezzo a metà tra la new wave (o meglio la Neue Welle tedesca) e il pop-rock fu subito prorompente e si diffuse in breve dalla Germania, dove il 25 marzo 1983 era già al primo posto della hit parade, al resto del mondo, dove primeggiò un po’ ovunque nel corso del 1983 e del 1984, tanto da essere poi registrato anche in una versione inglese in cui i 99 palloncini del titolo diventavano 99 palloni rossi, “99 red balloons”. La versione tedesca ha anche un record: fu il primo pezzo in quella lingua a raggiungere la top ten americana.

 

“99 Luftballons” è un brano contro la guerra: i 99 palloncini lanciati in aria sono considerati come un attacco alieno e un generale dà l’ordine di abbattere gli oggetti non identificati. L’autore del testo, il chitarrista Carlo Karges, dice di avere avuto l’ispirazione durante un concerto dei Rolling Stones a Berlino Ovest, durante il quale vennero liberati dei palloncini.

99 LUFTBALLONS

Hast Du etwas Zeit für mich
Dann singe ich ein Lied fuer Dich
Von 99 Luftballons
Auf ihrem Weg zum Horizont
Denkst Du vielleicht grad' an mich
Dann singe ich ein Lied fuer Dich
Von 99 Luftballons
Und dass sowas von sowas kommt

99 Luftballons
Auf ihrem Weg zum Horizont
Hielt man fuer UFOs aus dem All
Darum schickte ein General
Eine Fliegerstaffel hinterher
Alarm zu geben, wenn es so war
Dabei war da am Horizont
Nur 99 Luftballons

99 Duesenjaeger
Jeder war ein grosser Krieger
Hielten sich fuer Captain Kirk
Das gab ein grosses Feuerwerk
Die Nachbarn haben nichts gerafft
Und fuehlten sich gleich angemacht
Dabei schoss man am Horizont
Auf 99 Luftballons

99 Kriegsminister
Streichholz und Benzinkanister
Hielten sich fuer schlaue Leute
Witterten schon fette Beute
Riefen: Krieg und wollten Macht
Mann, wer haette das gedacht
Dass es einmal soweit kommt
Wegen 99 Luftballons

99 Jahre Krieg
Liessen keinen Platz fuer Sieger
Kriegsminister gibt es nicht mehr
Und auch keine Duesenflieger
Heute zieh ich meine Runden
Seh die Welt in Truemmern liegen
Hab' nen Luftballon gefunden
Denk' an Dich und lass' ihn fliegen

99 RED BALLOONS

You and I in a little toy shop
Buy a bag of balloons with the money we've got.
Set them free at the break of dawn
'Til one by one, they were gone.
Back at base, bugs in the software
Flash the message, Something's out there.
Floating in the summer sky.
99 red balloons go by.

99 red balloons
floating in the summer sky.
Panic bells, it's red alert.
There's something here from somewhere else.
The war machine springs to life.
Opens up one eager eye.

Focusing it on the sky.
Where 99 red balloons go by.99 Decision Street.
99 ministers meet.
To worry, worry, super-scurry.
Call the troops out in a hurry.
This is what we've waited for.
This is it boys, this is war.
The president is on the line
As 99 red balloons go by.

99 Knights of the air
Ride super-high-tech jet fighters
Everyone's a superhero.
Everyone's a Captain Kirk.
With orders to identify.
To clarify and classify.
Scramble in the summer sky.
As 99 red balloons go by.

99 dreams I have had.
In every one a red balloon.
It's all over and I'm standing pretty.
In this dust that was a city.
If I could find a souvenier.
Just to prove the world was here.
And here is a red balloon
I think of you and let it go.

mercoledì 10 febbraio 2010

L’amore delle persone comuni

UN GUEST POST di BUBA





Paul Young, cantante britannico di musica pop rock e soul, conquistò nel 1983 le classifiche della Hit Parade con il singolo “Love of the common people”, che divenne uno dei brani più ballati in discoteca. Stregata da quei capelli a spazzola e da quel sorriso da bravo ragazzo, corsi in edicola ad acquistare uno di quei settimanali per ragazzine in voga in quel periodo, contenente il poster; lo staccai con cura senza rovinarlo, appendendolo poi in bella mostra nella mia cameretta.

Invidiai mio fratello e i ragazzi più grandi di me, perché avrebbero potuto ballare il brano in discoteca, mentre io - ancora troppo giovane - dovetti accontentarmi di scimmiottare le coriste ancheggiando nel salotto di casa.

Paul (allora ventisettenne) si sforzava di dare un messaggio ben preciso ai giovani: vivere nell’amore delle persone comuni, più precisamente dei famigliari. Nella sua canzone viene messa in risalto sia la figura del capofamiglia, (dispensatore di sorrisi e di buone parole e orgoglioso dei suoi figli), sia quella della madre (che ama incondizionatamente e che consola).

Le lacrime della sorellina che piange perché non ha un vestito nuovo, la passeggiata a vuoto fino alla città per trovare un lavoro, il tetto da riparare, sono problemi ai quali si contrappone il calore della casa in cui si vive: “… essere l’orgoglio nel cuore di un uomo di famiglia (Il papà ti comprerà un sogno a cui aggrapparti/la mamma ti amerà quanto può, come può…)”.

A me invece – tredicenne - la presenza della famiglia iniziava a starmi stretta come un paio di scarpe dal numero più piccolo: avevo una voglia pazza di libertà .

Mi venne regalata mesi dopo una sua raccolta di brani in musicassetta: la ascoltai così tante volte che il nastro si stracciò. Poi la mia vita da adolescente fece il suo corso, l’anno successivo rimossi il poster dalla cameretta e nel farlo stracciai anche un pezzetto della carta da parati.

Nonostante siano trascorsi circa 27 anni dall’uscita del 45 giri, ritengo che il messaggio di Paul contenuto in questa canzone sia ancora molto attuale. Vista la situazione economico-sociale che stiamo vivendo in questi ultimi tempi, sarebbe utile che molti giovani riuscissero a vedere il proprio nucleo famigliare come un importante punto di riferimento e non come una palla al piede.

Ho rivisto Paul circa un anno fa su Rai Uno a “I migliori anni” con Carlo Conti.

Avevo paura che fosse diventato calvo : lo so che è ridicolo, ma era importante per me che avesse ancora tutti i capelli…


LOVE OF THE COMMON PEOPLE

Living on free food tickets
Water in the milk from the hole in the roof
Where the rain came through
What can you do? hmm hmm
Tears from little sister
Crying 'cause she doesn't have a dress
Without a patch for the party to go
Oh but you know, she'll get by
Chorus:
She is living in the love of the common people
Smiles from the heart of a family man
Daddy's gonna buy her a dream to cling to
Mamma's gonna love her just as much as she can, as she can
It's a good thing you don't have bus fare
It would fall through the hole in your pocket
And you'd lose it in the snow on the ground
A walkin' to town to find a job
Trying to keep your hands warm
But the hole in your shoe let the snow come through
And the chills to the bone
Oh,you better go home where it's warm
Where you can live in the love of the common people
Smiles from the heart of a family man
Daddy's gonna buy you a dream to cling to
Mamma's gonna love you just as much as she can,as she can
Living on dreams ain't easy
But the closer the knit,the tighter the fit
And the chills stay away
You take them in stride, family pride
You know that faith is your foundation
And with whole lotta love and a warm conversation
And plenty of prayer
Making you strong, where you belong
Where you can live in the love of the common people
Be the pride in the heart of a family man
Daddy's gonna buy you a dream to cling to
Mamma's gonna love her just as much as she can, as she can


L’AMORE DELLE PERSONE COMUNI

Vivendo di buoni-pasto
Acqua nel latte dal buco nel soffitto
Da cui entra la pioggia
Che cosa puoi fare? Hmm hmm
lacrime della sorellina
che piange perché non ha un vestito nuovo
senza una toppa per andare alla festa
Oh, ma sai che le passerà
Vive nell’amore delle persone comuni
Sorrisi dal cuore di un uomo di casa
Il papà le comprerà un sogno a cui aggrapparsi
La mamma la amerà quanto può, come può
E’ bene che tu non abbia il biglietto per l’autobus
Cadrebbe dal buco nella tua tasca
E lo perderesti nella neve per terra
Una passeggiata fino alla città per trovare un lavoro
Provando a riscaldarti le mani
Ma il buco nelle tue scarpe lascia entrare la neve
E i brividi fino alle ossa
Oh, faresti meglio a andare a casa dove fa calduccio
Dove puoi vivere nell’amore delle persone comuni
Sorrisi dal cuore di un uomo di casa
Il papà ti comprerà un sogno a cui aggrapparti
La mamma ti amerà quanto può, come può
Non è facile vivere di sogni
Ma maggiori sono le difficoltà, migliore è il risultato*
e i brividi stanno lontani
adattandoti, orgoglio della famiglia
sai che la fede è la tua base
e con un bel po’ di amore, e di chiacchiere affettuose
e tante preghiere
che ti rendono forte, dove tu appartieni
Dove puoi vivere nell’amore delle persone comuni
Essere l’orgoglio nel cuore di un uomo di famiglia
Il papà le comprerà un sogno a cui aggrapparsi
La mamma la amerà quanto può, come può


L'AUTRICE DEL GUEST POST:

BUBA ha un bel blog di poesia: LA BOTTEGA DELLE EMOZIONI

mercoledì 14 ottobre 2009

Say say say

Nel 1982 Paul McCartney e Michael Jackson diedero vita a una collaborazione artistica. L’ex Beatle era in vena di duetti ed era stato ospite nel vendutissimo “Thriller” di Jacko nella canzone “The girl is mine”. L’anno successivo Michael ricambiò con una partecipazione nel quinto disco solista di Paul, “Pipes of peace”. Ma la caratura del brano, “Say say say”, scritto dai due giganti della musica e prodotto dal mitico George Martin, fautore del successo del quartetto di Liverpool, era superiore a “The girl is mine”. Il 45 giri uscì il 9 ottobre 1983 e sul retro aveva l’irrilevante “Ode to a koala bear”: si posizionò al primo posto in Italia, Stati Uniti, Finlandia, Norvegia e Svezia, al secondo in Svizzera e Regno Unito, al quarto in Australia, all’ottavo in Olanda, al decimo in Austria.

Il singolo era accompagnato da un video che era una specie di minifilm:

SAY SAY SAY

(Paul) Say Say Say
What you want
But don't play games
With my affection
Take take take
What you need
But don't leave me
With no direction
(Michael)
All alone
I sit home by the phone
Waiting for you, baby
Through the years
How can you stand to hear
My pleading for you
You know I'm cryin
Oo oo oo oo oo
(Paul)
(Now) Go go go
Where you want
But don't leave me
Here forever
You you you stay away
So long girl, I see you never
(Michael)
What can I do, girl
To get through to you
Cause I love you baby
Standing here
Baptized in all my tears
Baby through the years
You know I'm cryin
Oo oo oo oo oo
(Paul)
You never ever worry
And you never shed a tear
You're sayin that my love aint real
(Paul and Michael)
Just look at my face these tears aint dryin'
(Paul)
You you you
Can never say
That Im not the one
Who really loves you
I pray pray pray, everyday
That you'll see things
Girl like I do
(Michael)
What can I do, girl
To get through to you
Cause I love you baby
Standing here
Baptized in all my tears
Baby through the years
You know Im crying
Oo oo oo oo oo
Say say say...

mercoledì 7 ottobre 2009

Savage

Savage dominò la dance europea nel biennio 1983-1984 con i brani “Don’t cry tonight” e “Only you”. Due pezzi accattivanti per la musica e per i video che li accompagnavano. Savage non era altri che Roberto Zanetti, un ventisettenne di Massa che avrebbe poi intrapreso la carriera di produttore e compositore realizzando dischi per Ice MC, Zucchero, Alexia, Corona, Double You.

L’album, “Tonight” e altri singoli “Radio”, “Time”, “A love again”, “Celebrate”, “Love is death” allargarono il successo di Savage, che nel 1989 eseguì la cover di “(I just) died in your arms” dei Cutting Crew, nel remake di Ice Mc. Nel 1994 l’ultimo singolo, “Don’t you want me”, preceduto dall’album “Strangelove”.

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DON’T CRY TONIGHT (1983)

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ONLY YOU (1984)

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RADIO (1984)

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LA DISCOGRAFIA DI SAVAGE:

SINGOLI

  • Don't cry tonight (1983)
  • Only you (1984)
  • Radio/A love again (1984)
  • Radio/Reggae radio (1984)
  • Love is death (1986)
  • Celebrate (1986)
  • I'm loosing you (1988)
  • Don't cry tonight (Rap '89) (1989)
  • Good-bye (1989)
  • I just died in your arms (1989)
  • Johnny –LALA
  • Don’t you want me (1994)
ALBUM
  • Tonight(1984)
  • Capsicum (1986)
  • Goodbye (1989)
  • Strangelove (1994)
  • Don't cry – Greatest hits (1994)
  • Discomania (2001)

domenica 5 luglio 2009

Sibilla e “Oppio”

Nel 1983 Franco Battiato era sulla cresta dell’onda, dopo il successo incredibile di “La voce del padrone”, oltre un milione di copie vendute nel corso del 1981 e del 1982, un altro album intitolato “L’arca di Noè” e collaborazioni con altri artisti, quali Alice, vincitrice al Festival di Sanremo del 1981 con “Per Elisa”, brano di Battiato e Giusto Pio.

Battiato si affacciò anche al Festival di quell’anno in veste di autore e produttore. Affidò la sua canzone, “Oppio”, nel suo tipico stile dei primi Anni Ottanta, a una cantante bianca dello Zimbabwe dalle oscuri origini e qualità, tale Sibilla. Il pezzo, che non è male, venne però eliminato subito dalla kermesse sanremese, anche per dei problemi avuti dall’interprete con la base: sbagliò l’attacco e stonò clamorosamente. Da notare che la frase più volte citata come ritornello, “Uru belev sameach”, è tratta dalla canzone ebraica “Hava naghila”.

Sibilla pubblicò due 45 giri, entrambi prodotti e scritti da Battiato e Pio: “Oppio / Svegliami” e “Plaisir d’amour / Sex appeal to Europe”. Un terzo 45, “Sud Africa / Alta tensione”, non ha visto la luce.



OPPIO (Battiato-Pio)

Fuochi accesi negli accampamenti nomadi
e fumatori d'oppio dall'oriente sui tappeti
le visioni riempiranno le mie mani vuote
Cartagine era bella in mezzo ai melograni
è vero do i numeri dividili con me
ho perso la testa ma sto bene anche senza
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Scivolando sulle soglie di nuovi amori
con misteriosi nomadi per misteriose mete
giochi di prestigio con i fili del destino
a quel tempo l'oppio ci costava meno d'una birra
è vero do i numeri dividili con me
ho perso la testa ma sto bene anche senza
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
L'equilibrio di quel tè alla menta alla Medina
e i passi nelle dune fanno l'eco all'universo
eravamo ancora dilettante di delitti
Cartagine era bella in mezzo ai melograni
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach

sabato 23 maggio 2009

Paris Latino

Uno dei tormentoni dell’estate 1983, insieme alla celeberrima “Vamos a la playa” dei Righeira, fu un pezzo a cavallo tra disco, funk e rap, “Paris Latino”, che risulterà essere unica hit di rilievo dei Bandolero, gruppo francese formato dai fratelli Carlos e José Perez e dalla cantante Djill. Il brano arrivò al numero 1 in Francia e Spagna, al secondo in Svizzera e al terzo in Italia. Ma il suo successo fu enorme nelle discoteche di mezza Europa, nelle radio e nei programmi musicali alla televisione.

Paris Latino mescola francese, spagnolo e inglese (furbata che nel periodo rendeva, espandendo il mercato, come per i già citati Righeira).

PARIS LATINO
(Carlos Pérez/Juan José Pérez)

Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino.
Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino.
Bandolero rock, bandolero choc. Bandolero rock, bandolero choc.

Joséphine blanche, robe rouge et noire, danse avec le reflet du miroir.
Arrivé direction Mexico, Don Diego de la Vega, Z comme Zorro.
Ca se bouscule dans les couloirs
Les poseurs, les voyeurs, tous ceux qui aiment se faire voir.
Tout le monde est là même ceux qu'on n'attend pas.
La playmate du mois, miss Cha-cha-cha.
Miss cha-cha-cha, miss cha-cha-cha, miss cha-cha-cha, qué linda esta.
Au milieu d'tout ça, y'a vous y'a moi et don't forget me, I'm doctor B.
Verre sur verre de Cuba libre, don't forget me, I'm doctor B.
Verre sur verre de Cuba libre. Doctor B. ha ! That's me !
Yes you go, you don't stop, come on come on, let's sing out loud.

Joséphine blanche, robe rouge et noir
Amoureuse folle du reflet dans le miroir.
Reparti direction Mexico, Don Diego de la Vega, sa cape, son bandeau.
Plus personne dans les couloirs
Les poseurs, les voyeurs sont allés se faire voir.
Odeur de tabac, de cendrier froid
Les parfums sucrés de miss Cha-cha-cha.
Miss cha-cha-cha, miss cha-cha-cha, miss cha-cha-cha, qué linda esta.
Au milieu d'tout ça, y'a nous y'a moi et don't forget me, I'm doctor B.
Verre sur verre de Cuba libre, don't forget me, I'm doctor B.
Verre sur verre de Cuba libre. Doctor B. ha ! That's me !
Yes you go, you don't stop, so come on come on, let's sing out loud.

Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino.
Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino.
Bandolero rock, bandolero choc. Bandolero rock, bandolero choc.
Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino.
Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino.
Bandolero rock, bandolero choc. Bandolero rock, bandolero choc.

Au milieu d'tout ça, y'a nous y'a moi et (Paris latino).
Verre sur verre de Cuba libre (Paris latino).
Au milieu d'tout ça, y'a nous y'a moi et don't forget me, I'm doctor B.
Verre sur verre de Cuba libre. Doctor B. ha ! That's me !
Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino.
Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino.

domenica 26 aprile 2009

Domani è domenica



Basta ascoltare un pezzetto di questa canzone del 1983, cantata da tale Valentino, un ragazzo casertano di nome Giuseppe che usava il cognome come pseudonimo, per riconoscere l'autore di testo e musica: il mitico Vasco Rossi.

Fu lui a fare da mentore a Valentino, lanciato nel 1981 a Saint Vincent Estate con "Mi piaci solo tu". "Domani è domenica" è la seconda prova con Vasco. In mezzo, nel 1982, la romantica e neomelodica "Strappacuore". Poi, più nulla: svaporato nel bel mezzo degli Anni '80.


DOMANI È DOMENICA
(Vasco Rossi)
Domani è domenica
Tanto domani è domenica
Tanto domani è domenica
Non mi importa se...
Stasera son rimasto solo se...
Nessuno mi aspettava
Neanche te
Neanche te...

Cosa vuoi che sia
Sarà un altro sabato sera buttato via
Sarà un'altra piccolissima soddisfazione per te... perché...

Perché se vuoi essere una strega
Ok ti regalo anche la scopa
Così sarai completa
Una perfetta strega
Oh yes se vuoi essere una diva
Ok se vuoi essere seguita
Vuol dire che farò uno sforzo
E comprerò una moto da motocross
E vado in America
Tanto domani è domenica
Tanto domani è domenica

Non mi importa se...
Stasera son rimasto solo se
Se al bar siamo rimasti solo in tre
Io, te e un caffè
"eh, tra l'altro solo un caffè
dice che ha già spento la macchina, aho!"

Cosa vuoi che sia
Se siam rimasti soli senza la compagnia
Chi se ne frega dài
Domani è domenica

Perché se vuoi essere una strega
Ok ti regalo anche la scopa
Così sarai completa
Una perfetta strega
Oh yes se vuoi essere una diva
Ok se vuoi essere seguita
Vuol dire che farò uno sforzo
E comprerò una moto da motocross
E vado in America
Tanto domani è domenica...
Tanto domani è domenica
Anche in America domani è
domenica...

lunedì 9 febbraio 2009

Crises e Moonlight shadow


"Crises" è il decimo album di Mike Oldfield, uscito nel 1983: il lato 1 dell'LP è interamente occupato dalla traccia che dà il titolo all'album, che crea un'atmosfera di tensione e presentimento grazie all'uso di strumenti elettronici quali il Quantec Room Simulator. Il lato 2 si apre con il pezzo più famoso, uno dei più noti dell'artista britannico, "Moonlight shadow", cantato dalla splendida voce da soprano di Maggie Reilly, che prosegue la sua collaborazione con Mike Oldfield. La Reilly canta anche "Foreign affair", di cui è coautrice per il testo.

Collaboratori eccellenti anche per altri brani di "Crises": Jon Anderson, leader degli Yes e parte del progetto di Vangelis in quel periodo, canta "In high places", di cui ha scritto anche parte del testo. Roger Chapman, voce dei Family, dà lustro al rock ringhioso di "Shadow on the wall", guidato dalle chitarre e dal banjo di Mike. Chitarre che appaiono anche nel pezzo strumentale "Taurus 3" che prosegue la serie iniziata negli album precedenti: l'assolo di Oldfield con gli strumenti a corde è accompagnato solo dalle percussioni di Simon Phillips.

Il disco venne registrato tra il novembre 1982 e l'aprile 1983 negli studi di Denham, in Inghilterra, ed entrò al quarto posto della top ten britannica anche con il singolo "Moonlight shadow", che si piazzò al primo posto in Italia, Svezia, Norvegia, Svizzera, Austria e Germania e al secondo in Olanda.



MOONLIGHT SHADOW (1983)


The last thatever she saw him 
Carried away by a moonlight shadow 
He past on worried and warning 
Carried away by a moonlight shadow 
Lost in a riddle that saterday night 
Far away on the other side 
He was caught in the middle of a desperate fight 
And she couldn't find how to push through 
The trees that whisper in the evening 
Carried away by a moonlight shadow 
Sing a song of sorrow and greeving 
Carried away by the moonlight shadow 
All she saw was the silhouette of a gun 
Far away on the other side 
He was shot six times by a man on the run 
And she couldn't find how to push through 
I stay 
I pray 
I see you in heaven far away 
I stay 
I pray 
I see you in heaven one day 
Fall down in the morning 
Carried away by a moonlight shadow 
I watched your vision falling 
Carried away by a moonlight shadow 
A star was glowing in the silvery night 
Far away on the other side 
Where you come to talk to me this night 
But she couldn't find how to push through 
I stay 
I pray 
I see you in heaven far away 
I stay 
I pray 
I see you in heaven one day 
Caught in the middle of a hundered fight 
The night was heavy and the elvis of life 
But she couldn't find how to push through 
Carried away by a moonlight shadow 
Carried away by a moonlight shadow

domenica 23 novembre 2008

La colegiala

Nel 1983 una pubblicità del Nescafé lanciò in Europa una canzone latina, "La colegiala" del gruppo colombiano Rodolfo y su Tipica.


Il brano, scritto nel 1980 da Rodolfo Aicardi e dal peruviano Walter Leon, conobbe così popolarità anche in Europa e venne stampato il 45 giri per il mercato continentale. Sul retro c'era un brano simile, "a subienda" di Gabriel Romero.

Difficile dire se lo spot fu trainato dalla canzone o viceversa. I paesaggi attraversati dal treno erano quelli andini, mozzafiato, e la musica si sposava benissimo alle immagini.




LA COLEGIALA

Hoy te he visto con tus libros caminando
Y tu carita de coqueta
Colegiala de mi amor
Tu sonries
Sin pensar que al mirarte
Sólo porque estoy sufriendo
Colegiala de mi amor

(¡Esto es para ti, mamita!)

Hoy te he visto con tus libros caminando
Y tu carita de coqueta
Colegiala de mi amor
Tu sonries
Sin pensar que al mirarte
Sólo porque estoy sufriendo
Colegiala de mi amor

Colegiala, colegiala
Colegiala, linda colegiala
Colegiala, no seas tan coqueta
Colegiala al decirme que si (x 2)

Hoy te he visto con tus libros caminando
Y tu carita de coqueta
Colegiala de mi amor
Tu sonries
Sin pensar que al mirarte
Sólo porque estoy sufriendo
Colegiala de mi amor

Colegiala, colegiala
Colegiala, linda colegiala
Colegiala, no seas tan coqueta
Colegiala al decirme que si (x2)

mercoledì 12 novembre 2008

Il primo telefono portatile

Il 13 ottobre 1983 si verificò la prima telefonata da cellulare: il primo telefono portatile senza filo veniva provato attraverso una chiamata intercontinentale. Il presidente della Ameritech Mobile Communications, Bob Barnett, telefonò da una Chrysler convertibile fuori dallo stadio Soldier Field di Chicago al nipote di Alexander Graham Bell, che si trovava in Germania.

Il telefono era un Motorola DynaTac 8000 X. Pesava la bellezza di 794 grammi e costava 4.000 dollari, la batteria aveva un'autonomia di mezz'ora di telefonate...

Foto: Rico Chen

lunedì 13 ottobre 2008

I like Chopin

È del 1983 uno dei brani simbolo degli Anni '80, pura contaminazione tra generi, dopo il rock progressivo e la disco caratteristici degli Anni '70: "I like Chopin" di Gazebo esprime bene il cambiamento avvenuto e l'abbandono di schemi di rottura.

Se il decennio della crisi e dell'impegno politico era quello dell'essere, negli Ottanta quello che conta è l'apparire, agli altri si sostituisce il sé o il piccolo gruppo, la famosa "compagnia".

Gazebo, musicista italiano, ottiene un successo incredibile con "I like Chopin" e diventa una stella di prima grandezza grazie a quell'unica canzone, come successo ai personaggi più importanti del periodo, una sorta di meteore luminosissime. Il brano, scritto e prodotto da Pierluigi Giombini, mago della italo-dance, parte con un fantastico attacco di pianoforte. Divenne numero uno in tutta Europa, impazzò alle radio, e fu ballato nelle discoteche di tutto il continente.


I LIKE CHOPIN

Remember that piano, so delightful, unusual
That classic sensation, sentimental confusion
Used to say "I like Chopin"
Love me now and again, wooh
Rainy days never say goodbye
To desire when we are together
Rainy days growing in your eyes
Tell me where's my way
Imagine you're facin' a sunshine reflection
A vision of blue skies, Forever distractions
Used to say "I like Chopin"
Love me now and again, wooh
Rainy days never say goodbye
To desire when we are together
Rainy days growing in your eyes
Tell me where's my way
Rainy days never say goodbye
To desire when we are together
Rainy days growing in your eyes
Tell me where's my way
Rainy days never say goodbye
To desire when we are together
Rainy days growing in your eyes
Tell me where's my way
Tell me where's my way

lunedì 6 ottobre 2008

Giddyap a gogo



È del 1983 questa collaborazione tra l'olandese Ad Visser e l'indonesiano Daniel Sahuleka. Fu un successo in Olanda e in Indonesia, a Singapore e, inspiegabilmente, in Italia. La voce esotica di Sahuleka, unita a una buona operazione di marketing potrebbe essere la chiave per motivarlo. Memorabile l'esecuzione al Festivalbar con un Ad Visser alato e un Daniel Sahuleka mascherato.


domenica 21 settembre 2008

Premi Oscar: 1983

MIGLIOR FILM: "Gandhi", regia di Richard Attenborough



ATTORE PROTAGONISTA: Ben Kingsley - "Gandhi"

ATTRICE PROTAGONISTA: Meryl Streep - "La scelta di Sophie"

ATTORE NON PROTAGONISTA: Louis Gossett jr - "Ufficiale e gentiluomo"

ATTRICE NON PROTAGONISTA : Jessica Lange - "Tootsie"

REGIA: Richard Attenborough - "Gandhi"

FILM STRANIERO: "Volver a empezar", di José Luis Garci (Spagna)

FOTOGRAFIA: Billy Williams e Ronnie Taylor - "Gandhi"

COLONNA SONORA: John Williams - "E.T. l'Extraterrestre"

CANZONE: "Up Where We Belong", musica di Jack Nitzsche e Buffy Sainte-Marie e testo di Will Jennings - “Uffciale e gentiluomo”



OSCAR ALLA CARRIERA: Mickey Rooney

mercoledì 17 settembre 2008

The final cut

Nel 1983 uscì il dodicesimo album dei Pink Floyd. Il gruppo britannico, dopo l'enorme successo dell'album precedente "The wall" del 1979, stupì con un concept, un disco a tema, tutto incentrato sulla figura del padre di Roger Waters, caduto ad Anzio durante la seconda guerra mondiale, e sulla guerra delle Falkland, avvenuta l'anno prima.

Lo stesso Roger Waters è compositore e voce solista dei dodici brani, che veleggiano sul genere della ballata e sono talora intimisti, alcuni dei quali tra l'altro registrati durante le sessions del fortunatissimo "The Wall".

All'epoca il CD non era ancora diffuso, si ascoltava il vinile o la cassetta: cambiando lato si aveva la sorpresa di una fragorosa esplosione, quella che apre "Get your filthy hands off my desert": l'effetto era amplificato dalla tecnica di registrazione, in quanto i Pink Floyd, sempre attenti alle innovazioni tecnologiche, si erano avvalsi dell'olofono, un microfono particolare in grado di riprodurre le sonorità allo stesso modo in cui sono udite dall'orecchio umano.

L'album, il primo senza il tastierista Rick Wright, fondatore del gruppo, vendette solo (!) tre milioni di copie e si piazzò comunque al numero 1 nelle classifiche inglesi, conquistando due dischi di platino. Fu l'unico disco dei Pink Floyd non seguito da un tour: ognuno dei componenti del gruppo se ne andò per la sua strada a coltivare la propria carriera solista.




THE FINAL CUT



mercoledì 27 agosto 2008

Stefano Sani

Al Festival di Sanremo del 1982 apparve un ventunenne che mandò in sollucchero le ragazzine: era Stefano Sani e cantava “Lisa"

Il brano non era un granché, ma era fresco e orecchiabile ed era scritto, arrangiato e prodotto da Adelmo Fornaciari, che sarebbe poi diventato una star mondiale con il nome di Zucchero. Ottenne un buon successo, piazzandosi 39° nell'hit parade generale del 1982.

L'anno successivo, Stefano Sani partecipò ancora al Festival con "Complimenti", che non bissò il successo di "Lisa", pur arrivando al quarto posto della rassegna sanrmese. Il brano fu comunque 72° nelle classifica del 1983 Uscì anche l'album "Stefano Sani 83".

Nel 1984 incise "Notte amarena". Da lì si sono perse le sue tracce...


LISA (Sanremo 1982)





LISA
(Jozzo - Marsella - Fornaciari)

Dei tuoi piccoli fermagli
per capelli che ne fai
li hai lasciati abbandonati
tra i cuscini senza di noi.
Luci tutte spente, non è aperto
neanche un bar,
salgo lentamente le mie scale,
ma che sarà.

Lisa se n'è andata via
qui non è più casa sua
Lisa se n'è andata via
non è più mia.
Lisa se n'è andata via
stupida la sua follia,
libera dovunque sia
non è più mia.
Qualche scusa addosso,
brava com'è s'inventerà,
la mia Lisa adesso
ma di chi è,
di chi sarà.

verso nel bicchiere chiaro
vino rosso, lo so già,
la mia mente adesso
sul soffitto volerà.
Guardo l'orologio,
"Mezzanotte",batte già
ma la mia buona notte adesso

Lisa se n'è andata via
qui non è più casa sua
Lisa se n'è andata via
non è più mia.
Lisa se n'è andata via
stupida la sua follia,
libera dovunque sia
non è più mia.
Qualche scusa addosso,
brava com'è s'inventerà,
la mia Lisa adesso
ma di chi è,
di chi sarà.

Lisa se n'è andata via
qui non è più casa sua
Lisa se n'è andata via
non è più mia.

COMPLIMENTI (Sanremo 1983)


domenica 17 agosto 2008

100 metri da record

Ieri a Pechino è caduto il record del mondo dei 100 metri: Usain Bolt li ha corsi in 9"69.
E negli Anni '80? Il record era vecchio: risaliva alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968: lo statunitense Jim Hines aveva vinto la gara in 9"95: già suo era il primato con cronometraggio manuale, 9"9.

Il 3 luglio 1983 fece perciò scalpore Calvin Smith: lo statunitense a Colorado Springs realizzò il tempo di 9"93.



Solo alle Olimpiadi di Seul il tempo venne migliorato: Ben Johnson, canadese di origini giamaicane, il 24 settembre 1988 vinse la gara in 9"79 ma due giorni dopo venne squalificato per uso di doping e privato dell'oro e del record. In quella stessa gara Carl Lewis, secondo, aveva ottenuto 9"92: gli vennero assegnati la medaglia d'oro e il primato mondiale.

I 100 metri di Seul, 24 settembre 1988

Sembrava impossibile correre più veloce del "figlio del vento", abbassare quel limite che pareva la soglia delle capacità umane. Invece negli Anni '90 verranno i record di Leroy Burrel (9"90), ancora Carl Lewis (9"86), di nuovo Burrel (9"85), il canadese Donovan Bailey (9"84) e Maurice Greene (9"79).

Negli ultimi anni Asafa Powell (9"79 e 9"74) e lo stesso Usain Bolt (9"72 e il fantastico 9"69 di ieri), entrambi giamaicani, hanno migliorato il primato mondiale. E, visto come ha rallentato Bolt nel finale, c'è spazio per nuovi record nei 100 metri.


giovedì 31 luglio 2008

Sally Ride

Il 18 giugno 1983 a bordo dello Shuttle “Challenger” c’era una donna di 32 anni: Sally Ride. Laureatasi in Fisica all’Università di Stanford nel 1977, l’anno successivo entrò nel programma spaziale americano e divenne l‘addetta alle comunicazioni con gli astronauti nelle missioni 2 e 3 della navetta, lanciata per la prima volta nel 1981.


Ma quel 24 maggio, alla settima missione dello “Shuttle” Sally era a bordo. Divenne la prima donna americana a viaggiare nello spazio (la prima in assoluto fu la sovietica Valentina Tereshkova nel 1963).

La missione lanciò due satelliti per comunicazioni e compì alcuni esperimenti farmaceutici, utilizzando per la prima volta il braccio robotizzato della navetta. L’anno successivo Sally Ride prese parte a un nuovo viaggio spaziale, sempre sul “Challenger” e si preparava per il terzo quando i voli furono interrotti dopo l’incidente del “Columbia”.

La Ride fu inserita nella Commissione d’inchiesta sull’esplosione dello shuttle e passò poi a nuovi incarichi nell’ambito della Nasa, prima di diventare la direttrice del California Space Institute.
Nel 2001 ha fondato la “Sally Ride Science”, un’associazione che sostiene le ragazze interessate a attività scientifiche e matematiche.

SALLY RIDE: 25 ANNI DOPO




Foto: NASA

giovedì 10 luglio 2008

1983: Top 10 LP

1 Thriller - Michael Jackson

Wanna be startin' somethin' - Baby be mine - The girl is mine - Thriller - Beat it - Billie Jean - Human nature - PYT (Pretty Young Thing) - The lady in my life

2 L'arca di Noè - Franco Battiato

Radio Varsavia - Clamori - L’esodo - Scalo a Grado - La torre - New Frontiers - Voglio vederti danzare




3 1983 - Lucio Dalla

1983 - Pecorella - L’altra parte del mondo - Camion - Noi come voi - Stronzo - Solo

4 Flashdance - Colonna sonora originale

Irene Cara: Flashdance (What a feeling) - Shandi: He's a dream - Helen St. John: Love theme from Flashdance - Karen Kamon: Manhunt - Joe Esposito: Lady lady lady - Laura Branigan: Imagination - Donna Summer: Romeo - Cycle V: Seduce me tonight - Kim Carnes: I'll be here where the heart is - Michael Sembello: Maniac




5 Bollicine - Vasco Rossi

Bollicine - Una canzone per te - Portatemi Dio - Vita spericolata - Deviazioni - Giocala - Ultimo domicilio conosciuto - Mi piaci perché

6 Synchronicity - Police

Synchronicity I - Walking in your footsteps - Oh my God - Mother - Miss Gradenko - Synchronicity II - Every breath you take - King of pain - Wrapped around your finger - Tea in the Sahara

7 John Lennon Collection - John Lennon

Give peace a chance - Instant Karma - Power to the people - Whatever gets you thru the night - No 9 dream - Mind games - Love - Happy Xmas - Imagine - Jealous guy - Stand by me - Starting over (Just like) - Woman - I'm losing you - Beautiful boy - Watching the wheels - Dear Yoko

8 Tutto Sanremo '83 - Artisti vari

Tiziana Rivale: Sarà quel che sarà - Barbara Boncompagni: Notte e giorno - Toto Cutugno: L’italiano - Matia Bazar: Vacanze romane - Vasco Rossi: Vita spericolata - Marco Ferradini: Una catastrofe bionda - Dori Ghezzi: Margherita non lo sa - Viola Valentino: Arriva arriva - Gianni Nazzaro: Mi sono innamorato di mia moglie - Stefano Sani: Complimenti - Sandro Giacobbe: Primavera - Flavia Fortunato: Casco blu - Passengers: Movie star - Domenico Modugno: Io vivo qui - Christian: Abbracciami amore mio - Bertin Osborne: Eterna malattia - Amii Stewart: Working late tonight - Richard Sanderson: Stiamo insieme - Marco Armani: È la vita - Commodores: Reach highs - Pupo: Cieli azzurri - Raffaella Carrà: Ahi - Donatella Milani: Volevo dirti - Gianni Morandi: La mia nemica amatissima - Fiordaliso: Oramai - Riccardo Azzurri Amare te - Giorgia Fiorio: Avrò - Zucchero: Nuvola - Pippo Franco: Chichichi cococo - Saxon: Nightmare



9 Crises - Mike Oldfield

Crises - Moonlight shadow - In high places - Foreign affair - Taurus 3 - Shadow on the wall

10 Mixage - Artisti vari

Gazebo: I like Chopin - Righeira: Vamos a la playa - Twins: Not the loving kind - J.D. Jaber: Don't stop lovin' - Cheaps: Moliendo cafè - Fellini: Dolce vita - F.lli La Bionda: One for you one for me - Nips: Sunshine reggae - Pink Project: B Project - One two three: Runaway - Life Love and Liberty: Young boy - Thompson Twins: Love on your side - Michael Heart: Some girls - K.I.D.: Lonely lady - Morris Albert: Feelings

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