Cristina Moffa. Chi era costei? Una ballerina che nel 1983 prese parte a Drive In e ad altri spettacoli Fininvest, come Grand Hotel, del 1986. Una showgirl che prometteva sfracelli, come Lorella Cuccarini, ma che poi, dopo un paio di film – il surreale Sbamm! di Ezio Greggio (1980) e l’improponibile Pierino contro tutti (1981) – e tre 45 giri passati inosservati, le vie dello showbusiness hanno portato a percorrere altre strade, mettendo a frutto le sue certe qualità di coreografa, tanto da essere stata anche direttrice del Teatro Spazio Danza di Roma.
Ma noi ragazzi degli Anni ‘80 ricordiamo il suo caschetto biondo a Drive In:
C’è un pezzo degli Anni ‘80 che capita di sentire ancora adesso sulle radio: mette allegria con il suo reggae virato in salsa new wave. È “Sunshine reggae” del duo danese Laid Back, composto da John Guldberg (voce, chitarre, basso) e Tim Stah (voce, tastiere, batteria e basso). Sì, avete capito bene: danese, niente di più lontano dalla Giamaica. Eppure, si lascia sentire…
Al primo posto in Italia, Germania, Danimarca e in altri diciotto paesi, quasi tutti del Sudamerica: uscì nel 1982 ma solo l’anno dopo sfondò, trainando anche l’album che lo conteneva, Keep smiling. La curiosità è che invece negli Stati Uniti a sfondare fu il lato B del 45 giri di “Sunshine reggae”, la dance-funky di “White Horse”.
SUNSHINE REGGAE
Gimme gimme, gimme just a little smile, that's all I ask of you. Gimme gimme, gimme just a little smile, we got a message for you. Sunshine, sunshine reggae, don't worry, don't hurry, take it easy! Sunshine, sunshine reggae, let the good vibes get a lot stronger!
Gimme gimme, gimme just a little smile, that's all I ask of you - Is that too much? Gimme gimme, gimme just a little smile, we got a message for you. Join the- Sunshine, sunshine reggae, let the good vibes get a lot stronger!
Sunshine, sunshine reggae, don't worry, don't hurry, take it easy! Sunshine, sunshine reggae, let the good vibes get a lot stronger. Get a lot stronger, let the good vibes get a lot stronger! Let the good vibes get a lot stronger, Let the good vibes get a lot stronger!
“Hast Du etwas Zeit für mich”: una voce femminile che cantava in tedesco, era il 1983 quando questo incipit di canzone irruppe negli Anni ‘80 e deflagrò con uno dei brani più famosi del decennio, “99 (Neunundneunzig) Luftballons”. La cantante era Nena, una ventitreenne di Hagen, accompagnata dal suo gruppo. Il successo di questo pezzo a metà tra la new wave (o meglio la Neue Welle tedesca) e il pop-rock fu subito prorompente e si diffuse in breve dalla Germania, dove il 25 marzo 1983 era già al primo posto della hit parade, al resto del mondo, dove primeggiò un po’ ovunque nel corso del 1983 e del 1984, tanto da essere poi registrato anche in una versione inglese in cui i 99 palloncini del titolo diventavano 99 palloni rossi, “99 red balloons”. La versione tedesca ha anche un record: fu il primo pezzo in quella lingua a raggiungere la top ten americana.
“99 Luftballons” è un brano contro la guerra: i 99 palloncini lanciati in aria sono considerati come un attacco alieno e un generale dà l’ordine di abbattere gli oggetti non identificati. L’autore del testo, il chitarrista Carlo Karges, dice di avere avuto l’ispirazione durante un concerto dei Rolling Stones a Berlino Ovest, durante il quale vennero liberati dei palloncini.
99 LUFTBALLONS
Hast Du etwas Zeit für mich Dann singe ich ein Lied fuer Dich Von 99 Luftballons Auf ihrem Weg zum Horizont Denkst Du vielleicht grad' an mich Dann singe ich ein Lied fuer Dich Von 99 Luftballons Und dass sowas von sowas kommt
99 Luftballons Auf ihrem Weg zum Horizont Hielt man fuer UFOs aus dem All Darum schickte ein General Eine Fliegerstaffel hinterher Alarm zu geben, wenn es so war Dabei war da am Horizont Nur 99 Luftballons
99 Duesenjaeger Jeder war ein grosser Krieger Hielten sich fuer Captain Kirk Das gab ein grosses Feuerwerk Die Nachbarn haben nichts gerafft Und fuehlten sich gleich angemacht Dabei schoss man am Horizont Auf 99 Luftballons
99 Kriegsminister Streichholz und Benzinkanister Hielten sich fuer schlaue Leute Witterten schon fette Beute Riefen: Krieg und wollten Macht Mann, wer haette das gedacht Dass es einmal soweit kommt Wegen 99 Luftballons
99 Jahre Krieg Liessen keinen Platz fuer Sieger Kriegsminister gibt es nicht mehr Und auch keine Duesenflieger Heute zieh ich meine Runden Seh die Welt in Truemmern liegen Hab' nen Luftballon gefunden Denk' an Dich und lass' ihn fliegen
99 RED BALLOONS
You and I in a little toy shop Buy a bag of balloons with the money we've got. Set them free at the break of dawn 'Til one by one, they were gone. Back at base, bugs in the software Flash the message, Something's out there. Floating in the summer sky. 99 red balloons go by.
99 red balloons floating in the summer sky. Panic bells, it's red alert. There's something here from somewhere else. The war machine springs to life. Opens up one eager eye.
Focusing it on the sky. Where 99 red balloons go by.99 Decision Street. 99 ministers meet. To worry, worry, super-scurry. Call the troops out in a hurry. This is what we've waited for. This is it boys, this is war. The president is on the line As 99 red balloons go by.
99 Knights of the air Ride super-high-tech jet fighters Everyone's a superhero. Everyone's a Captain Kirk. With orders to identify. To clarify and classify. Scramble in the summer sky. As 99 red balloons go by.
99 dreams I have had. In every one a red balloon. It's all over and I'm standing pretty. In this dust that was a city. If I could find a souvenier. Just to prove the world was here. And here is a red balloon I think of you and let it go.
Paul Young, cantante britannico di musica pop rock e soul, conquistò nel 1983 le classifiche della Hit Parade con il singolo “Love of the common people”, che divenne uno dei brani più ballati in discoteca. Stregata da quei capelli a spazzola e da quel sorriso da bravo ragazzo, corsi in edicola ad acquistare uno di quei settimanali per ragazzine in voga in quel periodo, contenente il poster; lo staccai con cura senza rovinarlo, appendendolo poi in bella mostra nella mia cameretta.
Invidiai mio fratello e i ragazzi più grandi di me, perché avrebbero potuto ballare il brano in discoteca, mentre io - ancora troppo giovane - dovetti accontentarmi di scimmiottare le coriste ancheggiando nel salotto di casa.
Paul (allora ventisettenne) si sforzava di dare un messaggio ben preciso ai giovani: vivere nell’amore delle persone comuni, più precisamente dei famigliari. Nella sua canzone viene messa in risalto sia la figura del capofamiglia, (dispensatore di sorrisi e di buone parole e orgoglioso dei suoi figli), sia quella della madre (che ama incondizionatamente e che consola).
Le lacrime della sorellina che piange perché non ha un vestito nuovo, la passeggiata a vuoto fino alla città per trovare un lavoro, il tetto da riparare, sono problemi ai quali si contrappone il calore della casa in cui si vive: “… essere l’orgoglio nel cuore di un uomo di famiglia (Il papà ti comprerà un sogno a cui aggrapparti/la mamma ti amerà quanto può, come può…)”.
A me invece – tredicenne - la presenza della famiglia iniziava a starmi stretta come un paio di scarpe dal numero più piccolo: avevo una voglia pazza di libertà .
Mi venne regalata mesi dopo una sua raccolta di brani in musicassetta: la ascoltai così tante volte che il nastro si stracciò. Poi la mia vita da adolescente fece il suo corso, l’anno successivo rimossi il poster dalla cameretta e nel farlo stracciai anche un pezzetto della carta da parati.
Nonostante siano trascorsi circa 27 anni dall’uscita del 45 giri, ritengo che il messaggio di Paul contenuto in questa canzone sia ancora molto attuale. Vista la situazione economico-sociale che stiamo vivendo in questi ultimi tempi, sarebbe utile che molti giovani riuscissero a vedere il proprio nucleo famigliare come un importante punto di riferimento e non come una palla al piede.
Ho rivisto Paul circa un anno fa su Rai Uno a “I migliori anni” con Carlo Conti.
Avevo paura che fosse diventato calvo : lo so che è ridicolo, ma era importante per me che avesse ancora tutti i capelli…
LOVE OF THE COMMON PEOPLE
Living on free food tickets Water in the milk from the hole in the roof Where the rain came through What can you do? hmm hmm Tears from little sister Crying 'cause she doesn't have a dress Without a patch for the party to go Oh but you know, she'll get by Chorus: She is living in the love of the common people Smiles from the heart of a family man Daddy's gonna buy her a dream to cling to Mamma's gonna love her just as much as she can, as she can It's a good thing you don't have bus fare It would fall through the hole in your pocket And you'd lose it in the snow on the ground A walkin' to town to find a job Trying to keep your hands warm But the hole in your shoe let the snow come through And the chills to the bone Oh,you better go home where it's warm Where you can live in the love of the common people Smiles from the heart of a family man Daddy's gonna buy you a dream to cling to Mamma's gonna love you just as much as she can,as she can Living on dreams ain't easy But the closer the knit,the tighter the fit And the chills stay away You take them in stride, family pride You know that faith is your foundation And with whole lotta love and a warm conversation And plenty of prayer Making you strong, where you belong Where you can live in the love of the common people Be the pride in the heart of a family man Daddy's gonna buy you a dream to cling to Mamma's gonna love her just as much as she can, as she can
L’AMORE DELLE PERSONE COMUNI
Vivendo di buoni-pasto Acqua nel latte dal buco nel soffitto Da cui entra la pioggia Che cosa puoi fare? Hmm hmm lacrime della sorellina che piange perché non ha un vestito nuovo senza una toppa per andare alla festa Oh, ma sai che le passerà Vive nell’amore delle persone comuni Sorrisi dal cuore di un uomo di casa Il papà le comprerà un sogno a cui aggrapparsi La mamma la amerà quanto può, come può E’ bene che tu non abbia il biglietto per l’autobus Cadrebbe dal buco nella tua tasca E lo perderesti nella neve per terra Una passeggiata fino alla città per trovare un lavoro Provando a riscaldarti le mani Ma il buco nelle tue scarpe lascia entrare la neve E i brividi fino alle ossa Oh, faresti meglio a andare a casa dove fa calduccio Dove puoi vivere nell’amore delle persone comuni Sorrisi dal cuore di un uomo di casa Il papà ti comprerà un sogno a cui aggrapparti La mamma ti amerà quanto può, come può Non è facile vivere di sogni Ma maggiori sono le difficoltà, migliore è il risultato* e i brividi stanno lontani adattandoti, orgoglio della famiglia sai che la fede è la tua base e con un bel po’ di amore, e di chiacchiere affettuose e tante preghiere che ti rendono forte, dove tu appartieni Dove puoi vivere nell’amore delle persone comuni Essere l’orgoglio nel cuore di un uomo di famiglia Il papà le comprerà un sogno a cui aggrapparsi La mamma la amerà quanto può, come può
Nel 1982 Paul McCartney e Michael Jackson diedero vita a una collaborazione artistica. L’ex Beatle era in vena di duetti ed era stato ospite nel vendutissimo “Thriller” di Jacko nella canzone “The girl is mine”. L’anno successivo Michael ricambiò con una partecipazione nel quinto disco solista di Paul, “Pipes of peace”. Ma la caratura del brano, “Say say say”, scritto dai due giganti della musica e prodotto dal mitico George Martin, fautore del successo del quartetto di Liverpool, era superiore a “The girl is mine”. Il 45 giri uscì il 9 ottobre 1983 e sul retro aveva l’irrilevante “Ode to a koala bear”: si posizionò al primo posto in Italia, Stati Uniti, Finlandia, Norvegia e Svezia, al secondo in Svizzera e Regno Unito, al quarto in Australia, all’ottavo in Olanda, al decimo in Austria.
Il singolo era accompagnato da un video che era una specie di minifilm:
SAY SAY SAY
(Paul) Say Say Say What you want But don't play games With my affection Take take take What you need But don't leave me With no direction (Michael) All alone I sit home by the phone Waiting for you, baby Through the years How can you stand to hear My pleading for you You know I'm cryin Oo oo oo oo oo (Paul) (Now) Go go go Where you want But don't leave me Here forever You you you stay away So long girl, I see you never (Michael) What can I do, girl To get through to you Cause I love you baby Standing here Baptized in all my tears Baby through the years You know I'm cryin Oo oo oo oo oo (Paul) You never ever worry And you never shed a tear You're sayin that my love aint real (Paul and Michael) Just look at my face these tears aint dryin' (Paul) You you you Can never say That Im not the one Who really loves you I pray pray pray, everyday That you'll see things Girl like I do (Michael) What can I do, girl To get through to you Cause I love you baby Standing here Baptized in all my tears Baby through the years You know Im crying Oo oo oo oo oo Say say say...
Savage dominò la dance europea nel biennio 1983-1984 con i brani “Don’t cry tonight” e “Only you”. Due pezzi accattivanti per la musica e per i video che li accompagnavano. Savage non era altri che Roberto Zanetti, un ventisettenne di Massa che avrebbe poi intrapreso la carriera di produttore e compositore realizzando dischi per Ice MC, Zucchero, Alexia, Corona, Double You.
L’album, “Tonight” e altri singoli “Radio”, “Time”, “A love again”, “Celebrate”, “Love is death” allargarono il successo di Savage, che nel 1989 eseguì la cover di“(I just) died in your arms”dei Cutting Crew, nel remake di Ice Mc. Nel 1994 l’ultimo singolo, “Don’t you want me”, preceduto dall’album “Strangelove”.
Nel 1983 Franco Battiato era sulla cresta dell’onda, dopo il successo incredibile di “La voce del padrone”, oltre un milione di copie vendute nel corso del 1981 e del 1982, un altro album intitolato “L’arca di Noè” e collaborazioni con altri artisti, quali Alice, vincitrice al Festival di Sanremo del 1981 con “Per Elisa”, brano di Battiato e Giusto Pio.
Battiato si affacciò anche al Festival di quell’anno in veste di autore e produttore. Affidò la sua canzone, “Oppio”, nel suo tipico stile dei primi Anni Ottanta, a una cantante bianca dello Zimbabwe dalle oscuri origini e qualità, tale Sibilla. Il pezzo, che non è male, venne però eliminato subito dalla kermesse sanremese, anche per dei problemi avuti dall’interprete con la base: sbagliò l’attacco e stonò clamorosamente. Da notare che la frase più volte citata come ritornello, “Uru belev sameach”, è tratta dalla canzone ebraica “Hava naghila”.
Sibilla pubblicò due 45 giri, entrambi prodotti e scritti da Battiato e Pio: “Oppio / Svegliami” e “Plaisir d’amour / Sex appeal to Europe”. Un terzo 45, “Sud Africa / Alta tensione”, non ha visto la luce.
OPPIO (Battiato-Pio)
Fuochi accesi negli accampamenti nomadi e fumatori d'oppio dall'oriente sui tappeti le visioni riempiranno le mie mani vuote Cartagine era bella in mezzo ai melograni è vero do i numeri dividili con me ho perso la testa ma sto bene anche senza Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Scivolando sulle soglie di nuovi amori con misteriosi nomadi per misteriose mete giochi di prestigio con i fili del destino a quel tempo l'oppio ci costava meno d'una birra è vero do i numeri dividili con me ho perso la testa ma sto bene anche senza Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach L'equilibrio di quel tè alla menta alla Medina e i passi nelle dune fanno l'eco all'universo eravamo ancora dilettante di delitti Cartagine era bella in mezzo ai melograni Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach Uru belev sameach
Uno dei tormentoni dell’estate 1983, insieme alla celeberrima “Vamos a la playa” dei Righeira, fu un pezzo a cavallo tra disco, funk e rap, “Paris Latino”, che risulterà essere unica hit di rilievo dei Bandolero, gruppo francese formato dai fratelli Carlos e José Perez e dalla cantante Djill. Il brano arrivò al numero 1 in Francia e Spagna, al secondo in Svizzera e al terzo in Italia. Ma il suo successo fu enorme nelle discoteche di mezza Europa, nelle radio e nei programmi musicali alla televisione.
Paris Latino mescola francese, spagnolo e inglese (furbata che nel periodo rendeva, espandendo il mercato, come per i già citati Righeira).
PARIS LATINO
(Carlos Pérez/Juan José Pérez)
Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino. Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino. Bandolero rock, bandolero choc. Bandolero rock, bandolero choc.
Joséphine blanche, robe rouge et noire, danse avec le reflet du miroir. Arrivé direction Mexico, Don Diego de la Vega, Z comme Zorro. Ca se bouscule dans les couloirs Les poseurs, les voyeurs, tous ceux qui aiment se faire voir. Tout le monde est là même ceux qu'on n'attend pas. La playmate du mois, miss Cha-cha-cha. Miss cha-cha-cha, miss cha-cha-cha, miss cha-cha-cha, qué linda esta. Au milieu d'tout ça, y'a vous y'a moi et don't forget me, I'm doctor B. Verre sur verre de Cuba libre, don't forget me, I'm doctor B. Verre sur verre de Cuba libre. Doctor B. ha ! That's me ! Yes you go, you don't stop, come on come on, let's sing out loud.
Joséphine blanche, robe rouge et noir Amoureuse folle du reflet dans le miroir. Reparti direction Mexico, Don Diego de la Vega, sa cape, son bandeau. Plus personne dans les couloirs Les poseurs, les voyeurs sont allés se faire voir. Odeur de tabac, de cendrier froid Les parfums sucrés de miss Cha-cha-cha. Miss cha-cha-cha, miss cha-cha-cha, miss cha-cha-cha, qué linda esta. Au milieu d'tout ça, y'a nous y'a moi et don't forget me, I'm doctor B. Verre sur verre de Cuba libre, don't forget me, I'm doctor B. Verre sur verre de Cuba libre. Doctor B. ha ! That's me ! Yes you go, you don't stop, so come on come on, let's sing out loud.
Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino. Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino. Bandolero rock, bandolero choc. Bandolero rock, bandolero choc. Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino. Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino. Bandolero rock, bandolero choc. Bandolero rock, bandolero choc.
Au milieu d'tout ça, y'a nous y'a moi et (Paris latino). Verre sur verre de Cuba libre (Paris latino). Au milieu d'tout ça, y'a nous y'a moi et don't forget me, I'm doctor B. Verre sur verre de Cuba libre. Doctor B. ha ! That's me ! Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino. Qué bueno, qué rico, qué lindo, Paris latino.
Basta ascoltare un pezzetto di questa canzone del 1983, cantata da tale Valentino, un ragazzo casertano di nome Giuseppe che usava il cognome come pseudonimo, per riconoscere l'autore di testo e musica: il mitico Vasco Rossi.
Fu lui a fare da mentore a Valentino, lanciato nel 1981 a Saint Vincent Estate con "Mi piaci solo tu". "Domani è domenica" è la seconda prova con Vasco. In mezzo, nel 1982, la romantica e neomelodica "Strappacuore". Poi, più nulla: svaporato nel bel mezzo degli Anni '80.
DOMANI È DOMENICA (Vasco Rossi)
Domani è domenica Tanto domani è domenica Tanto domani è domenica Non mi importa se... Stasera son rimasto solo se... Nessuno mi aspettava Neanche te Neanche te...
Cosa vuoi che sia Sarà un altro sabato sera buttato via Sarà un'altra piccolissima soddisfazione per te... perché...
Perché se vuoi essere una strega Ok ti regalo anche la scopa Così sarai completa Una perfetta strega Oh yes se vuoi essere una diva Ok se vuoi essere seguita Vuol dire che farò uno sforzo E comprerò una moto da motocross E vado in America Tanto domani è domenica Tanto domani è domenica
Non mi importa se... Stasera son rimasto solo se Se al bar siamo rimasti solo in tre Io, te e un caffè "eh, tra l'altro solo un caffè dice che ha già spento la macchina, aho!"
Cosa vuoi che sia Se siam rimasti soli senza la compagnia Chi se ne frega dài Domani è domenica
Perché se vuoi essere una strega Ok ti regalo anche la scopa Così sarai completa Una perfetta strega Oh yes se vuoi essere una diva Ok se vuoi essere seguita Vuol dire che farò uno sforzo E comprerò una moto da motocross E vado in America Tanto domani è domenica... Tanto domani è domenica Anche in America domani è domenica...
"Crises" è il decimo album di Mike Oldfield, uscito nel 1983: il lato 1 dell'LP è interamente occupato dalla traccia che dà il titolo all'album, che crea un'atmosfera di tensione e presentimento grazie all'uso di strumenti elettronici quali il Quantec Room Simulator. Il lato 2 si apre con il pezzo più famoso, uno dei più noti dell'artista britannico, "Moonlight shadow", cantato dalla splendida voce da soprano di Maggie Reilly, che prosegue la sua collaborazione con Mike Oldfield. La Reilly canta anche "Foreign affair", di cui è coautrice per il testo.
Collaboratori eccellenti anche per altri brani di "Crises": Jon Anderson, leader degli Yes e parte del progetto di Vangelis in quel periodo, canta "In high places", di cui ha scritto anche parte del testo. Roger Chapman, voce dei Family, dà lustro al rock ringhioso di "Shadow on the wall", guidato dalle chitarre e dal banjo di Mike. Chitarre che appaiono anche nel pezzo strumentale "Taurus 3" che prosegue la serie iniziata negli album precedenti: l'assolo di Oldfield con gli strumenti a corde è accompagnato solo dalle percussioni di Simon Phillips.
Il disco venne registrato tra il novembre 1982 e l'aprile 1983 negli studi di Denham, in Inghilterra, ed entrò al quarto posto della top ten britannica anche con il singolo "Moonlight shadow", che si piazzò al primo posto in Italia, Svezia, Norvegia, Svizzera, Austria e Germania e al secondo in Olanda.
MOONLIGHT SHADOW (1983)
The last thatever she saw him Carried away by a moonlight shadow He past on worried and warning Carried away by a moonlight shadow Lost in a riddle that saterday night Far away on the other side He was caught in the middle of a desperate fight And she couldn't find how to push through The trees that whisper in the evening Carried away by a moonlight shadow Sing a song of sorrow and greeving Carried away by the moonlight shadow All she saw was the silhouette of a gun Far away on the other side He was shot six times by a man on the run And she couldn't find how to push through I stay I pray I see you in heaven far away I stay I pray I see you in heaven one day Fall down in the morning Carried away by a moonlight shadow I watched your vision falling Carried away by a moonlight shadow A star was glowing in the silvery night Far away on the other side Where you come to talk to me this night But she couldn't find how to push through I stay I pray I see you in heaven far away I stay I pray I see you in heaven one day Caught in the middle of a hundered fight The night was heavy and the elvis of life But she couldn't find how to push through Carried away by a moonlight shadow Carried away by a moonlight shadow
Nel 1983 una pubblicità del Nescafé lanciò in Europa una canzone latina, "La colegiala" del gruppo colombiano Rodolfo y su Tipica.
Il brano, scritto nel 1980 da Rodolfo Aicardi e dal peruviano Walter Leon, conobbe così popolarità anche in Europa e venne stampato il 45 giri per il mercato continentale. Sul retro c'era un brano simile, "a subienda" di Gabriel Romero.
Difficile dire se lo spot fu trainato dalla canzone o viceversa. I paesaggi attraversati dal treno erano quelli andini, mozzafiato, e la musica si sposava benissimo alle immagini.
LA COLEGIALA
Hoy te he visto con tus libros caminando Y tu carita de coqueta Colegiala de mi amor Tu sonries Sin pensar que al mirarte Sólo porque estoy sufriendo Colegiala de mi amor
(¡Esto es para ti, mamita!)
Hoy te he visto con tus libros caminando Y tu carita de coqueta Colegiala de mi amor Tu sonries Sin pensar que al mirarte Sólo porque estoy sufriendo Colegiala de mi amor
Colegiala, colegiala Colegiala, linda colegiala Colegiala, no seas tan coqueta Colegiala al decirme que si (x 2)
Hoy te he visto con tus libros caminando Y tu carita de coqueta Colegiala de mi amor Tu sonries Sin pensar que al mirarte Sólo porque estoy sufriendo Colegiala de mi amor
Colegiala, colegiala Colegiala, linda colegiala Colegiala, no seas tan coqueta Colegiala al decirme que si (x2)
Il 13 ottobre 1983 si verificò la prima telefonata da cellulare: il primo telefono portatile senza filo veniva provato attraverso una chiamata intercontinentale. Il presidente della Ameritech Mobile Communications, Bob Barnett, telefonò da una Chrysler convertibile fuori dallo stadio Soldier Field di Chicago al nipote di Alexander Graham Bell, che si trovava in Germania.
Il telefono era un Motorola DynaTac 8000 X. Pesava la bellezza di 794 grammi e costava 4.000 dollari, la batteria aveva un'autonomia di mezz'ora di telefonate...
È del 1983 uno dei brani simbolo degli Anni '80, pura contaminazione tra generi, dopo il rock progressivo e la disco caratteristici degli Anni '70: "I like Chopin" di Gazebo esprime bene il cambiamento avvenuto e l'abbandono di schemi di rottura.
Se il decennio della crisi e dell'impegno politico era quello dell'essere, negli Ottanta quello che conta è l'apparire, agli altri si sostituisce il sé o il piccolo gruppo, la famosa "compagnia".
Gazebo, musicista italiano, ottiene un successo incredibile con "I like Chopin" e diventa una stella di prima grandezza grazie a quell'unica canzone, come successo ai personaggi più importanti del periodo, una sorta di meteore luminosissime. Il brano, scritto e prodotto da Pierluigi Giombini, mago della italo-dance, parte con un fantastico attacco di pianoforte. Divenne numero uno in tutta Europa, impazzò alle radio, e fu ballato nelle discoteche di tutto il continente.
I LIKE CHOPIN Remember that piano, so delightful, unusual That classic sensation, sentimental confusion Used to say "I like Chopin" Love me now and again, wooh Rainy days never say goodbye To desire when we are together Rainy days growing in your eyes Tell me where's my way Imagine you're facin' a sunshine reflection A vision of blue skies, Forever distractions Used to say "I like Chopin" Love me now and again, wooh Rainy days never say goodbye To desire when we are together Rainy days growing in your eyes Tell me where's my way Rainy days never say goodbye To desire when we are together Rainy days growing in your eyes Tell me where's my way Rainy days never say goodbye To desire when we are together Rainy days growing in your eyes Tell me where's my way Tell me where's my way
È del 1983 questa collaborazione tra l'olandese Ad Visser e l'indonesiano Daniel Sahuleka. Fu un successo in Olanda e in Indonesia, a Singapore e, inspiegabilmente, in Italia. La voce esotica di Sahuleka, unita a una buona operazione di marketing potrebbe essere la chiave per motivarlo. Memorabile l'esecuzione al Festivalbar con un Ad Visser alato e un Daniel Sahuleka mascherato.
Nel 1983 uscì il dodicesimo album dei Pink Floyd. Il gruppo britannico, dopo l'enorme successo dell'album precedente "The wall" del 1979, stupì con un concept, un disco a tema, tutto incentrato sulla figura del padre di Roger Waters, caduto ad Anzio durante la seconda guerra mondiale, e sulla guerra delle Falkland, avvenuta l'anno prima.
Lo stesso Roger Waters è compositore e voce solista dei dodici brani, che veleggiano sul genere della ballata e sono talora intimisti, alcuni dei quali tra l'altro registrati durante le sessions del fortunatissimo "The Wall".
All'epoca il CD non era ancora diffuso, si ascoltava il vinile o la cassetta: cambiando lato si aveva la sorpresa di una fragorosa esplosione, quella che apre "Get your filthy hands off my desert": l'effetto era amplificato dalla tecnica di registrazione, in quanto i Pink Floyd, sempre attenti alle innovazioni tecnologiche, si erano avvalsi dell'olofono, un microfono particolare in grado di riprodurre le sonorità allo stesso modo in cui sono udite dall'orecchio umano.
L'album, il primo senza il tastierista Rick Wright, fondatore del gruppo, vendette solo (!) tre milioni di copie e si piazzò comunque al numero 1 nelle classifiche inglesi, conquistando due dischi di platino. Fu l'unico disco dei Pink Floyd non seguito da un tour: ognuno dei componenti del gruppo se ne andò per la sua strada a coltivare la propria carriera solista.
Al Festival di Sanremo del 1982 apparve un ventunenne che mandò in sollucchero le ragazzine: era Stefano Sani e cantava “Lisa" Il brano non era un granché, ma era fresco e orecchiabile ed era scritto, arrangiato e prodotto da Adelmo Fornaciari, che sarebbe poi diventato una star mondiale con il nome di Zucchero. Ottenne un buon successo, piazzandosi 39° nell'hit parade generale del 1982.
L'anno successivo, Stefano Sani partecipò ancora al Festival con "Complimenti", che non bissò il successo di "Lisa", pur arrivando al quarto posto della rassegna sanrmese. Il brano fu comunque 72° nelle classifica del 1983 Uscì anche l'album "Stefano Sani 83".
Nel 1984 incise "Notte amarena". Da lì si sono perse le sue tracce...
LISA (Sanremo 1982)
LISA
(Jozzo - Marsella - Fornaciari)
Dei tuoi piccoli fermagli
per capelli che ne fai
li hai lasciati abbandonati
tra i cuscini senza di noi.
Luci tutte spente, non è aperto
neanche un bar,
salgo lentamente le mie scale,
ma che sarà.
Lisa se n'è andata via
qui non è più casa sua
Lisa se n'è andata via
non è più mia.
Lisa se n'è andata via
stupida la sua follia,
libera dovunque sia
non è più mia.
Qualche scusa addosso,
brava com'è s'inventerà,
la mia Lisa adesso
ma di chi è,
di chi sarà.
verso nel bicchiere chiaro
vino rosso, lo so già,
la mia mente adesso
sul soffitto volerà.
Guardo l'orologio,
"Mezzanotte",batte già
ma la mia buona notte adesso
Lisa se n'è andata via
qui non è più casa sua
Lisa se n'è andata via
non è più mia.
Lisa se n'è andata via
stupida la sua follia,
libera dovunque sia
non è più mia.
Qualche scusa addosso,
brava com'è s'inventerà,
la mia Lisa adesso
ma di chi è,
di chi sarà.
Lisa se n'è andata via
qui non è più casa sua
Lisa se n'è andata via
non è più mia.
Ieri a Pechino è caduto il record del mondo dei 100 metri: Usain Bolt li ha corsi in 9"69.
E negli Anni '80? Il record era vecchio: risaliva alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968: lo statunitense Jim Hines aveva vinto la gara in 9"95: già suo era il primato con cronometraggio manuale, 9"9.
Il 3 luglio 1983 fece perciò scalpore Calvin Smith: lo statunitense a Colorado Springs realizzò il tempo di 9"93.
Solo alle Olimpiadi di Seul il tempo venne migliorato: Ben Johnson, canadese di origini giamaicane, il 24 settembre 1988 vinse la gara in 9"79 ma due giorni dopo venne squalificato per uso di doping e privato dell'oro e del record. In quella stessa gara Carl Lewis, secondo, aveva ottenuto 9"92: gli vennero assegnati la medaglia d'oro e il primato mondiale.
I 100 metri di Seul, 24 settembre 1988
Sembrava impossibile correre più veloce del "figlio del vento", abbassare quel limite che pareva la soglia delle capacità umane. Invece negli Anni '90 verranno i record di Leroy Burrel (9"90), ancora Carl Lewis (9"86), di nuovo Burrel (9"85), il canadese Donovan Bailey (9"84) e Maurice Greene (9"79).
Negli ultimi anni Asafa Powell (9"79 e 9"74) e lo stesso Usain Bolt (9"72 e il fantastico 9"69 di ieri), entrambi giamaicani, hanno migliorato il primato mondiale. E, visto come ha rallentato Bolt nel finale, c'è spazio per nuovi record nei 100 metri.
Il 18 giugno 1983 a bordo dello Shuttle “Challenger” c’era una donna di 32 anni: Sally Ride. Laureatasi in Fisica all’Università di Stanford nel 1977, l’anno successivo entrò nel programma spaziale americano e divenne l‘addetta alle comunicazioni con gli astronauti nelle missioni 2 e 3 della navetta, lanciata per la prima volta nel 1981.
Ma quel 24 maggio, alla settima missione dello “Shuttle” Sally era a bordo. Divenne la prima donna americana a viaggiare nello spazio (la prima in assoluto fu la sovietica Valentina Tereshkova nel 1963).
La missione lanciò due satelliti per comunicazioni e compì alcuni esperimenti farmaceutici, utilizzando per la prima volta il braccio robotizzato della navetta. L’anno successivo Sally Ride prese parte a un nuovo viaggio spaziale, sempre sul “Challenger” e si preparava per il terzo quando i voli furono interrotti dopo l’incidente del “Columbia”.
La Ride fu inserita nella Commissione d’inchiesta sull’esplosione dello shuttle e passò poi a nuovi incarichi nell’ambito della Nasa, prima di diventare la direttrice del California Space Institute. Nel 2001 ha fondato la “Sally Ride Science”, un’associazione che sostiene le ragazze interessate a attività scientifiche e matematiche.
Wanna be startin' somethin' - Baby be mine - The girl is mine - Thriller - Beat it - Billie Jean - Human nature - PYT (Pretty Young Thing) - The lady in my life
2 L'arca di Noè - Franco Battiato Radio Varsavia - Clamori - L’esodo - Scalo a Grado - La torre - New Frontiers - Voglio vederti danzare
3 1983 - Lucio Dalla 1983 - Pecorella - L’altra parte del mondo - Camion - Noi come voi - Stronzo - Solo
4 Flashdance - Colonna sonora originale Irene Cara: Flashdance (What a feeling) - Shandi: He's a dream - Helen St. John: Love theme from Flashdance - Karen Kamon: Manhunt - Joe Esposito: Lady lady lady - Laura Branigan: Imagination - Donna Summer: Romeo - Cycle V: Seduce me tonight - Kim Carnes: I'll be here where the heart is - Michael Sembello: Maniac
5 Bollicine - Vasco Rossi
Bollicine - Una canzone per te - Portatemi Dio - Vita spericolata - Deviazioni - Giocala - Ultimo domicilio conosciuto - Mi piaci perché
6 Synchronicity - Police
Synchronicity I - Walking in your footsteps - Oh my God - Mother - Miss Gradenko - Synchronicity II - Every breath you take - King of pain - Wrapped around your finger - Tea in the Sahara
7 John Lennon Collection - John Lennon
Give peace a chance - Instant Karma - Power to the people - Whatever gets you thru the night - No 9 dream - Mind games - Love - Happy Xmas - Imagine - Jealous guy - Stand by me - Starting over (Just like) - Woman - I'm losing you - Beautiful boy - Watching the wheels - Dear Yoko
8 Tutto Sanremo '83 - Artisti vari
Tiziana Rivale: Sarà quel che sarà - Barbara Boncompagni: Notte e giorno - Toto Cutugno: L’italiano - Matia Bazar: Vacanze romane - Vasco Rossi: Vita spericolata - Marco Ferradini: Una catastrofe bionda - Dori Ghezzi: Margherita non lo sa - Viola Valentino: Arriva arriva - Gianni Nazzaro: Mi sono innamorato di mia moglie - Stefano Sani: Complimenti - Sandro Giacobbe: Primavera - Flavia Fortunato: Casco blu - Passengers: Movie star - Domenico Modugno: Io vivo qui - Christian: Abbracciami amore mio - Bertin Osborne: Eterna malattia - Amii Stewart: Working late tonight - Richard Sanderson: Stiamo insieme - Marco Armani: È la vita - Commodores: Reach highs - Pupo: Cieli azzurri - Raffaella Carrà: Ahi - Donatella Milani: Volevo dirti - Gianni Morandi: La mia nemica amatissima - Fiordaliso: Oramai - Riccardo Azzurri Amare te - Giorgia Fiorio: Avrò - Zucchero: Nuvola - Pippo Franco: Chichichi cococo - Saxon: Nightmare
9 Crises - Mike Oldfield
Crises - Moonlight shadow - In high places - Foreign affair - Taurus 3 - Shadow on the wall
10 Mixage - Artisti vari
Gazebo: I like Chopin - Righeira: Vamos a la playa - Twins: Not the loving kind - J.D. Jaber: Don't stop lovin' - Cheaps: Moliendo cafè - Fellini: Dolce vita - F.lli La Bionda: One for you one for me - Nips: Sunshine reggae - Pink Project: B Project - One two three: Runaway - Life Love and Liberty: Young boy - Thompson Twins: Love on your side - Michael Heart: Some girls - K.I.D.: Lonely lady - Morris Albert: Feelings