venerdì 7 novembre 2008

La Fiat Panda

Nel 1980 uscì la prima Fiat Panda: una vettura utilitaria che ha attraversato tutto il decennio per uscire di produzione solo nel 2003, ma per risorgere con un modello più adatto al nuovo millennio. Per molti è stata la prima auto, io l'ho usata soltanto per le lezioni della scuola guida e mi ci trovavo bene.

Certo, è di un design spartano e minimale, ma neanche troppo se si pensa che il suo ideatore, Giorgetto Giugiaro l'aveva disegnata addirittura nel 1968 per sostituire la Bianchina, alla quale invece subentrò la più "mossa" A112.

Aveva un motore da 652 cc (la Panda 30) o da 903 cc (la Panda 45), era piccola ma spaziosa, grazie alla logistica dei vani portaoggetti e alla possibilità di abbattere i sedili posteriori. Che dire? Moderna, funzionale, pratica, e giovane... Infatti sia per il prezzo che per la semplicità era adatta a quel segmento di mercato. Cristina Parodi racconta di aver fatto a lungo la venditrice porta a porta servendosi proprio della sua Panda. Poi era maneggevole in città, con le sue dimensioni ridotte - 3,40 metri - e i suoi consumi non esorbitanti.

Nel 1981 uscì il modello con il tetto apribile (di tela, non di vetro come avrà la rivoluzionaria Peugeot 205), nel 1982 a Parigi venne presentata la Panda 45 Super con il cambio a cinque marce e la calandra in plastica anziché in metallo; l'anno dopo uscì l'apprezatissima 4X4. La rivoluzione avvenne nel 1986 con l'arrivo della Nuova Panda, con motore FIRE da 769 cc, 903 cc o 999 cc. Poi apparvero il modello Van ovvero il veicolo commerciale e la versione diesel. Nel 1987, in omaggio alla clientela più assidua, toccò al modello dedicato ai giovani, la Panda Young.

I punti deboli? Be', la linea non eccezionale, certo, e le sole 3 porte, ma soprattutto la sicurezza: solo 820 Kg, un po' pochi in un periodo in cui non c'erano né gli airbag né le cinture.


LO SPOT DEL 1986




LO SPOT DEL 1989

giovedì 6 novembre 2008

Osborne 1


Questo mostro è l'Osborne 1, che è ritenuto il primo computer portatile: venne messo in commercio dalla Osborne Computer Corporation nell'aprile del 1981. Il suo peso era di 11,1 chilogrammi e si chiudeva come una valigetta - aveva anche la maniglia per il trasporto.

Tecnicamente, possedeva un processore Zilog Z80 da 4.0 Mhz, una memoria di 64 K e un minuscolo schermo di 5 pollici - quello che si vede nell'immagine tra i due drive da 5" 1/4. Era fornito con una batteria di scorta e aveva anche due comodi spazi per contenere i dischi, posti proprio sotto ogni drive.
Il suo prezzo era di 1795 dollari americani, in un periodo in cui il dollaro valeva circa 700 lire, ma forniva gratuitamente software per 1500 dollari. Vendette 10.000 pezzi solo il primo mese e nel settembre 1981 garantì alla Osborne Computer un milione di dollari - era la prima volta che la compagnia incassava tale cifra.
Il software fornito con l'Osborne 1:
CP/M System
CP/M Utility
SuperCalc - foglio di calcolo
WordStar - word processor
Microsoft MBASIC - linguaggio di programmazione
Digital Research CBASIC - linguaggio di programmazione

mercoledì 5 novembre 2008

L'uomo Del Monte

Ancora oggi capita di sentire uno slogan pubblicitario degli Anni '80, quando qualcuno deve certificare la bontà di qualcosa o deve semplicemente valutare qualcosa, che sia una torta o un vino: "L'uomo Del Monte ha detto sì".

Tutto nasce da questo spot della multinazionale californiana della frutta "Del Monte", che ci trasporta in una lontana piantagione coloniale, dove arriva l'ispettore che deve dare un giudizio sull'ananas da esportare. Fa segno di sì con la testa e, attraverso una comunicazione con walkie-talkie, la sua approvazione viene comunicata a livello più alto.

Lo spot non era italiano, ma americano, e fu poi tradotto. Una band indipendente inglese scelse come nome "Man From DelMonte", usando una parte dello slogan: "The man from Del Monte, he say Yes!".

L'uomo Del Monte era impersonato da un attore inglese, Brian Jackson.


martedì 4 novembre 2008

Tele Capodistria

Negli Anni '80 era ancora visibile in gran parte del territorio italiano Tele Capodistria, emittente jugoslava, e precisamente slovena: nel decennio precedente trasmetteva già a colori quando la RAI era solo in fase di sperimentazione. Tra i suoi programmi c'erano film quasi tutte le sere e interessanti documentari, oltre a un notiziario. Con l'avvento degli Eighties e delle tivù private vide erodersi però il suo pubblico e affrontò il problema allargando il raggio di trasmissione con l'acquisto di nuovi ripetitori.

Il passo successivo fu di divenire essa stessa un'emittente commerciale: era il 1985. L'alleanza con la Fininvest fu la naturale conseguenza: il gruppo di Berlusconi garantì la raccolta pubblicitaria attraverso Publitalia '80 in cambio della gestione dei ripetitori italiani di Tele Capodistria.

Tale accordo portò Capodistria a diventare un canale interamente sportivo nel 1988: i ripetitori trasmettevano il segnale in duplice veste, italiana e slovena. Il primo evento mandato in onda furono le Olimpiadi invernali di Calgary. La nuova versione di Tele Capodistria, che si sarebbe poi trasformata in Tele+ terrestre fu una fucina per giovani tlecronisti: tra i tanti due nomi di spicco della Mediaset del Duemila, Guido Meda e Bruno Longhi.

Tele Capodistria - Koper TV passò sul satellite Hot Bird e trasmise fino al 21 maggio 2008, quandò fu costretta a cedere il posto al canale parlamentare sloveno. Nuovi spazi dovrebbero essere disponibili a settembre 2009: nel frattempo è ospitata per tre ore da "Vivalitalia Channel", Canale Sky 830.


lunedì 3 novembre 2008

Benny Hill

All'interno di "Drive in", la trasmissione simbolo del decennio, dal 1983 al 1988 andavano in onda anche le comiche dell'attore inglese Benny Hill, molto lontane dal "politically correct" che caratterizzerà gli Anni '90. Il "Benny Hill Show" era uno spettacolo di comiche alla vecchia maniera - infatti non c'erano dialoghi, ma una colonna sonora strumentale. La sigla era "Yakety axe" di Chet Atkins, spesso usata anche durante lo show. I personaggi erano talora ridicolizzati con parrucche e travestimenti alla buona, le belle ragazze vestivano spesso abiti succinti e si spogliavano con frequenza.



Ezio Greggio e Gianfranco d'Angelo realizzarono delle comiche in perfetto stile "Benny Hill", anch'esse trasmesse nel "Drive in".

domenica 2 novembre 2008

Premi Oscar: 1988

MIGLIOR FILM: "L'ultimo imperatore" (The Last Emperor), regia di Bernardo Bertolucci




ATTORE PROTAGONISTA: Michael Douglas - "Wall Street"

ATTRICE PROTAGONISTA: Cher - "Stregata dalla luna"

ATTORE NON PROTAGONISTA: Sean Connery - "Gli intoccabili"

ATTRICE NON PROTAGONISTA: Olympia Dukakis - "Stregata dalla luna"

REGIA: Bernardo Bertolucci - "L'ultimo imperatore"

FILM STRANIERO: "Il pranzo di Babette" (Babettes Gæstebud) di Gabriel Axel (Danimarca)

FOTOGRAFIA: Vittorio Storaro - "L'ultimo imperatore"

COLONNA SONORA: Ryuichi Sakamoto, David Byrne e Cong Su - "L'ultimo imperatore"

CANZONE: "(I've had) The time of my life", testo di Previte, DeNicola e Markovitz e musica di Frank Previte - "Dirty dancing"


sabato 1 novembre 2008

L'avventura solista di Facchinetti

Nel 1984 Roby Facchinetti si prende una vacanza dai Pooh, nell'ambito di una scelta che vedrà a turno i quattro componenti dell'inossidabile gruppo lanciarsi in una prova solista. "Roby Facchinetti", il disco eponimo del cantante bergamasco, si avvale dell'orchestra sinfonica di Monaco, di musicisti inglesi e della collaborazione per i testi del "quinto Pooh", Valerio Negrini.

Tre tracce dell'album, "Grande fratello", "L'anno della tigre" e "Holiday Inn" sono strumentali. In una, "Din din din" Roby canta con il figlio Francesco, non ancora passato dall'avventura come DJ e come conduttore di "X-Factory", infatti è una canzoncina per bambini. Il vero brano portante del disco è "C'era una volta", una vera autobiografia in musica che racconta gli esordi di Roby Facchinetti. Notevole anche "Quelli nati un po' in collina".





C'ERA UNA VOLTA

C'era una volta il sabato sera
Gilera, sambuca e via
i nonni al bar con la TV.

Lisa dagli occhi blu,
il primo uomo sulla luna e poi
c'erano una volta i sogni,
Italia-Germania e i primi guadagni miei.

C'era una volta la prima volta
l'erba famosa che
fa diventare musicisti e poi

i comunisti, gli americani,
Battisti che fa effetto a lei,
la prima firma sul contratto e poi

trentasette giorni al sud
poi tutti a casa e lei non è più sola.
Lei che andava troppo a scuola,
Corto Maltese, il Maggio Francese e via.

Via con il tempo
che dava e mordeva
che non si dormiva mai.

C'era una volta
più chitarra per strada,
più India e più fantasia.

Ma la terra insegue il sole
e oggi so una cosa in più:
quei tempi eran tempi da poco perché
non c'eri tu.

Cambiano le libertà,
le mille lire, le bandiere e niente,
i colori della gente;
si sente il duemila e voglio aspettarlo qui.

Alla finestra
di una vita riuscita
con quella che dico io.

C'era una volta
la mia adolescenza
adesso ci sono io

e la terra insegue il sole
e fermate non ne fa,
teniamo due posti vicini per noi
poi si vedrà.

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