lunedì 22 marzo 2010

Nick Kamen

Il ragazzo protagonista di questa pubblicità della Levi’s è un modello britannico, nato nel 1962. Lo spot è del 1985 e il ventitreenne, che si chiama Nick Kamen, colpisce le ragazzine di tutto il mondo. Ne colpisce anche una un po’ più anziana e ormai famosa: Madonna. Lady Ciccone decide di lanciarlo nel mondo della musica, producendogli un primo singolo, scritto da lei stessa. È il 1986 e il brano “Each time you break my heart”, nel quale Madonna canta come voce del coro, arriva primo nella classifica dance americana e quinto nell’hit parade assoluta del Regno Unito. Va alla grande anche in Italia, Germania, Francia e Spagna.

L’anno successivo è la volta del primo album, semplicemente “Nick Kamen”: è più che altro una raccolta di cover. “Loving you is sweeter than ever” di Elton John è scelto come suo secondo singolo. Nick grazie all’immagine di “bello” fa breccia tra le ragazzine. E sforna altri due singoli dall’album: “Come softly to me” e “Nobody else”.

Nel 1988, sempre con Madonna e con il suo produttore Patrick Leonard, pubblica il singolo “Tell me” e l’album “Us”. Alla fine dell’anno esce solo sul mercato italiano, dove evidentemente Nick è molto apprezzato, un nuovo album, “Loving you”, con brani riarrangiati dei due dischi precedenti e l’inedito “Don't hold out”.

Negli Anni ‘90 Nick Kamen pubblicherà altri due album più maturi e una raccolta. Nel 1993 si ritirerà, cercando di sfuggire alla notorietà.

martedì 16 marzo 2010

Il cubo di Rubik ora è sferico

Il cubo di Rubik è sempre amatissimo. Il suo inventore, Erno Rubik, ne ha aggiornato la forma per il nuovo millennio: gli ha tolto gli angoli e ora è una sfera. Si chiama Rubik 360.

Cambia anche lo scopo del gioco, visto che c’è una soluzione unica, che rende più complesso il compito del giocatore: occorre fare arrivare le sei palline, intrappolate nelle tre sfere trasparenti e concentriche, dalla sfera più interna a quella più esterna, attraverso i due unici fori di quella centrale. È nei negozi da agosto, ma non ha avuto successo: noi continueremo a giocare con il nostro amato e unico originale… cubo.

 

 

venerdì 12 marzo 2010

Vestirsi come Madonna

Ragazze degli Anni ‘80, non mi dite che non avete pensato almeno una volta di vestirvi come Madonna dopo aver visto il video di “Like a Virgin o di “Who’s that girl?”. Ecco allora alcuni accessori mito degli Eighties: i braccialetti di gomma, i fiocchetti per i capelli, i guanti di pizzo e la bigiotteria a sfondo religioso (croci, stelle di David…)

sabato 6 marzo 2010

Run to me

“Run to me” uscì nell’aprile del 1986 e vinse il Festivalbar di quell’anno. Il brano, scritto da autori italiani (Graziano Pegoraro, Romano Bais e Ray Foster), fece furore in Italia, dove raggiunse il numero 1 relegando addirittura Madonna al secondo posto.

La ragazza che lo cantava, Tracy Spencer, un’inglesina di ventun’anni, era stata scoperta da Claudio Cecchetto, che negli Anni ‘80 lanciò molti interpreti, molti dei quali svaniti come meteore, altri invece saliti all’orbita delle stelle, come Jovanotti.



Il 26 aprile “Run to me” entrò al 31° posto della classifica, tre settimane dopo era nella top ten, rimanendovi venti settimane. Il 5 luglio spodestò Madonna, per una sola settimana. Ma il fatto rimase epocale.


RUN TO ME

Sittin' here when I'm all alone
I remiss of the time we had together
Broke my heart in a thousand ways
As you knew you could keep my love forever
I've always done the things you've asked of me
But someday baby you will learn
Your foolish pride is out of place
You try to hide behind a face that yearns
Do you really want me?
Do you really love me?
Do you really need my heart tonight?
Do you really want me?
Do you really love me?
Can you really show your love?
Run, run, run to me,
your love is hard to find
Run, run, run to me
Run, run, run to me,
come back and stay this time.
Run, run, run to me,
Run, run, run to me
Run, run, run to me,
Run, run, run to me
Run, run, run to me
In my dreams I can see your eyes
I touch your skin and fantasize about you
Looking out and I'm all alone
Turn, and stare at my telephone, it's ringing
You say you're sorry and you think
That maybe we can work it out this time
Although I love you desperately
There's something here that makes me
change my mind
Do you really want me?
Do you really love me?
Do you really need my heart tonight?
Do you really want me?
Do you really love me?
Can you really show your love?
Run, run, run to me,
your love is hard to find
Run, run, run to me
Run, run, run to me,
come back and stay this time
Run, run, run to me,
your love is hard to find
Run, run, run to me
Run, run, run to me,
come back and stay this time
Run, run, run to me,
your love is hard to find
Run, run, run to me
Run, run, run to me,
come back and stay this time
Run, run, run to me,
Run, run, run to me,
Run, run, run to me,
Run, run, run to me,
Run, run, run to me,
Run, run, run to me,
Run, run, run to me,
Run, run, run to me,
Run, run, run to me,

domenica 28 febbraio 2010

Il floppy da 5” 1/4

 

Il floppy disc da 5” 1/4 fu l’avanguardia per gran parte del decennio, fino alla sua sostituzione con il più pratico e maneggevole dischetto da 3” 1/2.

La sua prima versione apparve nel 1976, ma è negli Anni ‘80 che si sviluppò, fino all’ultima versione del 1986: la capacità dei primi era di 110 KB, nel 1980 divenne di 140 per raggiungere nel 1982 la capacità standard di 720 KB in QD e di 1,2 MB in HD. Non ci starebbe neanche un mp3 o un file jpg, oggi!

Il dischetto, generalmente nero, era flessibile e aveva un largo foro circolare al centro, dove si inseriva l’albero motore. I dati venivano letti dalle testine che toccavano il supporto magnetico attraverso due piccole aperture. Una tacca incisa sul lato destro consentiva di rendere il disco di sola lettura. Per l’operazione vi si incollava un’etichetta autoadesiva, di solito metallica.

Tra la plastica e il supporto c’era un sottile strato di tessuto che riduceva l’attrito e proteggeva, per quanto possibile, dall’ingresso della polvere. Il dischetto doveva essere formattato prima dell’uso con l’MS-DOS, ma venivano venduti esemplari anche già formattati.

Come per tutte le cose, i primi floppies da 5” 1/4 costavano uno sproposito, intorno alle 10.000 lire. Con il passare degli anni e il diffondersi, i loro prezzo calò vistosamente e a 10.000 lire veniva venduto il pacchetto da 10.

domenica 21 febbraio 2010

Tovarisc Gorbaciov

 

1987: l’Unione Sovietica si è avviata verso il cambiamento dopo gli anni bui di Breznev, Andropove Cernenko. Ora il presidente sovietico è Mikhail Gorbaciov, che ha avviato la perestrojka, l’apertura all’Occidente per porre fine a quarant’anni di Guerra Fredda.

The Midnight’s Moskow, un gruppo italianissimo, lancia questo pezzo dance, scritto da Maurizio Tirelli e Sapo: in un maccheronico anglo-russo analizza la storia sovietica e con dei sonori “Da” e “Niet” approva o disapprova i personaggi: si va da Stalin a Lenin, da Anna Karenina a Boris Pasternak, dallo Zar a Dostoevskij. L’accenno alla famosa “Back in the USSR” dei Beatles chiude la canzone.

Sul Lato B il celeberrimo “Tema di Lara” tratto dal “Dottor Zivago”, ma armonizzato con i cori russi in chiave blues!

 

 

TOVARISC GORBACIOV

Spasiba provdna gde na mona mnotta Tovarisc Gorbaciov.
Ghivi spriednie zvoroninu dziov Giovanni Tiraboschi mieretno tsara purnova djugovnies na popcrova diestina proponia nov:
Stalin – niet
Siberia – niet
Kalashnikov – niet
Afghanistan – niet
Lenin – da
Breznev – daa
Kostishensko – daaaa
Stravinski - daaaaaaaaaaaaa
Tovarisc Gorbaciov, Tovarisc Gorbaciov dasvidania ai no aim gonna druski to de dania
Ahahahahah Tovarisc Gorbaciov.
Do ze fank it ap
Do ze fank it ap
Do ze fank it ap
Sputnik no vodka no prodkna na nan balalaika disi na protna na ci langhila botna na no kurietna Ana Karenina Potiomkin du du pratni nan broski da dobroski pritniet jot:
KGB – niet
Zar – niet
Rasputin – niet
Molotov – niet
Dostoevskij – da
Nureyev – daa
Gagarin – daaaa
Pasternak Boris - daaaaaaaaaaaaa
Tovarisc Gorbaciov, Tovarisc Gorbaciov dasvidania ai no aim gonna druski to de dania
Ahahahahah Tovarisc Gorbaciov.
Tovarisc Gorbaciov, Tovarisc Gorbaciov dasvidania ai no aim gonna druski to de dania
Ahahahahah Tovarisc Gorbaciov.
Welcome to the USSR, welcome wherever you are
Welcome to the USSR, welcome wherever you are
Welcome to the USSR, welcome wherever you are

martedì 16 febbraio 2010

Gente comune

“Gente comune” (Ordinary people) è un film drammatico americano del 1980, vincitore di quattro Oscar, tra i quali quello ambitissimo come miglior film. Vinsero un Oscar il regista, un nome notissimo di Hollywood, Robert Redford, qui alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa, l’attore non protagonista, un giovanissimo Timothy Hutton, e lo sceneggiatore Alvin Sargent.

La storia, sceneggiata su un romanzo di Judith Guest del 1976, racconta la disgregazione di una famiglia della classe agiata a Lake Forest, in Illinois: Conrad, il figlio sedicenne dei Jarrett sopravvive a un tentativo di suicidio ed è emarginato dai genitori e dagli amici. Decide allora di consultare uno psichiatra, al quale racconta di come sia morto Buck, suo fratello maggiore, con il quale era in barca a vela durante l’incidente.

Non trova comprensione nella madre, distante e preoccupata solo delle apparenze, la quale nega il suo risentimento per il fatto che a salvarsi sia stato Conrad e non il prediletto Buck. Il padre, dal canto suo, non sa come parlare con Conrad né come esprimergli i propri sentimenti. Riuscirà però a salvare il ragazzo con il suo amore e a stabilire il contatto con lui a costo di una scelta dolorosa tra la moglie e il figlio.

Quella “gente comune” obbligata a fare i conti con le verità delle proprie vite interiori colpì molto la sensibilità americana, dove il film ebbe un successo enorme.

IL CAST

  • Donald Sutherland: Calvin Jarrett
  • Mary Tyler Moore: Beth Jarrett
  • Timothy Hutton: Conrad Jarrett
  • Judd Hirsch: Dr. Tyrone C. Berger
  • Elizabeth McGovern: Jeannine Pratt
  • M. Emmet Walsh: Coach Salan
  • Dinah Manoff: Karen Aldrich
  • Fredric Lehne: Lazenby
  • James B. Sikking: Ray Hanley
  • Scott Doebler: Jordan "Buck" Jarrett (in flashback)
  • Adam Baldwin: Stillman.

 

IL TRAILER ORIGINALE

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin