mercoledì 11 marzo 2009

Amiga 1000

Nel luglio 1985 la Commodore mise in commercio un computer che era veramente all'avanguardia, avendo delle caratteristiche che sarebbero apparse sul mercato dei concorrenti solo anni dopo: era l'Amiga 1000, creato da Jay Miner, già "padre" degli Atari 400 e 800. La macchina era stata in origine concepita per i giochi "sparatutto" ma, viste le sue funzioni, venne trasformata in un vero e proprio computer, apprezzatissimo da chi aveva necessità di usare la grafica e le animazioni.


Le sue caratteristiche principali - per quei tempi davvero straordinarie! - erano un'interfaccia grafica GUI a 32-bit, un suono stereo a quattro canali, modalità video fino a 4096 colori, schermi multipli a diversa risoluzione, oltre al lettore floppy da 3" 1/2. Naturalmente tutte queste qualità costavano: l'Amiga 1000 era venduto negli Stati Uniti a 1790 dollari, completo di monitor RGB.

La CPU era il Motorola 68000 @ 7.14 MHz, con RAM di 256 K; la risoluzione video era 320X200 a 4096 colori e 640x400 a 16 colori.

domenica 8 marzo 2009

Maid of Orleans

Il gruppo new wave britannico Orchestral Manoeuvres in the Dark (OMD), che ottenne un notevole successo nel 1981 con "Enola Gay", l'anno successivo pubblicò un album di grande spessore, "Architecture & Morality", che conteneva un pezzo molto particolare e che fu scelto come singolo: "Maid of Orleans", insieme ad un altro brano simile, "Joan of Arc". Entrambe le canzoni erano dedicate a Giovanna d'Arco, l'eroina francese di cui era stato celebrato il 550° anniversario della morte sul rogo, avvenuta il 31 maggio 1431.

"Maid of Orleans", scritta da Andy Mc Cluskey, è un valzer in tempo di 6/8, largamente strumentale: proprio questa è la particolarità che ne decretò il successo, tanto che ancora oggi la si può sentire come sottofondo musicale in molti programmi e film: il suo tema principale è eseguito con una cornamusa elettronica suonata dal Mellotron fondendo gli strumenti "coro femminile" e "3-violini". Per consentire la messa in onda sulle radio, venne eseguita anche una versione senza introduzione - del resto, questa, composta da suoni degni di una colonna sonora, era stata aggiunta solo in un secondo momento.



MAID OF ORLEANS (THE WALTZ OF JOAN OF ARC)

If Joan of Arc had a heart,
Would she give it as a gift
To such as me who longs to see,
How a legend oughta be

Had dreams to give her heart away,
Like an orphan along the way
She cared so much,
She offered up her body to the grave.

Nel 1982 "Maid of Orleans" raggiunse il primo posto nelle classifiche in Belgio, Germania, Olanda, Portogallo e Spagna, il secondo in Austria, il quarto in Svizzera e Regno Unito, il quinto in Irlanda.

giovedì 5 marzo 2009

I Novecento

Nell'estate del 1984 un brano colonizzò le discoteche e le radio italiane: era "Movin' on" dei Novecento. Il gruppo che lo cantava era composto dai tre fratelli Nicolosi, Pino, Lino e Rossana, e dalla fidanzata di Lino, Dora Carofiglio.

"Movin' on" - sei minuti e trentacinque di pura dance italiana - vendette centomila copie e li fece conoscere come rivelazione dell'anno. Tutti lo ballavano, tutti alzavano il volume alla radio quando i deejay lo trasmettevano e la voce fine della cantante si diffondeva nell'aria.

Sull'onda del successo, i Novecento pubblicarono a fine anno "The only one" e l'album "Novecento". Due anni dopo tornarono alla grande con "Excessive love", lanciato dalla pubblicità dello yogurt da bere "Dan'up", di cui era la colonna sonora, e con il secondo album "Dreamland". Un terzo album, "Shine" e un brano in italiano, "Darei", comparvero nel 1988.

Nei '90 i Novecento sperimenteranno il mercato estero e l'attività di produttori virando verso il soul e il jazz. Solo nel 2008 torneranno alla musica con "Cry" e "Stop the time", singoli che anticipano l'album "Secret".

LA DISCOGRAFIA DEI NOVECENTO


SINGOLI

1984 - Movin'on
1984 - The only one
1985 - Why me
1986 - Excessive love
1987 - Changes
1988 - Broadway
1989 - Darei

ALBUM

1984 - Novecento
1986 - Dreamland
1989 - Shine
1991 - Leaving now
1992 - Necessary
1997 - C'è un mondo che
2002 - Featuring
2008 - Secret

RACCOLTE

1990 - The best
1993 - Collection
2003 - Greatest Hits: The History




MOVIN' ON

every day you're watchin' me
it means it has to be all right
come and let your love be mine
that's how it's meant to be today
i want a love to keep me goin on, babe
i've got a love that keeps me hangin on
you turned me down
i want a love to keep me goin on, babe
ask me to leave i come back to you now
hangin on
my love play until a new day
comes back glad to see me movin' on
my love pray that you won't lose me
i'm movin' on
my love play until a new day
comes back glad to see me movin' on
my love pray that you won't lose me
i'm movin' on i'm movin' on
now the days are not too far
before i start to look around
lonely days are here to say
i'm glad to see your sorrow dies
i'm not to blame now that i'm movin' on
babe
i want a love to keep me goin on
you turned me down
i've got a love that keeps me hangin on
babe
i'd be a fool to stop from movin' on
movin'on
i'm goin' start a brand new story
i know it's all i need to stay alive
my love will never keep me now
from movin' on movin' on
before i go and start my new day
you pray i'm gonna let the story end
my love i'm gonna start
it as i'm movin' on movin' on
( Sax Solo )

lunedì 2 marzo 2009

Good Morning Vietnam

È nel 1987, dodici anni dopo la fine della guerra, che un regista osa girare una commedia sul Vietnam: per farlo, Barry Levinson, mette in scena una storia vera, quella dell’aviere Adrian Cronauer, primo disc jockey a passare della musica rock’n roll sulla radio delle forze armate. Il film ebbe problemi sia per trovare distribuzione sia per le critiche negative e indignate dei giornali sulla visione comica della guerra in Vietnam. Alla fine furono gli Studios Disney a trovare il coraggio di distribuire “Good Morning Vietnam".

Il protagonista assoluto è un pimpante Robin Williams, che pone la sua verve comica al servizio di un film che resta comunque una pellicola di guerra con tutti i suoi toni drammatici. Williams - Cronauer è euforico e poco ligio alla disciplina, e forma un grande contrasto con le immagini crude della realtà, i bombardamenti, gli attentati, le violenze tipiche di un conflitto. Le grandissime canzoni americane degli Anni ‘60 formano una colonna sonora strepitosa - ricordiamo sempre che gli Anni ‘80 vissero il revival dei ‘60. La chiave della commedia permette a Levinson di presentare la popolazione vietnamita come non era mai stato fatto: Cronauer sviluppa relazioni con una ragazza e dei giovani locali, mostrando in tal modo la visione della guerra da parte dei "nemici".

Il finale è amaro, le autorità si sa, non hanno mai amato il rock, e poi la guerra è sempre guerra. Adrian Cronauer, arrivato in aereo da Creta, ripartirà su un altro aereo, lasciando in Vietnam l'illusione di poter cambiare qualcosa nelle forze armate.

Tra i protagonisti un giovane Forest Whitaker e il compianto Bruno Kirby.
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LA COLONNA SONORA

"Around the World in 80 Days" - Lawrence Welk
"Baby Please Don't Go" - Them
"Ballad of a Thin Man" - The Grass Roots
"Beach Blanket Bingo" - Frankie Avalon
"California Sun" - The Rivieras
"Cast Your Fate To The Wind" - Sounds Orchestral
"Danger! Heartbreak Dead Ahead" - The Marvelettes
"Don't Worry Baby" - The Beach Boys
"Dream On Little Dreamer" - Perry Como
"Five O'Clock World" - The Vogues
"Game of Love" - Wayne Fontana & The Mindbenders
"There'll Be a Hot Time in the Old Town Tonight" - Lawrence Welk & Myron Floren
"I Get Around" - The Beach Boys
"I Got You (I Feel Good)" - James Brown
"I'll Never Smile Again" - Lawrence Welk
"In the Midnight Hour" - Wilson Pickett
"It's Alright" - Adam Faith
"Kit Kat Polka" - Lawrence Welk & Myron Floren
"Liar Liar" - The Castaways
"Acapulco" - Herb Alpert & The Tijuana Brass
"Lollipops and Roses" - Jack Jones
"Nowhere to Run" - Martha Reeves & The Vandellas
"Smoke Gets in Your Eyes" - Ray Conniff
"Sugar and Spice" - The Searchers
"The Warmth Of The Sun" - The Beach Boys
"What a Wonderful World" - Louis Armstrong
"Yeah Yeah" - Georgie Fame & The Blue Flames
"My Boyfriend's Back" - The Angels
"Puff, the Magic Dragon" - Peter Yarrow & Leonard Lipton
"Rawhide" - Dimitri Tiomkin & Ned Washington
"You Keep Me Hangin' On" - The Supremes
"Like Tweet" - Joe Puma & Eddie Hall
"Get a Job" - The Silhouettes

sabato 28 febbraio 2009

QE2

Con "QE2", LP del 1980, Mike Oldfield seguì lo schema dell'album precedente, "Platinum": alternò a lunghi brani strumentali delle canzoni da lui composte, alcune delle quali già incise dagli ABBA e dagli Shadows.


La caratteristica di "QE2", il cui acronimo sta per "Queen Elizabeth 2", nome del transatlantico di lusso varato nel 1967, è la sterminata varietà di strumenti che vi vengono suonati, dal mandolino al banjo, dall'arpa celtica alle percussioni africane, dal vibrafono alle bacchette ritmiche aborigene, dalla cornamusa del Northumbrian ai più sofisticati sintetizzatori elettronici.

Tra i brani da segnalare "Molly", dedicata alla figlia appena nata, e le reincisioni di "Arrival" degli ABBA e di "Wonderful land" degli Shadows, scelti come singoli. Il disco non sfondò sul mercato britannico, nonostante la vendita di 100.000 copie in una settimana, raggiungendo solo il 27° posto nelle classifiche. Invece ebbe un notevole impatto in Germania, dove salì al vertice della hit parade.

In "Taurus 1" e in "Sheba" c'è un ospite d'eccezione alle percussioni, il batterista dei Genesis Phil Collins. Inizia a farsi notare Maggy Reilly, che non è più solo una vocalist.

lunedì 23 febbraio 2009

Fade to grey

Se devo pensare a come definire la vera essenza della musica degli Anni '80 non penso a Bruce Springsteen o ai Dire Straits, ai Police o agli Alan Parsons Project, tutta gente che ha lasciato comunque un bel segno nel decennio: questa è musica che sfonda il tempo, e infatti ancora adesso si ascoltano "Born in the U.S.A.", "Walk of life", "Every breath you take" e "Eye in the sky".

No: è qualcosa di più essenziale, di più propriamente "eighties", una traccia indelebile di quei tempi deve essere rimasta attaccata alla musica. I Duran Duran? Gli Spandau Ballet? Gli A-ha? Già meglio. Ma se penso alla musica degli anni '80 è a Savage che penso, a Gazebo, a Baltimora. E ai Visage...

I Visage spiccarono nei primi Anni '80 con il loro synthpop che diede una bella lustratina al genere battezzato "new romantic", un'evoluzione verso il dolciastro della "new wave". Il brano simbolo è "Fade to grey", che venne messo in commercio il 10 novembre 1980 e scalò le classifiche nel 1981 fino a diventare quarto in Italia e primo in Svizzera e Germania. Un bel pezzo anche per le discoteche con la sua lunghezza di ben 9:28.

Steve Strange, che tra l'altro non era coautore del pezzo, così spiegò la nascita della canzone: "Non molto tempo fa sono stato a Berlino, e attraverso il muro ho dato uno sguardo a Berlino Est [...]; tutto mi appariva cupo e grigio, strano, minaccioso. Subito dopo ho visto un uomo anziano camminare stanco con un bastone. Sì, stanco e deluso dalla vita. È stato in quel momento che l'idea di Fade to Grey aveva preso forma: entrare nella vecchiaia, nell'oscurità, sprofondare nel niente. È questo ciò di cui parla la canzone".

Berlino o no, il significato è plausibile. Comunque, fu lo splendido video, oltre alla bellezza della musica, a favorirne il successo.

La band era composta da Steve Strange, il vero frontman, e dai musicisti Billy Currie e Midge Ure: questiultimi due sarebbero entrati negli Ultravox. E Ure, da solista, nel 1996 avrebbe ottenuto un notevole successo con "Breathe".

FADE TO GREY


One man on a lonely platform
One case sitting by his side
Two eyes staring cold and silent
Shows fear as he turns to hide.

chorus:
Ohoh... We fade to grey,
Ohoh... We fade to grey,
Ohoh... We fade to grey,
Ohoh... We fade to grey,
Ohoh... We fade to grey,
Ohoh... We fade to grey...

verse two:
Feel the rain like an English summer
Hear the notes from a distant song
Stepping out from a back-drop poster
Wishing life wouldn't be so long

chorus:
Ohoh... We fade to grey,
Ohoh... We fade to grey,
Ohoh... We fade to grey,
Ohoh... We fade to grey,
Ohoh... We fade to grey,
Ohoh... We fade to grey

sabato 21 febbraio 2009

Tango, Azteca ed Etrusco

L'evoluzione dei palloni da calcio portò a "Tango", che venne utilizzato sia nei mondiali d'Argentina del 1978 sia in quelli a noi tanto cari di Spagna 1982. Il solito pallone che tutti avevamo conosciuto, quello a pentagoni bianchi e neri (che si chiamava Telstar e veniva dai mondiali messicani del 1970) mutava aspetto: i pentagoni neri diventavano bianchi su quelli già bianchi era impresso un disegno nero, che a dire il vero più che il tango ricorda un tanga! Comunque, serviva a realizzare dei larghi cerchi bianchi sulla struttura.



Il pallone del 1978 e quello del 1982 erano molto simili: a parte le scritte relative al mondiale, il secondo riportava anche lo stemma dell'Adidas. Un po' più diversa la sfera per i campionati del mondo del 1986 in Messico: il disegno rimaneva lo stesso, ma solcato da disegni etnici degli Aztechi - da qui il nome, "Azteca" - e le scritte da nere si fecero rosse.



Analogamente l'Adidas si comportò per Italia '90: presentò "Etrusco", dove i fregi aztechi lasciarono il posto a un leone etrusco e le scritte ritornarono nere. Solo nel nuovo millennio sarebbe cambiata la filosofia, con il Fevernova: infatti sia nel 1994 che nel 1998 i palloni erano praticamente dei cloni di Tango. 

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