lunedì 24 ottobre 2011

La signora Luisa

 

Uno dei tormentoni che hanno caratterizzato gli Anni ‘80 viene - come molti altri – dagli spot televisivi. Non dobbiamo dimenticare che è stato il loro decennio di lancio e creatività, grazie al fenomeno della nascita dei grandi network televisivi privati e al loro massiccio uso pubblicitario.

Ma chi è la signora Luisa? È un’energica donna delle pulizie che in uno spot del 1982 entra in casa come un ciclone e comincia a dialogare con la padrona:

- Signora Luisa! Ah, grazie di essere venuta!

- Luisa comincia presto, finisce presto e di solito non pulisce il water

- Non lo pulisce?

- No, perché nel water mette una schiuma attiva

- Una schiuma attiva nel water?

- Sì, Gled Magic Water

- Gled Magic Water…

- Rinfresca ad ogni scarico. Venga! Gled Magic Water ad ogni scarico produce una schiuma attiva che previene le macchie e dà un gradevole profumo. Gled Magic Water, la “schiumattiva” che mantiene il water pulito e profumato.

 

 

Quel “comincia presto, finisce presto e di solito non pulisce il water” entrò nelle battute di tutti i giorni nei più svariati contesti…

venerdì 14 ottobre 2011

Glory days

 

Glory Days uscì il 13 maggio 1985, quinto singolo estratto dal fortunatissimo Born in the USA di Bruce Springsteen. In realtà era stato registrato nella primavera del 1982, durante le sessioni per l’album e considerato subito uno dei pezzi di punta. Il testo narra di un uomo che ricorda i suoi “giorni di gloria” e rievoca le persone che ha conosciuto. La musica, composta con organo rock, piano honky-tonk, chitarra da garage-band e arricchita dal mandolino suonato da Steve Van Zandt, ebbe certamente una notevole parte nel successo del brano.

Glory Days salì al quinto posto dell’hit parade americana, riuscendo a portare nella top ten un’altra traccia dell’album, la quinta, come detto. Sul retro del 45 giri c’era Stand on it, un brano non presente in Born in the U.S.A.

 

GLORY DAYS

I had a friend was a big baseball player
back in high school
He could throw that speedball by you
Make you look like a fool boy
Saw him the other night at this roadside bar
I was walking in, he was walking out
We went back inside sat down had a few drinks
but all he kept talking about was
Glory days well they'll pass you by
Glory days in the wink of a young girl's eye
Glory days, glory days
Well there's a girl that lives up the block
back in school she could turn all the boy's heads
Sometimes on a Friday I'll stop by
and have a few drinks after she put her kids to bed
Her and her husband Bobby well they split up
I guess it's two years gone by now
We just sit around talking about the old times,
she says when she feels like crying
she starts laughing thinking about
My old man worked 20 years on the line
and they let him go
Now everywhere he goes out looking for work
they just tell him that he's too old
I was 9 nine years old and he was working at the
Metuchen Ford plant assembly line
Now he just sits on a stool down at the Legion hall
but I can tell what's on his mind
Glory days yeah goin back
Glory days aw he ain't never had
Glory days, glory days
Now I think I'm going down to the well tonight
and I'm going to drink till I get my fill
And I hope when I get old I don't sit around thinking about it
but I probably will
Yeah, just sitting back trying to recapture
a little of the glory of, well time slips away
and leaves you with nothing mister but
boring stories of glory days

 

GIORNI DI GLORIA

Avevo un amico che era un grande giocatore di baseball
quando era alle superiori
Poteva tirarti quella palla veloce vicino
Ti faceva sembrare stupido
L'ho rivisto l'altro giorno in questo bar lungo la strada
Io stavo entrando, lui usciva
Siamo tornati dentro insieme, ci siamo seduti e abbiamo bevuto qualche drink
Ma tutto ciò di cui continuava a parlare erano
I giorni di gloria, beh, ti sono passati accanto
Giorni di gloria negli ammiccamenti di una giovane ragazza
Giorni di gloria, giorni di gloria
Beh c'è una ragazza che se la passa bene in questo isolato
Ai tempi della scuola faceva voltare tutti i ragazzi
Prima o poi, un venerdì, mi fermerò
per un paio di drink dopo che avrò messo i bambini a letto
Lei e suo marito Bobby, beh, si sono lasciati
Ci scommetto saranno passati già un paio d'anni
Ci metteremo seduti semplicemente, parlando dei vecchi tempi
Racconta di come si sente piangendo
comincia a ridere ripensando
Ai giorni di gloria, beh, ti sono passati accanto
Giorni di gloria negli ammiccamenti di una giovane ragazza
Giorni di gloria, giorni di gloria
Mio padre ha lavorato 20 anni in fabbrica
e ora l'hanno lasciato a casa
E ora ovunque vada per chiedere lavoro
Gli rispondono che è troppo vecchio
Avevo 9 anni e lui lavorava
per la catena di montaggio della Mentuchen Ford
E ora sta solo seduto su un panchetto fuori dall'ingresso della Legione
ma non saprei dire cosa gli passa per la testa
Giorni di gloria, sì, che tornano indietro
Giorni di gloria che non abbiamo mai avuto
Giorni di gloria giorni di gloria
Penso che andrò al pozzo stasera
e berrò finché non sarò pieno
E spero che, quando sarò vecchio, non starò seduto da qualche parte a pensarci
ma probabilmente sarà così
Sì, semplicemente stando lì seduto cercando di riacciuffare
un po' della gloria, beh il tempo scivola via
e ti lascia senza niente se non
Noiose storie di giorni gloriosi

lunedì 12 settembre 2011

Russians

 

Nel 1985 si potevano intravedere i primi segni dello scricchiolio dell’impero sovietico: l’URSS, dopo gli anni granitici di Kruscev e Breznev era passata per oscuri notabili di partito, Yuri Andropov e Konstantin Chernenko, morti dopo poco tempo di presidenza. Nell’aria c’erano segni di rinnovamento, i primi segni delle riforme che sarebbero arrivati con Mikhail Gorbaciov e la sua perestroika prima e con il decisionismo di Boris Eltsin che avrebbe posto fine all’Unione nel 1991.

E questi segnali colse Sting, fuoruscito dai Police e autore del suo primo album solista, in uno dei pezzi più belli di The Dream of the Blue Turtles, disco dai toni jazz: Russians, uscita come singolo il 1° novembre 1985, parla di Guerra Fredda e della necessità di finirla una buona volta, abbandonandosi all’amore per i propri figli, assicurando loro un futuro migliore.

Il brano, basato per quanto riguarda la musica su una variazione del  Lieutenant Kije Suite, Op. 60 di Sergej Prokofiev, ebbe un successo straordinario in Francia, dove raggiunse il 2° posto delle classifiche, un po’ meno nel resto del mondo: 8° in Olanda, 16° negli USA, 12° nel Regno Unito. Notevole invece il video, in un rigoroso bianco e nero.

 

 

RUSSIANS

In Europe and America, there's a growing feeling of hysteria
Conditioned to respond to all the threats
In the rhetorical speeches of the Soviets
Mr Krushchev said we will bury you
I don't subscribe to this point of view
It would be such an ignorant thing to do
If the Russian love their children too
How can I save my little boy from Oppenheimer's deadly toy
There is no monopoly of common sense
On either side of the political fence
We share the same biology
Regardless of ideology
Believe me when I say to you
I hope the Russians love their children too
There is no historical precedent
To put the words in the mouth of the president
There's no such thing as a winnable war
It's a lie we don't believe anymore
Mr Reagan says we will protect you
I don't subscribe to this point of view
Believe me when I say to you
I hope the Russians love their children too
We share the same biology
Regardless of ideology
What might save us me and you
Is that the Russians love their children too

 

In Europa e in America, c'è un crescente senso d'isteria
Condizionato in risposta alle minacce
Dei retorici discorsi dei Sovietici
Il sig. Kruscev ha detto “Vi seppelliremo”
Io non sottoscrivo questo punto di vista
Sarebbe una cosa ignorante da fare
Se anche i Russi amano i loro bambini
Come posso salvare il mio ragazzo dal giocattolo di morte di Oppenheimer?
Non c'è monopolio nel senso comune
Da ogni lato dello schieramento politico
Condividiamo la stessa biologia
A dispetto dell'ideologia
Credimi quando te lo dico
Spero che anche i Russi amino i loro bambini
Non c'è precedente storico
Per mettere le parole in bocca al Presidente
Non c'è nessuna guerra da vincere
È una bugia in cui non ci crediamo più
Il sig. Reagan dice “Noi ti proteggeremo”
Non sottoscrivo questo punto di vista
Credimi quando te lo dico
Spero che anche i Russi amino i loro bambini
Condividiamo la stessa biologia
A dispetto dell'ideologia
La cosa che può salvare noi, me e te
È che anche i Russi amino i loro bambini

lunedì 5 settembre 2011

Vito Catozzo

 

Nella “fauna” di Drive in, la trasmissione cult degli Anni ‘80 c’era una guardia giurata molto particolare, Vito Catozzo, uno dei più riusciti personaggi di Giorgio Faletti, allora comico televisivo e non ancora affermato giallista e attore cinematografico.

Vito Catozzo, meridionale di Scuncellata a mare, raccontava dei suoi interventi “eroici” (Vaccelo a chiedere a Toto il guercio chi è Vito Catozzo. Ti dirà: Vito Catozzo chi? Ma con rispetto, mondo cano!) e parlava della propria famiglia in un italiano sgrammaticato:  dalla moglie Derelitta, alta 1 m e 40 e del peso di 140 kg, “praticamente un cubo”, al figlio gay Oronzo (che lui si ostinava a credere un impenitente dongiovanni contro ogni evidenza). Vito Catozzo era un fan sfegatato di Adriano Celentano, si dichiarava “macchio” (macho) e terminava ogni frase con il tormentone “porco il mondo che ci ho sotto i piedi”.

 

martedì 2 agosto 2011

Il box office degli Anni ‘80

 

Quali sono stati i film più visti nel decennio?

1. E.T. – L’extraterrestre   $ 756,700,000 1982
2. L’impero colpisce ancora $ 533,800,000 1980
3. Indiana Jones e l’ultima crociata $ 494,800,000 1989
4. Batman $ 413,200,000 1989
5. I predatori dell’arca perduta $ 383,900,000 1981
6. Rain man $ 354,825,435 1988
7. Ritorno al futuro $ 350,600,000 1985
8. Chi ha incastrato Roger Rabbit? $ 349,200,000 1988
9. Top gun $ 344,800,000 1986
10. Indiana Jones e il tempio maledetto $ 333,000,000

1984

Il film più visto, E.T – L’extraterrestre, è attualmente al 39° posto nel box office dei più visti di ogni tempo. Tra i primi 300 anche altri film del decennio: Ritorno al futuro parte II (1989), Mr Crocodile Dundee (1986), Attrazione fatale (1987), Un piedipiatti a Beverly Hills (1984), Rocky IV (1985), Rambo II (1985), Un piedipiatti a Beverly Hills 2 (1987), Senti chi parla (1989), Ghostbusters (1984), Il principe cerca moglie (1988).

giovedì 28 luglio 2011

Everybody wants to rule the world

 

La musica degli Anni ‘80 si divide generalmente in due, tralasciando i mostri del rock: dance italiana, nota all’estero come italodisco, e new wave. Un pezzo decisamente new wave è questa “Everybody wants to rule the world” dei Tears For Fears, duo britannico formato da Roland Orzabal e Curt Smith. Mi sono tornati in mente l’altra sera, quando ho visto appunto un invecchiatissimo Curt Smith (be’, insomma, ha 51 anni) mettersi in gioco in un episodio della divertente serie americana Psych.

I Tears for Fears già avevano sfondato l’anno prima con Shout e avevano all’attivo già un album, The Hurting, del 1983. A fine febbraio del 1985 uscì il loro nuovo LP, Songs from the Big Chair e il 18 marzo venne lanciato il singolo: Everybody wants to rule the world, appunto.

 

Il brano non convinceva Orzabal, che intendeva escluderlo dall’album. Ma i produttori riuscirono a persuaderlo che non era un corpo estraneo tra le altre canzoni. Lo incisero, e scalò le classifiche: primo negli Stati Uniti, in Canada e Nuova Zelanda, secondo in Inghilterra, Australia, Irlanda e Olanda. E brano di culto per gli autori di telefilm, visto che appare nelle colonne sonore di episodi di Numb3rs, Cold Case, ER, Psych, Malcolm in the middle, e nel promo di The West Wing.

 

 

EVERYBODY WANTS TO RULE THE WORLD

Welcome to your life
There's no turning back
Even while we sleep
We will find you
Acting on your best behaviour
Turn your back on mother nature
Everybody wants to rule the world
It's my own design
It's my own remorse
Help me to decide
Help me make the most
Of freedom and of pleasure
Nothing ever lasts forever
Everybody wants to rule the world
There's a room where the light won't find you
Holding hands while the walls come tumbling down
When they do I'll be right behind you
So glad we've almost made it
So sad they had to fade it
Everybody wants to rule the world
I can't stand this indecision
Married with a lack of vision
Everybody wants to rule the world
Say that you'll never never never never need it
One headline why believe it ?
Everybody wants to rule the world
All for freedom and for pleasure
Nothing ever lasts forever
Everybody wants to rule the world

 

TUTTI VOGLIONO GOVERNARE IL MONDO

Benvenuto nella tua vita
non ci si volta indietro
Persino mentre dormiamo
Ti troveremo
Comportandoti nel modo migliore
Volgi le spalle a madre natura
E’ il mio proposito
E’ il mio rimorso
Aiutami a decidere
Aiutami a sfruttare al massimo
La libertà e il piacere
Nulla dura mai per sempre
Tutti vogliono governare il mondo
C’è una stanza dove la luce non ti troverà
Ci terremo le mani mentre i muri crolleranno
Quando accadrà sarò accanto a te
Felice di avercela quasi fatta
Triste perché hanno dovuto farlo svanire
Tutti vogliono governare il mondo
Non riesco a sopportare questa indecisione
Sposato con una mancanza di visione
Tutti vogliono governare il mondo
Dì che non ne avrai mai mai mai mai bisogno
Sui titoli dei giornali perché crederci?
Tutti vogliono governare il mondo
Tutto per la libertà e per il piacere
Nulla dura mai per sempre
Tutti vogliono governare il mondo

lunedì 18 luglio 2011

Il Buggzzum

 

Mi sa che pochi si ricorderanno “Il Buggzzum”, quiz andato in onda nel 1981 e nel 1982 alle 20.00 su TeleMonteCarlo – l’odierna La7 – che trasmetteva programmi al limite dello sperimentale ma proprio per questo interessanti, condotti generalmente da voci dell’emittente radiofonica di lingua italiana del Principato.

“Il Buggzzum” era un oggetto misterioso da indovinare: veniva proposta un’immagine e il pubblico in sala doveva porre delle domande alle quali il conduttore poteva rispondere solo “sì” o “no”. Quando la risposta era affermativa, il concorrente vinceva qualcosa; il montepremi intanto cresceva e cresceva e l’oggetto rimaneva misterioso per giorni. Uno di essi era, pensate un po’, una “scatola per solini inamidati”.

Il conduttore era il simpatico Roberto Arnaldi, voce di RMC.

Dal quiz venne realizzato anche un gioco in scatola.

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