sabato 6 ottobre 2012

Easy lover

 

 

Un bel duetto tra i tanti degli Anni ‘80 è quello di Phil Collins e Philip Bailey in “Easy lover”, un brano del 1984 che vede il fascino solista del batterista dei Genesis unito a quello della voce degli Earth, Wind & Fire. Ne uscì un pezzo che scalò le classifiche arrivando al primo posto in Gran Bretagna e in Olanda e al secondo negli Stati Uniti. La canzone venne inserita solo nell’album di Bailey, Chinese Wall. Collins la cantò nei concerti e la inserì solo in una versione dal vivo nel disco live del 1990 prima di una raccolta di successi del 1998.

 

EASY LOVER
(Phil Collins, Philip Bailey, Nathan East)

Easy lover
She'll get a hold on you believe it
Like no other
Before you know it you'll be on your knees
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it
She's like no other
And I'm just trying to make you see
She's the kind of girl you dream of
Dream of keeping hold of
You'd better forget it
You'll never get it
She will play around and leave you
Leave you and deceive you
Better forget it
Oh you'll regret it
No you'll never change her, so leave it, leave it
Get out quick cos seeing is believing
It's the only way
You'll ever know
Easy lover
She'll get a hold on you believe it
Like no other
Before you know it you'll be on your knees
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it
She's like no other
And I'm just trying to make you see
[ Lyrics from: http://www.lyricsfreak.com/p/phil+collins/easy+lover_20108038.html ]
You're the one that wants to hold her
Hold her and control her
You'd better forget it
You'll never get it
For she'll say there's no other
Till she finds another
Better forget it
Oh you'll regret it
And don't try to change her, just leave it, leave it
You're not the only one, ooh seeing is believing
It's the only way
You'll ever know, oh
No don't try to change her, just leave it, leave it
You're not the only one, ooh seeing is believing
It's the only way
You'll ever know, oh
She's an easy lover (she's a easy lover)
She'll get a hold on you believe it (get a hold on you)
(She's) like no other
Before you know it you'll be on your knees (you'll be down on your knees)
She's an easy lover
She'll take your heart but you won't feel it (you won't feel it)
She's like no other
And I'm just trying to make you see (trying to make you see)

mercoledì 26 settembre 2012

Anatomia di un paninaro

 

paninaro

Ho già parlato più volte dei paninari… e non poteva essere diversamente, visto che sono stati probabilmente i personaggi più in vista del decennio, così come gli impegnati con l’eskimo lo furono nei ‘70 e gli yuppies “rampanti” nei ‘90. Ora, ho trovato in Rete questa scheda che esplora il mondo paninaro – è tratta dalla rivista “Cucador”: il marketing ha sempre avuto un fiuto particolare per catturare le mode del momento. Ecco un tipico esempio di quella fauna, allora: con le sue scarpe Timberland, le calze Burlington, il piumino Moncler, la cintura di El Charro, la felpa Best Company, i jeans della Stone Island. Mettiamogli su i Duran Duran come colonna sonora e l’opera è completa.

sabato 8 settembre 2012

Live is life

 

 

1985. C’è una canzone che pompa sulle radio e sui video musicali di DeeJay Television e Videomusic: il suo ritornello è travolgente come un concerto live. Nananananà… Si intitola “Live is life” ed è degli Opus, un gruppo austriaco. L’anno successivo verrà edita anche in versione life riscalando le classifiche. Sì, perché “Life is life” raggiunse il primo posto nelle hit parade di Austria, Canada, Francia, Germania, Svezia, il secondo in Norvegia e Svizzera, il quarto in Irlanda, il sesto in Italia e in Gran Bretagna. E il 32° nell’esclusiva top 100 americana…

 

 

LIVE IS LIFE

Nanananana
Nanananana (all together now)
Nanananana
Nanananana
Life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Labadab dab dab life (nanananana)
Liiiiiiiife (nanananana)
When we all give the power
We all give the best
Every minute of an hour
Don't think about the rest
And you all get the power
You all get the best
When everyone gets everything
And every song everybody sings
And it's life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Labadab dab dab life (nanananana)
Life is life when we all feel the power
Life is life come on, stand up and dance
Life is life when the feeling of the people
Life is life is the feeling of the band
When we all give the power
We all give the best
Every minute of an hour
Don't think about the rest
Then you all get the power
You all get the best
When everyone gives everything
And every song everybody sings
And it's life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Labadab dab dab life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Life (nanananana)
(nanananana)
(nanananana)
(nanananana)
Life (nanananana)
Life is life (nanananana)
Labadab dab dab life (nanananana)
Live is life (nanananana)
And you call when it's over
You call it should last
Every minute of the future
Is a memory of the past
Cause we all gave the power
We all gave the best
And everyone gave everything
And every song everybody sang
Life is life

 

LA VITA È VIVA

Tutti insieme ora
Viva
La vita è viva
Non smettete mai di vivere
Vi-va-vi-va
Quando tutti siamo potenti
Diamo tutti il meglio
Ogni minuto di un’ora
Non pensare al resto
Allora prendete potenza
Otterrete tutti il meglio
E ognuno dà ogni cosa
E ognuno canta ogni canzone
La vita è viva
La vita è viva
La vita è viva
La vita è viva
Non smettete mai di vivere
La vita è viva quando tutti ci sentiamo potenti.
La vita è viva
Forza, in piedi e ballate.
La vita è viva
Quando la gente si sente
La vita è viva
Come si sente il gruppo.
Quando tutti siamo potenti
Diamo tutti il meglio
Ogni minuto di un’ora
Non pensare al resto
Allora prendete potenza
Otterrete tutti il meglio
E ognuno dà ogni cosa
E ognuno canta ogni canzone
La vita è viva
La vita è viva
La vita è viva
La vita è viva
Non smettete mai di vivere
Vita
Viva
La vita è viva
Non smettete mai di vivere
Vi-va-vi-va
E quando è finita chiamala
chiamala, dovrebbe continuare
ogni minuto del futuro
è un ricordo del passato
perché ci sentiamo tutti potenti
ci sentiamo tutti i migliori
e ognuno ha dato qualcosa
e ognuno ha cantato ogni canzone: la vita è viva.

mercoledì 25 luglio 2012

I Jefferson

 

Se n’è andato all’età di 74 anni Sherman Hemsley. Detta così, in pochi lo riconoscerebbero: invece è stato il simpatico protagonista di un telefilm cult degli Anni ‘80. Sherman Hemsley impersonò infatti George Jefferson, il burbero di buon cuore della sit-com, I Jefferson, proprietario di lavanderie arricchitosi e trapiantato a Manhattan, nell’Upper East Side, a contatto con l’alta borghesia di New York. Il tema sociale era certamente alla base dei telefilm, caratterizzato dall’integrazione con i vicini di casa, un bianco inglese e una coppia mista – George li chiama apertamente “zebre” (ah, i tempi in cui l’ipocrisia del politically correct non era in auge!).

 

Memorabili sono i litigi e le riappacificazioni tra George e la moglie “saggia” Whizzy, così come le battute dell’impertinente domestica Florence. Tra i fili conduttori della serie i tentativi di George Jefferson di arricchirsi ulteriormente, non sempre in modo lecito, con Whizzy a provare di farlo ragionare e a sabotargli i piani, arrivando sempre a redimerlo nel lieto fine.

 

I Jefferson, andava in onda su Canale 5, intorno alle 19. La serie, che debuttò negli Stati Uniti nel 1974 come spin-off di Arcibaldo, venne cancellata undici anni dopo.

 

LA SIGLA

mercoledì 27 giugno 2012

Cristina Moffa

 

 

Cristina Moffa. Chi era costei? Una ballerina che nel 1983  prese parte a Drive In e ad altri spettacoli Fininvest, come Grand Hotel, del 1986. Una showgirl che prometteva sfracelli, come Lorella Cuccarini, ma che poi, dopo un paio di film – il surreale Sbamm! di Ezio Greggio (1980) e l’improponibile Pierino contro tutti (1981) – e tre 45 giri passati inosservati, le vie dello showbusiness hanno portato a percorrere altre strade, mettendo a frutto le sue certe qualità di coreografa, tanto da essere stata anche direttrice del Teatro Spazio Danza di Roma.

 

Ma noi ragazzi degli Anni ‘80 ricordiamo il suo caschetto biondo a Drive In:

 

o questo spot della Sperlari, che risale al 1987:

 

martedì 12 giugno 2012

Oltre il giardino

 

qconcert2b

 

Nei primi anni ‘80 ebbe successo la formula Q Disc: una via di mezzo tra il 45 giri e il 33 giri: costava poco più di un 45 e molto meno di un album. Erano solo quattro canzoni, ma davano ampio respiro alla creatività. Francesco De Gregori lo sfruttò per “La donna cannone”, Marco Ferradini ci pubblicò la celebre “Teorema”. Ed è presente anche in questa collaborazione con Mario Castelnuovo e Goran Kuzminac, cantautore molto sottovalutato ma molto bravo. I Q Concert, come questo, vennero realizzati a seguito di tournées collettive: accadde nel 1981 con Riccardo Cocciante, Rino Gaetano e i New Perigeo e nel 1980 con lo stesso Goran Kuzminac, Ron e Ivan Graziani. Un brano per ciascuno dei tre interpreti e uno eseguito tutti insieme. Nel Q Concert del 1982 il pezzo comune è “Oltre il giardino”, con testo di Ferradini, Kuzminac e Castelnuovo su musica di Amedeo Minghi che rielabora la celebre Ciaccona i Re minore di Johann Sebastian Bach. Poi Marco Ferradini cantava “Cartolina”, Mario Castelnuovo “Perché non sorridi?” e Goran Kuzminac “Bugiarda”.

 

 

OLTRE IL GIARDINO

Nasce una rosa a gennaio, come la neve
scivola in strada, il vento la spazzerà.
Compagni di giochi sudati, sempre gli stessi
odori di terra che ora non sento più.
Per strada c'ero anch'io, avevo quindici anni
guardavo un po' più in là, vedevo quelle luci della città.

Oltre il giardino c'è il mondo, un drago di luci
che incantano, in fondo alla via
e la mia vita per strada rimbalza in un angolo
un attimo, un'altra partita e via.

Rosa affacciata al balcone, cresciuta per strada
in mezzo a rotaie, fra le sbarre di una prigione.
Uomini senza profilo e quanti nodi ad ogni porto
delusi, feriti, ma domani si partirà.

Oltre il giardino c'è il mondo, un drago di luci
che incantano, in fondo alla via
e la mia vita per strada rimbalza dentro un angolo
un attimo, un altro giorno e via.

lunedì 21 maggio 2012

Robin Gibb

 

La malattia che non lascia scampo si è portata via a 63 anni Robin Gibb, uno dei Bee Gees, dei quali fu cofondatore con il gemello Maurice e il fratello maggiore Barry. Con loro segnò la musica degli Anni ‘ 60 e ‘70 con pezzi celeberrimi quali Massachusetts, Stayin’ alive e Tragedy. Ma Robin Gibb negli Anni ‘80 fu un ottimo solista, pur continuando a cantare con i Bee Gees. Il brano che ebbe maggior successo fu Juliet, del 1983, che spopolò soprattutto in Germania, Svizzera e Italia, dove raggiunse la vetta dell’hit parade.

 

 

Notevole anche Boys do fall in love del 1984, entrata nella top ten ma non più su del 10° posto.

 

Dopo i tre album del triennio 1983-1984-1985, Robin Gibb tornò ad occuparsi esclusivamente del gruppo. Solo dopo la morte del fratello Maurice, avvenuta nel 2003, pubblicò un nuovo album singolo, Magnet, cui seguirono un disco di canti natalizi nel 2006 e il recentissimo omaggio di Titanic Requiem, del 2012.

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