Visualizzazione post con etichetta collezionismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta collezionismo. Mostra tutti i post

sabato 25 giugno 2011

Le figurine Mira Lanza


Ho già parlato della raccolta punti che permetteva di avere i regali del Mulino Bianco, ma numerosi erano i marchi che prevedevano questo metodo per “fidelizzare” i clienti, come si dice oggi, ovvero invogliarli all’acquisto con la promessa di un premio. Accade tuttora con la Ferrero, ad esempio, o con i “punti fragola” Esselunga.

Un bel metodo è quello scelto dalla Mira Lanza: la ditta genovese di detersivi, già negli Anni ‘50, ‘60 e ‘70, sull’onda dell’analogo marketing americano, aveva realizzato la sua raccolta punti per mezzo di figurine di cartone da raccogliere: una volta ottenuto il numero di punti necessari per ritirare il premio scelto, le si consegnava al rivenditore – non erano ancora i tempi dei grandi supermercati, di solito era il negozietto di fiducia.

Le figurine vennero rinnovate nel corso degli Anni ‘80 con l’Olandesina, testimonial pubblicitaria già sul finire dei ‘60,, sostituita da Calimero, il pulcino nero, nei ‘70 e tornata modernizzata negli spot televisivi degli ‘80. C’erano quattro serie di figurine: “India misteriosa”, “Favoloso Islam”, “Grande Nord” e “Africa nera”, che riportavano un’immagine sul recto e una spiegazione sul verso.






In questo dépliant informativo possiamo anche apprezzare la grafica in uso nei primi anni ‘80 e la presenza di prodotti ormai spariti dal mercato. Nel 1989 la Mira Lanza venne infatti acquisita dalla britannica Reckitt Benckiser. Ava e Calinda sono ancora sui nostri scaffali, Lip è ora divenuto Lip-Woolite, Kop e Perla sono commercializzati solo in Polonia. Biol si è estinto…



Questo invece lo spot di Ava, con Corrado come testimonial:


Fotografie: Figurine © DR / Dépliant © marcoeula.tripod.com

mercoledì 15 luglio 2009

Scatole di latta Barilla

Abbiamo visto che Barilla negli Anni ‘80 era attivissima a sfornare gadget per fidelizzare i clienti: oltre alle sorpresine nelle merende del Mulino Bianco e i premi che si potevano ottenere raccogliendo i punti sulle confezioni, c’erano anche queste scatole di latta dal tono volutamente retrò nelle quali erano vendute, intorno al 1984, le paste all’uovo. Deliziosi contenitori da riutilizzare poi per conservare la pasta o quello che si voleva, nel mio caso i pennarelli…








sabato 14 marzo 2009

La radio del Mulino Bianco

Nel post sulle sorpresine del Mulino Bianco, avevo accennato ai premi che si potevano ottenere con la raccolta punti della Barilla.

Non c'erano solo il mitico coccio, la caraffa, i piatti, le tovaglie, le zuccheriere. C'era anche la mitica radio! E l'ho ritrovata... Eccola qui sotto.


Uscì nel 1988, è davvero kitsch, ma molto anni Ottanta e funziona ancora, con una pila da 9 V.

L'anno successivo la Barilla lanciò anche la sveglia:



mercoledì 18 febbraio 2009

Le sorpresine Mister Day

In diretta concorrenza con il Mulino Bianco Barilla la Parmalat lanciò la sua linea di biscotti e merendine, la Mister Day. E naturalmente, visto che Barilla inseriva delle sorpresine nelle confezioni, anche Parmalat mise le sue: anche qui gomme per cancellare dalle svariate forme (targhe americane e regioni italiane) e adesivi sulla falsariga di quelli della Fiorucci.


Per diversificarsi però Mister Day osò qualcosina di più e lanciò un album da riempire con riproduzioni di monete romane. Ecco qui sotto come apparivano l'album, la busta con i facsimile e le copie degli antichi conii.




Quello delle targhe non fu un caso isolato: anche Alemagna nei suoi Krapfen scelse di mettere come gadget una targa americana, però molto più grande, circa tre volte quella di Mister Day.

giovedì 12 febbraio 2009

Le sorpresine del Mulino Bianco

"Mulino bianco" è il marchio che Barilla scelse alla fine degli Anni '70 per immettere sul mercato la sua linea di prodotti per la prima colazione: biscotti, fette biscottate e merendine. La pubblicità, che presentava una famiglia felice e "regolare" al tavolo del mattino, fornì ai sociologi la facile definizione per definire quel tipo di vita spensierata e allegra, spesso in contrasto con i problemi della vita quotidiana. Appunto, la "famiglia del Mulino Bianco".
Ma una delle caratteristiche di tali prodotti era la presenza della sorpresa: in una scatolina che somigliava a un pacchetto di fiammiferi svedesi era racchiuso un gadget simpatico. Queste, nelle foto qui sotto, sono "Gli allegri cancellini", gomme per cancellare a forma delle stesse brioches del Mulino Bianco, di segnali stradali, di oggetti quotidiani (la tazza con il latte, la tavolozza, la macchina per scrivere) e alcune biro a forma di frutto.





 

Ma c'erano anche piccoli normografi, cartine geografiche, calendari perpetui, stringhe, minivocabolari, pastelli a cera, biro colorate a forma di fiammifero e altro ancora. Naturalmente le gomme erano le più ricercate e si apriva la confezione di Tegolini, Saccottini o Crostatine alla ricerca della scatola, desiderosi di trovare un nuovo pezzo da aggiungere alla collezione: c'erano anche riproduzioni dei biscotti, delle loro confezioni e di quelle delle merendine, addirittura il Mulino Bianco in tre pezzi e tutta una serie di bandiere del mondo con il foro per porle all'estremità di una matita.

Contemporaneamente, raccogliendo i punti sulle confezioni dei prodotti si potevano portare a casa tovaglie, zuccheriere, piatti e scodelle, brocche, tutti con il marchio del Mulino Bianco e nello stesso stile: su un fondo tra il giallo chiaro ed il beige c'erano disegnati in marrone il mulino e un volo di rondini. Orrendi, a ben guardare, ma ancora adesso fanno bella mostra di sé in molte case italiane: le zuccheriere e le scodelle le ho rotte tutte ma, rovistando nei cassetti ho trovato una tovaglietta che uso come strofinaccio e una brocca fa da portafiori sul balcone... Anche questi oggetti vennero riprodotti in gomma e inseriti nei pacchi di merendine.

Poi il mercato cambiò, la gente chiese sconti invece di gadget e raccolte punti e Barilla optò per la politica di diminuire i prezzi abolendo gli omaggi. Oggi, quando apriamo una confezione di merendine, però ritorniamo con la memoria a quei giorni in cui, ragazzi, cercavamo ansiosi la scatoletta con il Mulino.

Nel suo sito Barilla ha una sezione dedicata al mitico "Coccio" e al "Piccolo mugnaio"!


domenica 21 dicembre 2008

Francobolli di Natale

Qualche Natale degli Anni '80 nei francobolli. Va ricordato che all'epoca erano ancora molto diffusi gli auguri di Natale per posta attraverso biglietti o cartoline. Oggi l'SMS e i cellulari, oltre al pessimo funzionamento delle Poste, li hanno praticamente azzerati. Ma allora capitava che arrivassero per Natale buste bianche e cartoline augurali coloratissime affrancate con questi artistici francobolli a tema.

1980


1982


1983


1988



domenica 7 dicembre 2008

I Puffi

Eh sì, anche loro, anche i Puffi, i classici omini blu disegnati da Peyo, sebbene siano nati nel 1958, hanno un grande posto negli Anni '80: tutto merito di Hanna & Barbera, che ne hanno tratto una lunga serie televisiva, trasmessa in Italia dal 1982 sulle reti Fininvest.
I bambini di allora, che adesso vanno tra i trenta e i quaranta, iniziarono a collezionare i personaggi che vennero messi in vendita, simili alle sorpresine Kinder, e tuttora li collezionano: basta osservare un qualsiasi mercatino. I prezzi di alcuni esemplari sono addirittura stratosferici.
Tutto il mondo dei Puffi ebbe la sua gloria: dalla Puffetta al Grande Puffo, dal cattivo Gargamella alle case di fungo. Una generazione ne è stata contagiata e commossa, in gelateria, chiedeva il gusto "puffo", quello azzurro che lasciava la lingua blu...
In più c'erano le sigle italiane, cantate da Cristina D'Avena, attivissima negli Anni '80: nl 1983 "La canzone dei Puffi" le valse il disco d'oro!







LA CANZONE DEI PUFFI

Chi siano non lo so
gli strani ometti blu
sono alti suppergiù
due mele e poco più

Noi Puffi siam così
noi siamo tutti blu
puffiamo suppergiù
due mele e poco più

Vivono via da qui
nell'incantata città
riparata dalla terra
dal deserto e dai monti
e dal mar

Son case buffe sai
i funghi lì laggiù
nel bosco le vedrai
vicino al fiume blu

Puffiamo noi laggiù

i funghi buffi assai
puffarli tu potrai
vicino al fiume blu

Hanno un ponte che poi
attraversano per
ricercar nella foresta
quel che più gli serve
e più gli va

E via dalla città
amici hanno già
e senza esitar
li vanno a trovar

Ma hanno anche dei nemici
Gargamella il mago
e il suo gatto Birba
"Maledetti Puffi vi avrò
e vi ridurrò in purè!" [voce di Gargamella]

Ma i Puffi hanno già
trecento volte e più
scacciato questi qui
lontan dalla città

Il Grande Puffo però

trasformare saprà
un puffo assai cattivo
in un puffo che puffa
a bontà

Noi Puffi siam così
noi siamo tutti blu
puffiamo suppergiù
due mele e poco più

lalallallalalà
lalallallalalà
lalallallalalà
lalallallalalà....

sabato 27 settembre 2008

Le carte telefoniche

Le prime carte telefoniche italiane risalgono al 1977 ma la loro diffusione su larga scala cominciò nel corso degli Anni '80: erano ben diverse da quelle artistiche e pubblicitarie che divennero oggetto da collezione negli Anni '90 prima di diventare obsolete nei 2000 con la colonizzazione dei telefonini.

Le primissime avevano una banda magnetica verticale che le divideva in due: una metà era gialla con scritte in azzurro, l'altra era azzurra con scritte in giallo e riportava l'emittente SIP (Telecom Italia non era ancora nata) e il valore. Dal 1982 al 1988 i colori furono invertiti.

Ma nel 1986 vi fu una rivoluzione nel sistema di lettura, che passò da SIDA - sigla che tra l'altro è l'Aids in francese - a URMET: la banda magnetica divenne orizzontale ed era posta verso il basso. La parte superiore era rossa, quella inferiore grigia.

Solo nel 1989 apparvero le prime carte telefoniche illustrate: una serie riportava i numeri utili del servizio telefonico e le fasce orarie della teleselezione, l'altra - turistica - mostrava monumenti italiani. I collezionisti iniziarono a fregarsi le mani...



LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin