domenica 12 febbraio 2012

Whitney Houston

 

E se ne è andata anche Whitney Houston: l’hanno trovata morta in una camera del Beverly Hilton Hotel, a Beverly Hills. Una notizia purtroppo attesa, come lo fu per Amy Winehouse: una vita di droghe e depressione per reggere l’immenso talento avuto in dono e la popolarità. Quella di Whitney esplose all’improvviso nel 1985, quando il suo album d’esordio intitolato semplicemente “Whitney Houston” balzò direttamente al primo posto della classifica americana e vi rimase per 14 settimane. Fu primo anche in Australia, Canada, Norvegia e Svezia, secondo  in Germania, Giappone, Svizzera e Regno Unito, terzo in Austria e Nuova Zelanda, undicesimo in Italia. Tuttora è l’album più venduto di una cantante esordiente: 29 milioni di copie nel mondo. Una di quelle è nella mia raccolta: il vinile del 33 giri con la bella Whitney che appare in tutto il suo splendore non solo sulla copertina, ma anche sul retro, dove è ritratta in uno sgambatissimo costume bianco.

 

 

In quell’album c’è una cover da Diana Ross, “In your arms”, ma soprattutto due pezzi diventati famosissimi: “Greatest love of all” e “All at once”, usati spessissimo anche nelle trasmissioni televisive.

 

GREATEST LOVE OF ALL

ALL AT ONCE

 

Nel 1987, sull’onda del successo, pubblica “Whitney”, il suo secondo album, preceduto da un’altra grandissima hit, “I wanna dance with somebody”. Venti milioni di copie e primo posto in classifica ovunque: Australia, Austria, Canada, Germania, Italia, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Anche per “Whitney” Grammy Awards a pioggia. E un record tutto italiano: uno dei tre album stranieri, con “Bad” di Michael Jackson" e “True Blue” di Madonna, ad aver venduto più di un milione di copie nel Belpaese. Sentimentalmente intanto si lega al giocatore di football Randall Cunningham e all’attore Eddie Murphy.

 

I WANNA DANCE WITH SOMEBODY

 

Il successo è planetario: nel 1988 viene scelta per incidere l’inno delle Olimpiadi di Seul, “One moment in time”.

 

La sua carriera è vertiginosa, non ancora segnata dai problemi che le rovineranno la vita. Anzi, nei primi anni ‘90 diventerà anche attrice di successo con “The Bodyguard – Guardia del corpo”, “Donne”, “Uno sguardo dal cielo”. Poi sposa lo scapestrato Bobby Brown, noto per molestie, lesioni e uso di droghe. Comincia a vociferarsi sull’uso di droghe anche da parte di Whitney, che nel 2003 viene anche picchiata da Bobby. Nel 2006 lo lascia per disintossicarsi e divorzia ottenendo la custodia della figlia Bobbi Kristina. Nel 2009 appare rinata al lancio del suo ultimo album a Central Park.

Il resto è cronaca. Che la terra ti sia lieve, Whitney…

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