giovedì 13 agosto 2009

Robapazza


Tra i giochi degli Anni ’80 questa palla dai rimbalzi strani: un pesante cuore metallico posto fuori asse non consentiva alla pallina rimbalzi regolari – in pratica si comportava come se fosse un’ellittica palla ovale da rugby, pur essendo rotonda. La cosa più carina erano le decalcomanie applicate sulla superficie di gomma, che davano un’aria divertente e buffa alla palla.

Lo slogan della pubblicità, naturalmente inserita in posizione strategica su “Topolino”: "Robapazza, la palla che strumpallazza!”.

Fotografia: © Il dimenticatoio

domenica 9 agosto 2009

One night in Bangkok

Nel 1984 Bjorn Ulvaeus e Benny Andersson, i due componenti maschi degli ABBA, e il paroliere Tim Rice composero il musical "Chess", la cui trama vedeva due scacchisti - un russo e un americano - contendersi la stessa donna sullo sfondo della propaganda dei due paesi durante la Guerra Fredda, ormai agli sgoccioli.
Un brano di quel musical scalò le classifiche nel 1985: "One night in Bangkok", interpretato dall'allora quarantenne inglese Murray Head. Primo in Australia, Germania, Svizzera e nell'Eurochart, secondo in Austria e Francia, terzo negli Stati Uniti, nono in Italia, dodicesimo nel Regno Unito. Un'ombra di rap e quella veste classica dei musical ne decretarono probabilmente il successo, favorito da un buon video.




[THE AMERICAN]
Bangkok, Oriental setting
And the city don't know that the city is getting
The creme de la creme of the chess world in a
Show with everything but Yul Brynner

Time flies -- doesn't seem a minute
Since the Tirolean spa had the chess boys in it
All change -- don't you know that when you
Play at this level there's no ordinary venue

It's Iceland -- or the Philippines -- or Hastings -- or --
or this place!

[COMPANY]
One night in Bangkok and the world's your oyster
The bars are temples but the pearls ain't free
You'll find a god in every golden cloister
And if you're lucky then the god's a she
I can feel an angel sliding up to me

[THE AMERICAN]
One town's very like another
When your head's down over your pieces, brother

[COMPANY]
It's a drag, it's a bore, it's really such a pity
To be looking at the board, not looking at the city

[THE AMERICAN]
Whaddya mean? Ya seen one crowded, polluted, stinking town --

[COMPANY]
Tea, girls, warm, sweet
Some are set up in the Somerset Maugham suite

[THE AMERICAN]
Get Thai'd! You're talking to a tourist
Whose every move's among the purest
I get my kicks above the waistline, sunshine

[COMPANY]
One night in Bangkok makes a hard man humble
Not much between despair and ecstasy
One night in Bangkok and the tough guys tumble
Can't be too careful with your company
I can feel the devil walking next to me

[THE AMERICAN]
Siam's gonna be the witness
To the ultimate test of cerebral fitness
This grips me more than would a
Muddy old river or reclining Buddha

And thank God I'm only watching the game -- controlling it --

I don't see you guys rating
The kind of mate I'm contemplating
I'd let you watch, I would invite you
But the queens we use would not excite you

So you better go back to your bars, your temples, your massage
parlours --

[COMPANY]
One night in Bangkok and the world's your oyster
The bars are temples but the pearls ain't free
You'll find a god in every golden cloister
A little flesh, a little history
I can feel an angel sliding up to me

One night in Bangkok makes a hard man humble
Not much between despair and ecstasy
One night in Bangkok and the tough guys tumble
Can't be too careful with your company
I can feel the devil walking next to me

martedì 4 agosto 2009

Supercar

La macchina del tempo talvolta sembra essere Italia 1: trasmette ancora adesso “Supercar”, il telefilm che lanciò in Italia il 28 gennaio 1984. Il successo della serie è dovuto senza dubbio al mix di avventura e tecnologia, un po’ come per “La donna bionica”, “L’uomo da un milione di dollari” e “Automan”, e alla simpatia del protagonista, l’attore e cantante David Hasselhoff, che avremmo visto più avanti in “Baywatch” (a dire il vero guardavamo Pamela Andersson e le altre bagnine).

Il pilot: il detective Michael Long viene aggredito da criminali e ridotto in fin di vita. Lo salva il miliardario Wilton Knight, che lo fa sottoporre a plastica facciale e lo trasforma in Michael Knight, arruolandolo per il suo progetto di giustizia pubblica: lo fa diventare tutt’uno con KITT, un’auto parlante – una Pontiac Firebird Trans Am nera - guidata da un’intelligenza artificiale. Da lì cominciano le avventure alla difesa del bene e contro i cattivi.

Dunque, 84 episodi per quattro stagioni, dal 1982 al 1986. La serie non ebbe un finale, perché si concluse improvvisamente dopo un brusco calo di ascolti che non controbilanciava più gli alti costi di produzione.

La notizia è però che Supercar ritorna, con un rifacimento che si intitola “Knight Rider”, come nella versione originale, sul canale “Steel” del digitale terrestre di Mediaset Premium, a partire dal 28 agosto.


LA SIGLA


KITT IN AZIONE

sabato 1 agosto 2009

Pubblicità 1981: Superga Sport

Così nel 1981 Superga lanciava le sue scarpe da tennis nella pubblicità su riviste e giornali. Uno slogan che giocava sull’inammissibilità dell’idea che un paio di scarpe sportive fosse migliore delle loro. Era un periodo in cui i referendum erano all’ordine del giorno: quell’anno, il 17 maggio se ne votarono ben cinque (due sull’interruzione di gravidanza, uno sull’ergastolo, uno sull’ordine pubblico e uno sul porto d’armi) e tutti raggiunsero abbondantemente il quorum: votarono il 79,4% degli italiani. Il creativo prese spunto proprio da lì per dichiarare come migliori le Superga – in questo caso le scarpe da donna firmate dalla grande tennista Lea Pericoli.

lunedì 27 luglio 2009

Contessa

Il 7 febbraio 1980 chi era davanti alla televisione per seguire la XXX edizione del Festival di Sanremo, a parte l’irriverente conduzione di Roberto Benigni e Olimpia Carlisi,  notò subito un gruppo e una canzone che spiccavano tra rimasugli degli Anni ‘60 come Bobby Solo, Peppino di Capri e Gianni Morandi e onesti artigiani della musica dei Settanta quali Stefano Rosso, Leano Morelli e La Bottega dell’Arte. Quell’anno vinse – e sarebbe stato l’unico successo in una serie di piazzamenti – Toto Cutugno davanti a Enzo Malepasso e Pupo.

Ma tutti avrebbero ricordato quei ragazzi vagamente punk vestiti con pantaloni neri, camicia bianca e cravatta nera, e soprattutto il cantante, con degli improbabili capelli corti visibilmente tinti di biondo e occhiali da sole con la montatura bianca. Il gruppo erano i “Decibel”, che presentavano “Contessa”, il cantante era Enrico Ruggeri.

 

I Decibel (formati da Enrico Ruggeri. Silvio Capeccia, Mino Riboni e Fulvio Muzio) avrebbero avuto vita breve, solo l’album omonimo, con l’hit “Vivo da re”, la cover di “Ho in mente te” e brevi canzoni d’intonazione punk. Il leader avrebbe invece sfondato presto, diventando un apprezzato cantautore e ora anche un ispirato conduttore televisivo…

 

CONTESSA (Ruggeri-Muzio)

Non puoi più pretendere di avere tutti quanti attorno a te
non puoi più trattare i tuoi amanti come fossero bignè.
Vuoi solo le cose che non hai
parli delle cose che non sai
cerchi di giocare ma non puoi
pensi solamente ai fatti tuoi.

Chi sei contessa
tu non sei più la stessa.

Vuoi che io rimanga nel tuo letto per poi sbattermi su e giù
non ti lamentare se domani non ti cercheremo più.
Ma vorrei soltanto averti qui
sei accattivante già così
ti difendi con il D.D.T.
fai pesare troppo quei tuoi sì.

Chi sei contessa
tu non sei più la stessa.

Pensi che ogni cosa di concreto sia da riferire a te
tu fai la misteriosa per nascondere un segreto che non c'è.
Nel tuo castello come va?
Vivi la tua vecchia nobiltà
non sai neanche tu la verità
vendi a caro prezzo la realtà.

martedì 21 luglio 2009

Atari Portfolio

Sul finire del decennio, nel 1989: Atari lanciò un oggettino abbastanza interessante – bisogna ricordare che allora i cellulari erano grandi quasi come i telefoni fissi! – era il Portfolio, un antenato del palmare, leggermente più stretto di una videocassetta VHS: 20 cm di lunghezza, 11,5 di larghezza, 2,5 di spessore. Non fu il primo computer tascabile, perché già nel 1980 c’era il Radio Shack TRS-80, ma fu il primo a essere MS-DOS compatibile: in realtà usava il DIP-DOS, una versione modificata del 2.11.

Il Portfolio immagazzinava tutti i suoi dati in una memoria RAM interna alimentata da una batteria di backup, così da non perdere i dati. Il computer invece si avvaleva dell’energia fornita da tre batterie di tipo “AA”. Come optional c’era una Memory Card da inserire in uno slot. La RAM era di 128 K espandibili a 128+640 K; 32 K erano riservati al sistema, 96 erano disponibili per le applicazioni: il foglio elettronico, l’elaboratore di testi, il diario, la calcolatrice, la rubrica telefonica.

Attraverso un’interfaccia parallela era possibile collegare l’Atari Portfolio a un computer e trasferire i dati. Costava 400 dollari, all’incirca seicentocinquantamila lire.



UN VIDEO ESPLICATIVO IN INGLESE

mercoledì 15 luglio 2009

Scatole di latta Barilla

Abbiamo visto che Barilla negli Anni ‘80 era attivissima a sfornare gadget per fidelizzare i clienti: oltre alle sorpresine nelle merende del Mulino Bianco e i premi che si potevano ottenere raccogliendo i punti sulle confezioni, c’erano anche queste scatole di latta dal tono volutamente retrò nelle quali erano vendute, intorno al 1984, le paste all’uovo. Deliziosi contenitori da riutilizzare poi per conservare la pasta o quello che si voleva, nel mio caso i pennarelli…








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