martedì 14 settembre 2010

Premi Nobel 1980

Scorrendo l’elenco dei premi Nobel di tanti anni fa si può comprendere l’importanza del lavoro dei premiati. Studi che allora risultavano oscuri, sono oggi all’ordine del giorno. Cominciamo allora a leggere la lista dei laureati nel decennio. Naturalmente, partiamo dal 1980.

PREMI NOBEL 1980

CHIMICA:

Paul Berg (USA)
Walter Gilbert (USA)
Frederick Sanger (Regno Unito)

Berg "per i suoi studi fondamentali della biochimica degli acidi nucleici, con particolare riguardo al DNA ricombinatorio”; Gilbert e Sanger, al suo secondo Nobel dopo quello del 1958, “per i contributi concernenti la determinazione delle sequenze di base negli acidi nucleici”. In pratica, sono i primi passi per la mappatura del genoma.

 

FISICA:

James Watson Cronin (USA)
Val Logsdon Fitch (USA)

”Per la scoperta delle violazioni dei principi fondamentali di simmetria e il decadimento dei mesoni K-neutro” (simmetria CP).

 

MEDICINA:

Baruj Benacerraf (Venezuela)
Jean Dausset (Francia)
George D. Snell (USA)

“Per le loro scoperte riguardanti strutture geneticamente determinate sulla superficie della cellula che regola le reazioni immunologiche”.

 

LETTERATURA:

Czeslaw Milosz (Polonia)

“A chi, con voce lungimirante e senza compromessi, ha esposto la condizione dell'uomo in un mondo di duri conflitti”.

 

ECONOMIA:

Lawrence R. Klein (USA)

“Per la creazione di modelli econometrici e per l'applicazione di essi all'analisi delle fluttuazioni economiche e delle politiche economiche”.

 

PACE:

Adolfo Pérez Esquivel (Argentina)

“Per le denunce contro gli abusi della dittatura militare argentina negli anni Settanta”.

 

mercoledì 8 settembre 2010

Bagdad Café

Jasmin, una turista tedesca in vacanza negli Stati Uniti, dopo una lite in auto, viene lasciata dal marito nel bel mezzo del deserto del Mojave, sulla celebre Route 66. Lei trova rifugio nel Bagdad Café, un motel gestito da Brenda, anche lei appena abbandonata dal marito. Dopo una gelida accoglienza, le due donne entrano in sintonia e Jasmin comincia a cambiare il locale e la gente pittoresca che lo frequenta.

È la trama di “Bagdad Café”, titolo originale “Out of Rosenheim”, film tedesco del 1987 che ebbe un notevole successo in Europa ottenendo premi in Francia e Germania e arrivando anche in America, miglior film al Festival di Seattle.

 

Jasmin è interpretata dalla corpulenta attrice tedesca Marianne Sägebrecht, Brenda dalla caratterista americana CCH Pounder, vista protagonista in molte serie TV americane (ER, The Shield, Warehouse 13, Hill street giorno e notte). Ruoli di rilievo anche per il cowboy Jack Palance e l’attrice austriaca Christine Kaufmann, ex moglie di Tony Curtis.

Nella colonna sonora spicca il brano “Calling you” di Jevetta Steel, usato per i titoli di testa:

 

giovedì 2 settembre 2010

O così o Pomì

Ci sono casi in cui uno slogan pubblicitario diventa tanto popolare da trasformarsi in modo di dire: ancora oggi, venticinque anni dopo, capita di sentir dire “O così o Pomì” per significare che una cosa ha un solo modo di essere fatta. La fortunata frase è stata ideata nel 1984 dall’agenzia Pirella Gottsche – e in particolare dell’account, come spiega lo stesso Emanuele Pirella – per il lancio della passata della Parmalat. Il facile gioco di parola con la rima ha decretato il successo. Lo spot televisivo era in verità quanto di più piatto e banale si potesse inventare: il merito è dunque tutto dello slogan…

 

 

IL LINK: Pomì

mercoledì 1 settembre 2010

Laurent Fignon

Un cancro all’apparato digerente si è portato via ieri a 50 anni Laurent Fignon, uno dei simboli del ciclismo degli Anni ‘80, con il connazionale Bernard Hinault, gli italiani Moser e Saronni, l’americano LeMond e l’irlandese Roche. Fignon, il “Professore”, il corridore che montava in sella con gli occhialini da intellettuale e che leggeva libri impegnati nelle lunghe serate dei ritiri, aveva lunghi capelli biondi e una precoce calvizie che gli dava ancora di più l’aria da insegnante. Colto e intelligente, veniva da Parigi, da Montmartre precisamente, ed era una novità nel ciclismo abituato a corridori sanguigni.

Piaceva perché correva sempre all’attacco e con la sua tattica riuscì a conquistare due Tour de France, nel 1983 e nel 1984, il Giro d’Italia del 1989, due Milano-Sanremo e una Freccia Vallona. Un lungo stop dovuto a guai a un tendine e a voci di doping lo bloccò nel 1985. Nella sua carriera ci sono anche tre clamorose sconfitte: perse il Giro del 1984 nella cronometro finale di Verona quando Francesco Moser gli rimontò oltre due minuti; non la prese bene: accusò gli organizzatori di averlo disturbato con l’elicottero della RAI e di avere favorito l’italiano eliminando per la neve il tappone dello Stelvio. Il 1989 fu invece il suo anno nero: perse il Tour nella cronometro finale facendosi sorpassare dall’americano Greg LeMond, vincitore sugli Champs Elisées per soli 8 secondi, il minor distacco nella storia della corsa francese; e ai Mondiali di Chambéry sempre LeMond andò a riprenderlo mentre era in fuga solitaria a pochi chilometri dall’arrivo e gli scippò la maglia iridata. Non si riprese più. Dopo il ritiro diventò un apprezzato commentatore televisivo delle gare ciclistiche.


mercoledì 25 agosto 2010

L’Asta tosta

Ma perché mi dice ciò?

È lui o non è lui? È lui o non è lui? Cerrrto che è lui!

Chi offre qualcosa? Chi offre qualcosa? Come dice? 1.500? Aggiudicato.

Sono tormentoni dell’«Asta tosta» (“oggetti tosti per tutti i gosti”) di "Drive in”, nella quale un giovane Ezio Greggio parodiava le vendite televisive che cominciavano allora a riempire i palinsesti delle televisioni locali. Il personaggio immancabile era sempre l’immaginario pittore Teomondo Scrofalo, con la stessa opera terribilmente kitsch, di volta in volta presentata con titolo diverso. Non mancavano improbabili oggetti riferiti ai personaggi più in voga del momento e a quelli più chiacchierati sui giornali di gossip: Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Johnny Dorelli, Alida Chelli. E c’erano anche agganci all’attualità politica, come nel caso della contestazione in Piazza Duomo con lancio di ortaggi al segretario della UIL Benvenuto.


mercoledì 18 agosto 2010

Colore semprevivo

“Colore semprevivo” è lo slogan Philips per il 1980: era il periodo in cui la multinazionale vendeva televisori a iosa – occorre ricordare che la tv a colori in Italia arrivò buona ultima nei paesi industrializzati, intorno al 1977, e dunque il mercato era molto vasto e appetibile. Ecco allora questi due spot in cui un uomo resta ammaliato dai colori di un avveniristico cartellone pubblicitario multimediale: in un caso si appoggia a una panchina e il colore “diventa vivo”, nell’altro rimane incantato in mezzo al traffico milanese e un vigile lo sveglia bruscamente dal sogno ad occhi aperti. Una curiosità: vi sembra di riconoscere la voce del jingle? Sì, è proprio lei, la grande Giuni Russo.

 

lunedì 16 agosto 2010

Il cubo di Rubik ritorna!

Dopo tre mesi di sospensione e riflessioni, ho deciso di riaprire il blog: non sarà un aggiornamento continuo e costante ma un’occasionale presenza legata all’ispirazione del momento, a ricordi che riaffiorano, a sensazioni che risorgono grazie a un film, a un libro, a una musica…

Per l’occasione ho rinnovato anche il template e l’intestazione. Con il tempo si potranno migliorare altre cose, aggiungere le pagine come un indice…

E come rinnovato saluto, ecco un vecchio video dei Dire Straits, “Romeo and Juliet” del 1980… magari un giorno parleremo anche di loro e di questo splendido album, “Making movies”…

 

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