domenica 6 febbraio 2011

Sanremo 1980

 

È tempo di Festival di Sanremo… ci tocca! Ma allontaniamoci dall’insulsa kermesse che è diventato l’evento televisivo di febbraio e ripercorriamo i nostri giorni d’oro. Negli Ottanta, Sanremo usciva da un periodo di crisi – quello dei Settanta – che però era riuscito a lanciare grossi nomi come Rino Gaetano. La direzione artistica di Pippo Baudo, che in quel periodo era all’apice della carriera, portò a fare del Festival una manifestazione nazional-popolare: basta scorrere l’elenco dei vincitori del decennio per accorgersene, Ricchi e Poveri, Al Bano e Romina Power, Massimo Ranieri, Fausto Leali…

Ma andiamo con ordine. Iniziamo dal 1980, una delle edizioni più chiacchierate della storia, a cominciare dai presentatori: Roberto Benigni e Olimpia Carlisi. Ci scappa un lungo bacio tra i due e un “Wojtilaccio” uscito dalla bocca del comico nei confronti di Giovanni Paolo II.

Ad affiancare la coppia alla conduzione c’erano Claudio Cecchetto e Daniele Piombi, certamente più tradizionali.

Vinse Solo noi di Toto Cutugno, davanti a Ti voglio bene di Enzo Malepasso e Su di noi di Pupo. Le altre canzoni furono classificate a pari merito: Canterò canterò canterò (Aldo Donati), Cavallo bianco (Paolo Riviera), Contessa (Decibel), Gelosia (Bobby Solo), Il sole canta (Orlando Johnson), I sing for you (Sally Olfield), L’italiano (Stefano Rosso), Ma vai vai (Giorgio Zito e i Diesel), Mara (Bruno D’Andrea), Mariù (Gianni Morandi), Musica regina (Leano Morelli), Passerà (Alberto Cheli), Più di una canzone (La Bottega dell’Arte), Tu cioè... (Peppino Di Capri), Tu mi manchi dentro (Leroy Gomez), Va' pensiero (Linda Lee), Voglio l'erba voglio (Francesco Magni).

Da notare la presenza di vari interpreti stranieri, tra i quali la sorella di Mike Oldfield. Non raggiunsero la finale invece altri interpreti, tra i quali i più noti sono la band di rock progressive Latte e Miele. Non c’era orchestra, ma gli artisti cantavano su base musicale.

Gli ospiti: la tosta rocker Suzi Quatro, famosa anche per la sua partecipazione a Happy Days nel ruolo di Leather Tuscadero, esponenti disco come Sylvester e Sheila & B. Devotion; poi Billy Preston, Pippo Franco e soprattutto gli Status Quo, che si esibirono in Whatever you want:

 

Vi risparmio Cutugno & c. Meglio i Decibel di un giovanissimo Enrico Ruggeri:

 

2 commenti:

roberto ha detto...

Che bella la canzone di Ruggeri. Io lo vidi la prima volta al festival di Sanremo con Nuovo Swing forse era l'84' o l'85'... ormai il festival nn lo guardo più da 10 anni a questa parte.. degrado e imbrogli ti fanno passare la voglia.

DR ha detto...

io non seguo Sanremo da quasi vent'anni: non trovo la musica che ascolto, salvo rari casi (quest'anno Van de Sfroos e Battiato) e neppure negli ospiti... Lo so, sono retrogrado, ma agli Amici di Maria De Filippi continuo a preferire Bruce Springsteen, gli U2 e i Dire Straits

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