Questa, del 1989, girata dal celebre regista Nikita Michalkov è una versione che ci porta addirittura in Russia, con tanto di slogan finale tradotto in caratteri cirillici. La ragazza è la modella e attrice italolibanese Natasha Hovey, apparsa nel 1984 in "Acqua e sapone" di Carlo Verdone.
venerdì 31 ottobre 2008
Dove c'è Barilla c'è casa
Questa, del 1989, girata dal celebre regista Nikita Michalkov è una versione che ci porta addirittura in Russia, con tanto di slogan finale tradotto in caratteri cirillici. La ragazza è la modella e attrice italolibanese Natasha Hovey, apparsa nel 1984 in "Acqua e sapone" di Carlo Verdone.
giovedì 30 ottobre 2008
Il primo Mc Donald's
Ricordo di aver visitato quel primo Mc Donald's durante il servizio militare in Alto Adige, a fine 1988: era una novità per quell'organizzazione del lavoro, così diversa dai locali italiani, ma non differiva poi molto dai Burghy milanesi, anche se - o forse è solo la nostalgia a parlare - i panini del gruppo italiano erano notevolmente più buoni...
mercoledì 29 ottobre 2008
The captain of her heart
I Double erano un duo svizzero, formato da Felix Haug e Kurt Maloo, che vivacchiava su canzoncine come "Nannigo", "Rangoon Moon" e "Woman of the world". La ballata tutta pianoforte e sassofono soprano di "The captain of her heart" è la loro vincita al lotto, anche se non riesce a raggiungere il numero uno nelle classifiche, pur scalandole su posizioni di prestigio: terza in Italia, quarta in Canada, ottava nel Regno Unito, nona in Francia, sedicesima negli Stati Uniti, ma solo undicesima nella natia Svizzera!
È un brano che capita spesso di sentire in radio ancora adesso ed è inserito in molte compilation romantiche.
THE CAPTAIN OF HER HEART
It was way past midnight
and she still couldn't fall asleep.
This night the dream was leaving
she tried so hard to keep.
And with the new day's morning
she felt it drift away.
Not only for a cruise, not only for a day.
Too long ago, too long apart
she could not wait another day for
the captain of her heart.
As the day came up, she made a stop.
She stopped waiting another day for
the captain of her heart.
Too long ago, too long apart
she could not wait another day for
the captain of her heart.
Too long ago, too long apart
she could not wait another day for
the captain of her heart.
As the day came up, she made a stop.
She stopped waiting another day for
the captain of her heart.
Too long ago, too long apart
she could not wait another day for
the captain of her heart.
martedì 28 ottobre 2008
La Fiat Duna
Uscì nel 1987, quando da già quattro anni imperversava la Uno, una due volumi economica e molto diffusa. Chissà quale genio del marketing o del design concepì questo obbrobrio a tre volumi, uno dei veicoli più brutti che abbiano mai percorso le strade. Aggiungiamovi anche l'uso dell'epoca di acquistare auto dai colori non tradizionali (bordeaux, blu aviatore, rosso mattone, giallo cachi) e la povera Duna diventava ancora più ridicola.
Immagine: www.dimenticatoio.it
La Duna era in realtà solo apparentemente simile alla Uno: veniva prodotta in Argentina e Brasile ed aveva la parte meccanica derivata dalla vecchia e solida Ritmo. Per la Fiat la Duna doveva essere un nuovo cavallo di battaglia ed ereditare le vendite della gloriosa 128. Nulla di tutto ciò: al pubblico faceva proprio schifo, la sua estetica era - per fortuna - inimitabile. A ciò si aggiunsero problemi di affidabilità e piccoli inconvenienti tecnici. In breve la casa degli Agnelli corse ai ripari e propose la vettura per gli Anni '90, la Tipo, con portellone posteriore e linea più tondeggiante.
Nel 1989 fallì anche l'operazione restyling e la trasformazione in utilitaria station wagon, la Duna Weekend. Nel 1991 i soloni della Fiat si arresero all'evidenza e sospesero definitivamente la produzione, che tuttavia continuò fino al 2000 in Sudamerica. La Weekend passò sotto il marchio Innocenti e mutò nome in Elba.
Gruppi di irriducibili e masochisti nostalgici continuano a radunarsi qua e là per il mondo con le loro Fiat Duna.
ERA ORRENDO ANCHE LO SPOT
lunedì 27 ottobre 2008
Jill Jones
L'album ottenne un notevole successo di critica ma non altrettanto di pubblico. Solo il brano trainante, il sensuale "Mia bocca", con una parte in italiano spagnoleggiante e sgrammaticato, ebbe buona diffusione in Europa.
Poi più nulla fino al singolo del 1993 "Bald", anche se nel 1988 era pronto un album, per il quale fu girato il video di "Boom boom": non venne mai rilasciato.
Dopo una nutrita serie di collaborazioni, con Apollonia 6, Ryuichi Sakamoto, Blondie e gli Chic, e dopo la produzione di un singolo di Lisa Lisa, Jill Jones ha finalmente pubblicato un secondo album, nel 2001, intitolato semplicemente "Two".
MIA BOCCA
I have only had one lover
Since I was 12 years old
So I don't care how hot you get me
I wouldn't do him cold
But there's somethin' about you, baby
That's got me koo koo
Would you hold it against me
If I said I loved another?
Tu vuole la mia bocca
Tu vuole la mia bocca
I love another
Tu vuole la mia bocca
Don't want no other
Something's happenin', I just can't explain it
You're doin' somethin' to me
My body's shakin', baby, shake, shake, shakin', baby
Shakin' like a leaf on a tree
I could never be unfaithful
Baby, I could never be
Boy, I got a feelin' that I ain't used to feelin'
I gotta do somethin'
Tu vuole la mia bocca
I'll pretend I'm in a movie
A make believe dream world caprice de la drama
You can be a page in my diary
If you promise not to tell my mama
There's somethin' about you, baby
That's got me koo koo
I can't explain what's dancin' in my brain
We gotta do somethin'
Tu vuole la mia bocca
Sono caliente d' amore
Il mio labio sono resbaloso
Puoi toccare piano
Lo siento ma io voglio un altro
I love another!
I don't want no other!
Tu vuole la mia bocca
I love another
I'm going koo koo
Sono caliente d' amore
Il mio labio sono resbaloso
Puoi toccare piano
Lo siento ma io voglio un altro
Mia bocca
domenica 26 ottobre 2008
Ph.D.
Il loro primo album, intitolato "Ph.D." conteneva una hit che spopolò e raggiunse il terzo posto nella classifica inglese e il quinto in Australia: "I won't let you down".
Un altro pezzo dell'album ottenne un risultato di prestigio: "Little Suzi's on the up" fu uno dei primi cinque video trasmessi da MTV nel suo primo giorno di trasmissione, il 1° agosto 1981, naturalmente negli Stati Uniti.
Nel 1983 uscì il loro secondo album, "Is it safe?" che non ebbe successo. Conteneva il singolo "I didnt' know", che riuscì ad avere una buona diffusione in Europa, ma non nella madrepatria. Il disco non è stato neppure ristampato in CD.
Alla vigilia del tour mondiale il leader Jim Diamond si ammalò: la sua epatite distrusse il gruppo. Diamond si dedicò alla carriera solista. Nel 2006 i Ph.D. si sono riformati come duo: con Diamond c'è Hymas, che suono anche nell'eponimo album di Jim Diamond del 1988.
IL TESTO
You ask me if I'm happy here
no doubt about it.
You ask me if my love is clear
want me to shout it.
Gave you the best years of my life
woman.
I know I failed to treat you right
woman.
Don't let me out of here
don't let me out of here.
I won't let you down
won't let you down again.
I won't let you down
won't let you down again.
I won't let you down
won't let you down again. . . .
You say our love is running one way
coming from your side.
No help from me to see it through to beat the high tide.
Take me and chain me if you please
woman
Don't help me dig deeper my grave
woman
Don't let me out of here
don't let me out of here.
I won't let you down
won't let you down again. . . .
I won't let you down
won't let you down again. . . .
I won't let you down
won't let you down again. . . .
sabato 25 ottobre 2008
Brooke e i Calvin
Lo scandalo fu nello slogan che la ragazza pronunciava: "Vuoi sapere cosa c'è tra me e i miei Calvin? Niente".
L'anno prima, la stessa Brooke Shields scandalizzava sproloquiando dei Calvin Klein mentre li indossava da sdraiata. Naturalmente nessuno prestava attenzione a cosa stesse dicendo...