lunedì 22 novembre 2010

Windows 1.0

 

Che ve ne pare di questo sistema operativo qua sotto? Superato? Vecchiotto. Nel 1986 questa schermata era il non plus ultra: si tratta della versione 1.0 dell’ora diffusissimo Windows. Uscì infatti il 20 novembre del 1985.

Il logo di Windows allora era più sobrio di quello attuale, più minimalista e meno colorato delle finestre di Windows 95 e 98, di XP, di Vista e di 7:

I requisiti di sistema per Windows 1.0 erano MS-DOS 2.0, 256 KB RAM, dischetto a doppia faccia o hard disk. Tra i programmi c’erano la Calcolatrice, il Calendario, lo Schedario, il Clipboard Viewer, l’orologio, il Pannello di controllo, Paint, il Blocco note, Reversi, Terminale e Write, oltre alla Prompt dei comandi. Le finestre non erano sovrapponibili, ma affiancabili. Una rivoluzione, comunque, per quei tempi. Fu abbandonato nel novembre 1987, con l’uscita della versione 2.0, ma i programmi scritti per 1.0 possono ancora oggi essere letti da XP.

Seppur 25 anni più giovane, non farete fatica a riconoscere il signore ritratto nella foto sotto con il suo Windows 1.0. Un piccolo suggerimento: non è Steve Jobs, ecco, l’altro…

lunedì 8 novembre 2010

Spot del Caffè Paulista

 

Uno spot della compianta coppia Vianello-Mondaini: era il 1981, nel periodo d’oro della coppia. È il caffè Paulista, abbandonati i pupazzi Carmencita e Caballero degli anni ‘60 e ‘70, a chiamarli come testimonial. Vianello e Mondaini rifanno in versione “moschettiere” la celebre sigla di “Noi no” del 1977, che vedeva Raimondo impegnato come Tarzan a salvare con maldestra goffaggine la povera Sandra. “Prendilo caldo e non lo lasci più”. Notare la lunghezza dello spot, ben un minuto!

 

mercoledì 20 ottobre 2010

Your eyes

In uno dei commenti all’ultimo post, quello su “Reality”, avevo parlato di “Your eyes”, la canzone portante del sequel di “Il tempo delle mele”, uscito nel 1982. Gli interpreti sono i Cook Da Books, gruppo new wave britannico di cui è divenuto celebre solo questo pezzo, peraltro neppure incluso nel loro unico album, “Outch”, dell’anno successivo. Ecco la canzone da ballo lento, arrivata al numero 1 in Francia e a Hong Kong:

Cook Da Books, “Your eyes”, 1982

.

YOUR EYES

Your eyes
Opened wide as I looked your way
Couldn't hide what they meant to say
Feeling lost in a crowded room
It's too soon for a new love
When you smile your eyes show your heart
Lost inside a suit torn apart
Feeling alone with people around
True love is so hard to find now
You think you're so misunderstood
I'd explain if only I could
Something tells me this time it's real
The way that I feel
Your eyes like the blue in the summer skies
Caught my gaze as I looked across
Feeling lost in a magic maze
It's too soon for a new love
You can't hide that look in your eyes
Open wide you seem so surprised
Searching around for somebody new
True love is hard to find now
When you smile your eyes show your heart
I feel mine is falling apart
Don't you see the way that I feel
My loving is real

When you're lost your eyes show you how
I should like to know I'm a part
When your eyes shine I'll know you're mine
For all of the time

TRADUZIONE

I tuoi occhi spalancati
da quando ti ho guardata non possono nascondere
quello che vorrebbero dire
Sentirsi persi in una stanza affollata
È troppo presto per un nuovo amore
Quando sorridi
I tuoi occhi mostrano il tuo cuore
Persa dentro un vestito vecchio e strappato
Sentirsi soli con gente attorno
Il vero amore è difficile da trovarsi ora
Pensi di essere incompresa
Se solo potessi spiegare
qualcosa mi dice che questo momento è vero
Il modo in cui mi sento
I tuoi occhi
Come il blu del cielo d’estate
hanno rubato il mio sguardo da quando li ho guardati
Sentirsi persi in un labirinto magico
È troppo presto per un nuovo amore
Non posso nascondere che guardare nei tuoi occhi
spalancati sembri cosi sorpresa
Cercando in giro qualcuno di nuovo
Il vero amore è difficile da trovare ora
Quando sorridi
I tuoi occhi mostrano il tuo cuore
Sento il mio andare a pezzi
non vedi come mi sento
Il mio amore è vero
I tuoi occhi spalancati
da quando ti ho guardata non possono nascondere
quello che vorrebbero dire
Sentirsi persi in una stanza affollata

È troppo presto per un nuovo amore
Quando sorridi
I tuoi occhi mostrano il tuo cuore
Persa dentro un completo vecchio e strappato
Sentirsi soli con gente attorno
Il vero amore è difficile da trovarsi ora
Pensi di essere incompresa
Se solo potessi spiegare
qualcosa mi dice che questo momento è vero
Il modo in cui mi sento
Quando sei persa
I tuoi occhi mostrano il tuo cuore
dovrei sapere che sono messo da parte
Quando i tuoi occhi brillano
Saprò che tu sarai mia per sempre

lunedì 11 ottobre 2010

Reality

Una delle canzoni simbolo degli Anni ‘80 è l’overdose di dolcezza di “Reality”, praticamente l’unico successo di Richard Sanderson, inserita nella colonna sonora del film francese “Il tempo delle mele”, grandissima hit del 1981. Nel film Mathieu, il ragazzo amato da Vic, la protagonista impersonata da Sophie Marceau, gliela fa ascoltare mentre impazza una festa usando uno degli oggetti simbolo del decennio, il Walkman. Mathieu porge la cuffia a Vic e parte questa musica, che scatenerà la dolce reazione della ragazza:

 

Questo è invece il video realizzato dalla casa discografica di Richard Sanderson, arrivato al 1° posto in Austria e Svizzera e al quarto in Italia.

 

REALITY

Met you by surprise, I didn't realize
That my life would change forever
Saw you standing there, I didn't know I cared
There was something special in the air.
Dreams are my reality
The only real kind of real fantasy
Illusions are a common thing
I try to live in dreams
It seems as if it's meant to be.
Dreams are my reality
A different kind of reality
I dream of loving in the night
And loving seems alright
Although it's only fantasy.
If you do exist, honey don't resist
Show me a new way of loving
Tell me that it's true
Show me what to do
I feel something special about you.
Dreams are my reality
The only kind of reality
Maybe my foolishness has past
And maybe now at last
I'll see how a real thing can be.
Dreams are my reality
A wonderous world where I like to be
I dream of holding you all night
And holding you seems right
Perhaps that's my reality.
Met you by surprise, I didn't realize
That my life would change forever
Tell me that it's true
Feelings that are cue
I feel something special about you.
Dreams are my reality
A wonderous world where I like to be
Illusions are a common thing
I try to live in dreams
Although it's only fantasy.
Dreams are my reality
I like to dream of you close to me
I dream of loving in the night
And loving you seems right
Perhaps that's my reality.

TRADUZIONE:

REALTÀ

Ti ho incontrata inaspettatamente
non ho realizzato
che la mia vita sarebbe cambiata per sempre
Ti ho vista li,
non sapevo mi importasse
c'era qualcosa di speciale nell'aria
I sogni sono la mia realtà
l'unico genere di fantasia reale
Le illusioni sono una cosa comune
io cerco di vivere nei sogni
Sembra come se dovesse essere cosi
i sogni sono la mia realtà
un diverso tipo di realtà
di notte sogno di amare
e l’amore sembra giusto
sebbene sia solo fantasia
Se tu esisti,
dolcezza non resistere
mostrami un nuovo modo di amare
Dimmi che è vero
mostrami cosa fare
sento qualcosa di speciale per te
I sogni solo la realtà
l'unico tipo di realtà
forse la mia follia è passata
e forse ora finalmente
vedrò come può essere una cosa vera
I sogni sono la mia realtà
un mondo meraviglioso dove mi piace stare
sogno di stringerti per tutta la notte
e tenerti sembra giusto
forse è la mia realtà
Ti ho incontrata inaspettatamente
non ho realizzato
che la mia vita sarebbe cambiata per sempre
Dimmi che è vero,
sentimenti che sono un segnale
Sento qualcosa di speciale per te
I sogni sono la mia realtà
un mondo meraviglioso dove mi piace stare
Le illusioni sono una cosa comune
io cerco di vivere nei sogni
I sogni sono la mia realtà
mi piace sognarti vicina a me
Sogno di amare nella notte
e amarti sembra giusto
Forse questa è la mia realtà

giovedì 30 settembre 2010

Smalltown boy

È un brano simbolo degli Anni ‘80 “Smalltown boy” dei Bronski Beat. Uscì nel giugno del 1984 e fu il singolo di debutto di questo trio synthpop britannico dichiaratamente gay. Il video, che rappresentava il testo della canzone – un inno contro l’omofobia -  andava a palla sulle televisioni musicali e fu il preludio a un album, uscito a dicembre, “The age of consent”. “Smalltown boy” raggiunse il primo posto in Italia e in Olanda, il secondo in Svizzera, il terzo nel Regno Unito, il quarto in Irlanda, il nono in Canada e solo il 48° negli Stati Uniti.

SMALLTOWN BOY

You leave in the morning
With everything you own
In a little black case
Alone on a platform
The wind and the rain
On a sad and lonely face
Mother will never understand
Why you had to leave
But the answers you seek
Will never be found at home
The love that you need
Will never be found at home
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Pushed around and kicked around
Always a lonely boy
You were the one
That they'd talk about around town
As they put you down
And as hard as they would try
They'd hurt to make you cry
But you never cried to them
Just to your soul
No you never cried to them
Just to your soul
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Cry , boy, cry...
You leave in the morning
With everything you own
In a little black case
Alone on a platform
The wind and the rain
On a sad and lonely face
Run away, turn away, run away, turn away, run away.
Run away, turn away, run away, turn away, run away.

 

TRADUZIONE

Parti la mattina
Con tutto ciò che possiedi
In una piccola valigia nera
Da solo su una banchina
Il vento e la pioggia
Su una faccia triste e solitaria
Tua madre non capirà mai
Perché sei dovuto partire
Ma le risposte che cerchi
non saranno mai trovate a casa
l’amore di cui hai bisogno
non sarà mai trovato a casa
vattene scappa vattene scappa vattene
vattene scappa vattene scappa vattene
spinto e preso a calci da tutte le parti
sempre un ragazzo solitario
eri quello
di cui sparlavano in città
mentre ti reprimevano
e cosi duramente come provavano
ti facevano male per farti piangere
ma tu non piangevi mai per loro
solo per la tua anima
tu non piangevi mai per loro
solo per la tua anima
vattene scappa vattene scappa vattene
vattene scappa vattene scappa vattene
piangi ragazzo piangi
Parti la mattina
Con tutto ciò che possiedi
In una piccola valigia nera
Da solo sulla banchina
Il vento e la pioggia
Su una faccia triste e solitaria
vattene scappa vattene scappa vattene
vattene scappa vattene scappa vattene

mercoledì 22 settembre 2010

Sandra Mondaini

Sandra Mondaini è scomparsa ieri, appena cinque mesi dopo la morte dell’adorato marito Raimondo Vianello: non ha resistito senza di lui. “Ha cominciato a morire quel giorno” come ha detto Pippo Baudo.

Anche nel corso degli Anni ‘80 lavorò naturalmente con lui: “Attenti a noi due” e “Attenti a noi due 2” rinnovarono i grandi varietà della coppia nel 1982 e nel 1983, dopo il passaggio alla Fininvest di Silvio Berlusconi (ora Mediaset). Proposero anche “Sandra e Raimondo Show”, nel 1987, loro ultimo grande varietà. Vianello passò ai quiz e lei lo seguì come ospite a “Zig zag” tra il 1984 e il 1986 e poi al “Gioco dei 9" dal 1988 al 1991.



Gli Anni ‘80 sono però per Sandra Mondaini il periodo di Sbirulino, il pagliaccio inventato a “Noi no” nel 1977 e lanciato in grande stile per la gioia dei più piccini da “Io e la Befana”, il programma abbinato alla Lotteria Italia 1981, e dalla sua appendice “Fantastico Bis”. Sandra replicava il successo di Scaramacai, il clown di Pinuccia Nava degli Anni ‘60, e probabilmente riversava in Sbirulino il suo istinto materno frustrato dalla mancanza di figli. Nel 1982 uscì anche un film, “Sbirulino”, per la regia di Flavio Mogherini, con sceneggiatura di Sandro Continenza e dello stesso Raimondo Vianello.

Ciao, Sandra… salutaci Raimondo…

giovedì 16 settembre 2010

Anima fragile

Vasco Rossi non è uno dei miei cantanti preferiti. Però ci sono pezzi che restano nella storia e che apprezzo notevolmente. Uno di questi è “Anima fragile”, inserito nell’album “Colpa d’Alfredo” del 1980. Un brano interamente suonato al pianoforte, struggente nella sua dolce lentezza che poi si eleva su toni più rock e più gridati.



ANIMA FRAGILE

(Vasco Rossi)

E tu
chissà dove sei
anima fragile
che mi ascoltavi immobile
ma senza ridere.
E ora tu chissà
chissà dove sei
avrai trovato amore
o come me, cerchi soltanto di avventure
perché non vuoi più piangere.
E la vita continua
anche senza di noi
che siamo lontano ormai
da tutte quelle situazioni che ci univano
da tutte quelle piccole emozioni che bastavano
da tutte quelle situazioni che non tornano mai!
Perché col tempo cambia tutto lo sai
cambiamo anche noi…
e cambiamo anche noi…
e cambiamo anche noi…
e cambiamo anche noi…


LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin