domenica 23 novembre 2008

La colegiala

Nel 1983 una pubblicità del Nescafé lanciò in Europa una canzone latina, "La colegiala" del gruppo colombiano Rodolfo y su Tipica.


Il brano, scritto nel 1980 da Rodolfo Aicardi e dal peruviano Walter Leon, conobbe così popolarità anche in Europa e venne stampato il 45 giri per il mercato continentale. Sul retro c'era un brano simile, "a subienda" di Gabriel Romero.

Difficile dire se lo spot fu trainato dalla canzone o viceversa. I paesaggi attraversati dal treno erano quelli andini, mozzafiato, e la musica si sposava benissimo alle immagini.




LA COLEGIALA

Hoy te he visto con tus libros caminando
Y tu carita de coqueta
Colegiala de mi amor
Tu sonries
Sin pensar que al mirarte
Sólo porque estoy sufriendo
Colegiala de mi amor

(¡Esto es para ti, mamita!)

Hoy te he visto con tus libros caminando
Y tu carita de coqueta
Colegiala de mi amor
Tu sonries
Sin pensar que al mirarte
Sólo porque estoy sufriendo
Colegiala de mi amor

Colegiala, colegiala
Colegiala, linda colegiala
Colegiala, no seas tan coqueta
Colegiala al decirme que si (x 2)

Hoy te he visto con tus libros caminando
Y tu carita de coqueta
Colegiala de mi amor
Tu sonries
Sin pensar que al mirarte
Sólo porque estoy sufriendo
Colegiala de mi amor

Colegiala, colegiala
Colegiala, linda colegiala
Colegiala, no seas tan coqueta
Colegiala al decirme que si (x2)

sabato 22 novembre 2008

Italia '90

Embè, che cosa c'entra un avvenimento degli Anni '90 con un blog che reca il sottotitolo "Livin' in the Eighties", ovvero "Vivendo negli Anni '80"? C'entra, c'entra... Perché, se è vero che la manifestazione si è svolta nel 1990, tutta la preparazione si è svolta giocoforza nel decennio precedente.

La FIFA, infatti, assegnò all'Italia l'organizzazione dei Mondiali di calcio del 1990, preferendola all'Unione Sovietica. A distanza di 56 anni dal mondiale vinto da Pozzo e voluto fortemente da Mussolini e a 30 dall'Olimpiade di Roma, il nostro paese diventava nuovamente il centro del mondo per un mese.

Cominciò così a muoversi la macchina organizzativa: subito venne nominato il presidente del Comitato, il giovane manager della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, mentre l'immarcescibile Franco Carraro proclamò "Il Mondiale di calcio sarà l'occasione più opportuna per dimostrare non solo le nostre capacità organizzative, ma anche l'alto livello tecnologico raggiunto in tutti i settori della vita nazionale".

Il primo problema da affrontare fu quello di rimodernare gli stadi, alcuni abbondantemente obsoleti, altri già passabili: non si badò a sprechi, e infatti qualche anno dopo scoppiò il bubbone di Tangentopoli. A Torino si decise di costruire un nuovo stadio, l'orribile "Delle Alpi", a Bari anche. nelle altre città prescelte - Roma, Udine, Bologna, Cagliari, Genova, Firenze, Napoli, Palermo e Verona - si optò per un restyling. I costi salirono alle stelle, così come quelli delle strutture di contorno. A Milano venne costruita e inaugurata la Linea 3 della metropolitana, a Roma furono costruite nuove stazioni, ora fatiscenti.



Si provvide anche a scegliere il logo, un pallone con delle ombre rosse e verdi a ricordare la bandiera italiana, così come la brutta mascotte, un omino stilizzato nell'atto di calciare formato da bandierine. Venne battezzata "Ciao" con un concorso legato alle schedine del Totocalcio. Gli altri nomi della cinquina erano "Dribbly", "Beniamino", "Bimbo" e "Amico".


Immagine: www.dimenticatoio.it


E le partite? Be', quelle esulano da questo blog: le giocarono nel 1990... Posso indicare i giorni, sorteggiati con un megashow condotto da Pippo Baudo il 9 dicembre 1989 all'Olimpico di Roma, con Sophia Loren come madrina:

A) ITALIA, Austria, Cecoslovacchia e Stati Uniti
B) ARGENTINA, Unione Sovietica, Romania e Camerun
C) BRASILE, Scozia, Svezia e Costarica
D) GERMANIA, Jugoslavia, Colombia ed Emirati Arabi Uniti
E) SPAGNA, Belgio, Uruguay e Corea del Sud
F) OLANDA, Inghilterra, Irlanda ed Egitto

venerdì 21 novembre 2008

Il gioco dei 9

Il Tris (noto agli anglosassoni come tic-tac-toe) è un gioco famosissimo e semplicissimo da fare in due: su una griglia di tre caselle per tre occorre apporre uno alla volta il proprio simbolo, una X o una O, allo scopo di infilarne tre consecutivi in diagonale, orizzontale o verticale.

Ebbene, nel 1966 la CBS ne trasse un quiz televisivo, chiamato "Hollywood Squares": l'enorme tabellone, una sorta di "condominio" di caselle, ospita nove vip, comodamente seduti. Ognuno di essi, quando chiamato dal concorrente, formula una domanda spesso bizzarra che prevede una risposta del tipo vero/falso. Se la risposta è corretta, il concorrente appone il suo simbolo sulla casella.

Nel 1988 la Fininvest pensò bene di importare il format, lo intitolò "Il gioco dei 9" e lo mise in onda su Canale 5, affidandolo alla conduzione di Raimondo Vianello. Tra i VIP c'era molto spesso Sandra Mondaini, che presentava anche i suoi otto "colleghi". Al termine della puntata il concorrente che aveva realizzato più tris aveva l'opportunità di vincere un'automobile: doveva scegliere tra cinque chiavi, sedersi al volante ed avviarla. Se l'auto non partiva, avrebbe potuto riprovare il giorno dopo, con una chiave in meno, e così di seguito, fino ad essere certo di vincerla la quinta sera!



Vianello lo condurrà anche nell'edizione 1989/90, prima di cedere la mano a Gerry Scotti, giunto sulla rete ammiraglia dalla giovanile Italia 1. "Il gioco dei 9" passerà nel 1992 su Italia 1 per poi essere cancellato ed essere stancamente riproposto nel 2004 da Enrico Papi.


giovedì 20 novembre 2008

M'ama non m'ama

Il 14 novembre 1983 su Rete 4 esordì "M'ama non m'ama", trasmissione tratta da un format americano: il conduttore era un debuttante, Marco Predolin, disc-jockey di Radio Monte Carlo, affiancato dalla ex valletta di Mike a "Rischiatutto", Sabina Ciuffini. Tra gli autori figuravano Paolo Limiti e Marco Balestri.

Il programma era semplice: ragazzi e ragazze si alternavano sull'enorme margherita dai petali illuminati che costituiva la scenografia, il loro compito era di rispondere a quiz di cultura generale e di avanzare di casella in casella per conquistare la "preda". Una risposta errata faceva naturalmente retrocedere di un petalo, allontanando la preda ed il conseguente premio.

Molti dei concorrenti erano in effetti dei giovani che cercavano di sfondare nel mondo dello spettacolo: vi parteciparono Francesca Dellera, Paola Ferrari, Simona Tagli, Corrado Tedeschi, Emanuela Folliero e Giorgio Mastrota.
Andò in onda dal lunedì al sabato alle 19.30 per due stagioni, prima di essere sostituito dal "Gioco delle coppie". Nel 1984 Ramona dell'Abate sostituì la Ciuffini.


mercoledì 19 novembre 2008

21 Jump Street


La Fox, nuovo network televisivo, lanciò nel 1987 un telefilm molto gradito al pubblico giovane, "21 Jump Street". Era basato su una vera unità di polizia sotto copertura esistente a Los Angeles, ma era girato a Vancouver: i protagonisti erano alcuni giovani poliziotti infiltrati come studenti di liceo o di college per indagare sul traffico di droga, sulla prostituzione, su traffici illeciti e naturalmente sull'attività delle gang nel mondo scolastico.

Il loro quartier generale era posto all'interno di una chiesa abbandonata, dove riferivano con il loro capo, il capitano Jenko, sostituito dal capitano Fuller dopo che Jenko venne investito da un pirata della strada.

Con gli attori Peter DeLuise (Doug Penhall), Holly Robinson (Judy Hoffs) e Dustin Nguyen (Harry Ioki) c'era un ragazzo che ne avrebbe fatta di strada: a interpretare Tom Hanson c'era un certo Johnny Depp. Frederic Forest (Jenko) e Steven Williams (Fuller) completavano il cast. Nella seconda stagione venne introdotto un nuovo personaggio, Dennis Booker, interpretato da Richard Grieco, che riscosse un enorme successo ed ebbe addirittura uno spinoff tutto per sé, "Booker", anche se per una sola stagione.

"21 Jump Street" fu il primo grande successo per la Fox, ma venne cancellato quando i due attori più importanti, ovvero Depp e Nguyen, lasciarono la serie. Era il 1990. La serie proseguì un altro anno con l'innesto di Michael DeLuise (Joey Penhall).

E pensare che Johnny Depp non aveva intenzione di girare la serie che lo lanciò: nel pilot il suo posto fu affidato a Jeff Yagher. Poi Johnny ci ripensò. Chissà se senza quella parte in "21 Jump Street" sarebbe diventato comunque "Edward Mani di forbice" e "Don Juan De Marco"...

LA SIGLA

martedì 18 novembre 2008

La macchina fotografica usa e getta

Utsurun-Desu. Questo è il nome originale della prima macchina fotografica usa e getta, lanciata dalla Fuji nel 1986. nel mondo però venne diffusa con il più facile "QuickSnap". Per il Giappone fu una rivoluzione culturale, che provvide a diffondere capillarmente l'usa e getta riservando a occasioni importanti e utenti esperti gli apparecchi più sofisticati e mettendo nelle mani di donne e bambini delle macchine facili da usare.
Le altre case approfittarono subito della breccia aperta da Fuji nel mercato con le loro 35 mm: nel 1987 Kodak mise in commercio Fling, basata su una pellicola modello 110 e l'anno successivo la 35 mm FunSaver. Konica, Canon e Nikon seguirono l'esempio.
La macchinetta, realizzata in plastica, conteneva una pellicola da 24 o 36 pose e si portava direttamente dal fotografo per lo sviluppo. In seguito venne corredata di flash e di effetto panoramico, ma già incombeva l'era delle digitali...


lunedì 17 novembre 2008

I colori

Ah, i colori! Ci si vestiva a colori negli Anni '80. E di riflesso il decennio successivo sarebbe stato di restaurazione con il trionfo del grigio e dell'anonimo.

Ma negli 80 si osava: "e i ragazzi / in giacche colorate ai gusti misti / ribelli e un po' svogliati vanno in classe" cantava Claudio Baglioni nel 1985 in "Un nuovo giorno o un giorno nuovo".

Tute, felpe, maglioni, giacche, abiti, gonne, cappotti... in cui dominava il colore.

E questa pubblicità della Sanyo, anch'essa del 1985, ne è una chiara testimonianza:

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin